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Archivio di Aprile 2010

10.04.10

Il cuore si è fermato

È morto giovedì a Milano Renzo Casali, fondatore, regista e autore della Comuna Baires. Gianni lo ricorda così.

Nel 1983, quando frequentai per la prima volta la scuola della Comuna Baires, in via S.Radegonda a Milano, scesi quegli scalini per imparare a fare "teatro". Su un tavolo c'era il giornale "La tribù": il mensile dell'Istituto di Antropologia teatrale che avrei frequentato per tre anni. In prima pagina un articolo scritto dal direttore del giornale su Lee Strasberg (fondatore dell'Actor's Studio) e iniziava, lo ricordo ancora: "Il cuore si è fermato..."

Così dovrei dire io ora di colui che è stato il mio Maestro: Renzo Casali. L'ultima volta che l'ho visto è stato due anni fa. Mi ero promesso di andarlo a trovare parlandone con Angela durante le vacanze di Pasqua. Sento che mi accompagnerà ancora, quel Maestro, fino a quando non sarà il mio di cuore a fermarsi.

Gianni.

23.04.10

Pensieri della notte

Finalmente a casa. Accendo solo una piccola luce lontana, così rimango nella penombra, come piace a me. Trangugio qualche pezzetto di formaggio. Stappo una birra gelata. Nel silenzio totale sento echeggiare il tappo di un'altra birra, che qualcuno sta probabilmente bevendo nello stesso silenzio da qualche parte a Davesco. Qualcun altro, contemporaneamente, sta forse pedalando in una tiepida notte milanese. Altri ancora saranno già a letto... ma non tutti dormono. Magari qualcuno, mentre aspetta il sonno, pensa a un'altra terribile giornata di lavoro ormai in arrivo, e a quante ore mancano al debutto a Locarno.

Accendo l'iPod, parte Tornado di Jónsi, che è scelta a caso eppure è l'unica possibile. Ma come faccio a spegnere tutti i pensieri e andare a dormire? Come faccio a uccidere per sempre questa notte straordinaria? E come faccio a desiderare che sia già domenica sera dopo il debutto dello spettacolo?

Certo la prova generale di stasera non è stata esaltante. Va bene, chiamiamo le cose con il loro nome: è stata terribile. Ma ora, nella penombra, con la birra, il formaggio, la musica... mi è chiaro che tutto è stato, ed è ancora adesso che ho con me solo ricordi già confusi, assolutamente perfetto. E che domenica sarà quel che sarà. E che comunque dopotutto non ha alcuna importanza.

* * *

Butto giù l'ultimo sorso di birra ormai calda. Sto per cedere alla stanchezza. Vado a spegnere la luce e cosa incontro? Una enorme tavoletta di cioccolato. La notte è ancora lunga.

25.04.10

Entusiasti. A volte bruttini. Sinceramente grati.

Ovvero nuovo insperato successo alla Maratona a Locarno.

Siamo andati un po' timorosi, dopo la magnifica accoglienza ricevuta alla precedente edizione. Impazienti di mostrare un nuovo lavoro, ma anche preoccupati che potesse non essere apprezzato come il precedente.

Abbiamo messo in scena per la prima volta "Racconto d'inverno", scelto tra l'altro come spettacolo conclusivo della manifestazione, giunta quest'anno alla ventesima edizione. Abbiamo fatto del nostro meglio - il che non vuol dire necessariamente che abbiamo fatto proprio bene. Comunque in qualche modo siamo arrivati fino in fondo.

Poi, per la cerimonia di chiusura, ci siamo schierati in sala, occupando tutta una fila di poltroncine, uno dopo l'altro.

Arrivati (in ritardo) al ristorante per la cena finale, siamo stati accolti con un applauso che ci ha scaldato il cuore. Gente come noi, che ama il teatro e lo fa con grandissima passione, ci ha salutato con entusiasmo, con semplicità, in modo sincero.

Non meritiamo tanto. Ma accettiamo con gioia, perché tanta fiducia, attribuita con trasporto e senza interesse, merita rispetto.

Grazie a tutti. Fatta eccezione per Gianni, siamo piccoli, a volte impacciati e onestamente bruttini. Ma andiamo avanti.

30.04.10

Replica luganese, con furore

Il "Racconto" approda al Nuovostudiofoce di Lugano.

Mai tanto pubblico a Lugano come stavolta. Parenti e amici si moltiplicano? Forse. Oppure cominciamo ad attirare anche un pubblico autentico? Magari. In ogni caso: grande ansia ma anche grandissima soddisfazione.

Tecnicamente è andata anche meglio che a Lugano: la proiezione del cubo luminoso era decisamente più valorizzata (grazie Alessia); musiche e luci più precise (grazie Mac); i movimenti in scena più sicuri (grazie alle prove in teatro la sera prima). La recitazione è stata invece un po' meno attenta che a Locarno, colpa forse di un leggero deficit di concentrazione... o di un surplus di ansia.

La navigazione comunque prosegue. Il prossimo scoglio all'orizzonte è il pubblico milanese.

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