Ovvero dal nulla spunta il non nulla.
Un bello spavento, alla mia età. Così, nel bel mezzo del sonnellino serale. Senza preavviso. Senza fanfara. Timido e confuso. Ma emozionante.
Dopo tanta astinenza, quasi non lo riconoscevo. Che cosa? Il qualcosa che, dopo mesi di prove spesso insipide, si è finalmente sporto fuori dal periglioso pantano della ripetizione meccanica e incolore.
Dovevo aspettarmelo, perché è sempre così, spettacolo dopo spettacolo. E invece mi sono sorpreso. Si è trattato di brevissimi istanti, intendiamoci... e poi, così come è emerso, il qualcosa si è nuovamente inabissato. Però esiste!
Forse è solo questione di ritmo. Oppure è la primavera. Eppure, per la lunghezza di un attimo fugace, un coraggioso raggio di sole ha rischiarato il cupo antro in cui sonnecchiavamo e ci ha elargito un palpitante goccino di umanità.
Ora torno al mio sonnellino. Troppa emozione potrebbe uccidermi. Però, mentre appoggio le palpebre, sorrido.