Ovvero "la disciplina ci vuole, ma ogni proposta è benvenuta".

In un ambiente professionale, il regista fa il regista e gli attori fanno gli attori. Gianni ci spiega che ben di rado il regista è disposto ad accogliere suggerimenti dagli attori: quel che è deciso, è deciso... anche se non funziona. Il nostro caso è diverso: lavoriamo insieme a Gianni, sotto la sua illuminata guida, ma ogni proposta è valida e viene ascoltata. "La disciplina ci vuole", puntualizza il nostro regista, "ma voglio sempre sapere cosa pensate".
Ed ecco che arriva la proposta di Isabella di arricchire il copione nel punto successivo alla scoperta della vera identità di Killarney ed Ehmain alla festa della tosatura. Il re è furioso con il figlio per la sua intenzione di sposare una pastorella, ed il figlio è furioso con il padre per la sua ipocrisia ed... arretratezza. Isa pensa che questo momento necessiti di un più sostanzioso ricorso al testo originale di Shakespeare, riducendo il corrispondende segmento di narrazione. Gianni è d'accordo e la proposta di Isa viene approvata. [Pubblicherò al più presto una versione aggiornata del copione]. Nuove battute da imparare per Roberto, Vcz e Jale.
Le sorprese non sono finite stasera. Intoniamo per Gianni il "Non nobis", seguendo come possiamo i suggerimenti di Michela della settimana scorsa. Il risultato non è eccellente ma è... piacevole, e Gianni se ne rallegra. Vcz vuol provare addirittura a cambiare la tonalità nell'ultima ripetizione, proprio come sul CD... ma l'esperimento fallisce, almeno per ora. Ci riproveremo! (Forse).
Riproviamo anche la danza iniziale delle fate del lago, e poi la parte centrale del secondo atto. Durante il monologo "botanico" di Perdita, gli altri attori si trasformano in oggetti inanimati, e si risvegliano solo alla fine, quando la stessa Perdita torna in sè e prova imbarazzo per essersi fatta trasportare dall'entusiasmo.