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Entusiasti. A volte bruttini. Sinceramente grati.

Ovvero nuovo insperato successo alla Maratona a Locarno.

Siamo andati un po' timorosi, dopo la magnifica accoglienza ricevuta alla precedente edizione. Impazienti di mostrare un nuovo lavoro, ma anche preoccupati che potesse non essere apprezzato come il precedente.

Abbiamo messo in scena per la prima volta "Racconto d'inverno", scelto tra l'altro come spettacolo conclusivo della manifestazione, giunta quest'anno alla ventesima edizione. Abbiamo fatto del nostro meglio - il che non vuol dire necessariamente che abbiamo fatto proprio bene. Comunque in qualche modo siamo arrivati fino in fondo.

Poi, per la cerimonia di chiusura, ci siamo schierati in sala, occupando tutta una fila di poltroncine, uno dopo l'altro.

Arrivati (in ritardo) al ristorante per la cena finale, siamo stati accolti con un applauso che ci ha scaldato il cuore. Gente come noi, che ama il teatro e lo fa con grandissima passione, ci ha salutato con entusiasmo, con semplicità, in modo sincero.

Non meritiamo tanto. Ma accettiamo con gioia, perché tanta fiducia, attribuita con trasporto e senza interesse, merita rispetto.

Grazie a tutti. Fatta eccezione per Gianni, siamo piccoli, a volte impacciati e onestamente bruttini. Ma andiamo avanti.

Commenti (5)

Alessandra:

Beh insomma, mi sembra un po' severo questo giudizio. Io invece volevo farvi i complimenti perché, ancora una volta, siete stati tutti bravissimi, e il vostro susseguirsi sul palco è come una danza in cui ognuno esegue egregiamente la sua parte e tutti insieme, come una affiatatissima squadra, contribuite a dare vita a un'armoniosa opera. Mi avete emozionato, come sempre, per la vosta bravura, per l'impegno, per la passione che ci mettete. Siete semplicemente fantastici tutti quanti. E vi posso solo ringraziare per regalarmi ogni anno momenti cosi intensi. Non vedo l'ora di rivedervi, anche se attraverso l'obiettivo della videocamera :-)) Complimenti ancora. Ale

mac:

onorato di potervi servire, mie signori

Vcz:

LUCAAA!!!! Mio eroe!!!! :-)

GIANNI LAMANNA:

E' un commento molto lucido quello che ho letto. Consideriamo il fatto che è stata una vera prova generale con un pubblico magnifico.Se fossi un allenatore di calcio direi che non abbiamo ancora i novanta minuti nelle gambe. E' come se ci mancasse il fiato. Questo non significa che non siamo bravi, ma che essendo condizionati da una serie di circostanze non abbiamo dato forza in alcune scene che sono due tra le tre più difficli: ossia,quella dopo la canzone "My love" (Ale,Vcz,ePat)e la festa della tosatura che è la più lunga. I dialoghi tra la scena di Autolico e il monologo di Perdita risultano sfilacciate se forza e intenzione non creano "l'azione" che è ciò che da ritmo alla scena. Il monologo di Perdita (teatro nel teatro) può essere ancora più forte.Giorgio ha fatto sì un errore, ma è stato bravo a non scomporsi e continuare. Questo essenzialmente è quello che è mancato. La scena del processo (altra scena difficile) è andata bene perché sostenuta dai personaggi di Isa e Ale. Il lavoro sui personaggi è stato svolto bene, chi aveva i doppi ruoli ha fatto un bel lavoro di distinguo. Le parti corali hanno dato una vampata di teatro come non si vedeva dai tempi della Schiusa. Purtroppo la scenografia di Alessia non ha reso come avrebbe dovuto per il semplice fatto che il palco è all'italiana. Se gli spettatori fossero come in un anfiteatro sarebbe più efficace ,in effeti al Cortile il risultato è differente così come lo sarà al Foce e anche all'Ariberto; teniamo presente anche che Luca e Robi hanno avuto poco tempo per posizionare le luci a dovere. Le note più positive, e questo ci fa immensamente piacere, vengono da Isabel e Joel che con serietà e bravura hanno fatto questo percorso con noi per la prima volta. Insomma ragazzi,sono sicuro che ce la possiamo fare. Anche se il commento della gente è positivo riconosciamo dove dobbiamo spingere affiché lo spettacolo diventi un "capolavoro". Grazie, vi voglio bene. GIANNI

Alessia:

Dire che la scenografia "non ha reso come avrebbe dovuto" è molto generoso. Purtroppo, malgrado tutta l'energia che ho investito, non sono riuscita a consegnarvelo in tempo per darvi la possibilità di farlo vostro, di viverlo, di vederlo realmente in tutto il suo potenziale.

Quando si crea qualcosa, che è molto diverso dal costruire, è come se s'istaurasse un linguaggio in codice tra creatura e creatore. Nulla è fine a se stesso, ogni dettaglio, ogni materiale scelto, ogni linea acquista un significato preciso, sottostà a delle leggi tacite e contribuisce a creare un tutt'uno, pronto ad inserirsi e rispettare lo spazio che deve accoglierlo.

Purtroppo domenica alcune di queste leggi sono state infrante. È stato un pò come trovare in soffitta una sfera di cristallo e, ignari del suo potenziale, utilizzarla per metterci i fiori o i pesciolini rossi.

Venerdì lo porterò sul palco con le mie mani. Vi prometto che non vi porterò via nemmeno un centimetro in più dello spazio utilizzato domenica. Se mi sbaglio e qualcosa vi mette in difficoltà sarò pronta a fare marcia indietro... Ma almeno ci avrò provato!

L'unica consolazione è stata che lo spettacolo è talmente bello e ben costruito che anche senza scenografia non ne ha minimamente risentito.

Grazie comunque di cuore
Ale

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 25.04.10, ore 23:12.

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