« La scenografia umana | Principale | Teatro democratico »

Non nobis

Ovvero la compagnia in coro. Il lungo percorso dal rumore alla musica.

Stasera cappotto party nell'auto di Patrizia con Vcz, Isa e Sabina in attesa dell'arrivo di Roberto. Isa sfodera un bretzel farcito e, impietosita, ne offre un pezzetto a Vcz.

Oggi ci fa visita Michela per darci una mano coi nostri cori. In particolare, ci concentriamo sul "Non nobis" che intoneremo alla fine dello spettacolo. Armati di partitura, cerchiamo una tonalità adatta a tutti, specie in relazione alla seconda voce, più acuta, che sarà cantata da Isabella e Patrizia. Dopo vari tentativi ci accordiamo per un do. Jale, per il timbro della sua voce, preferisce unirsi agli uomini.

Michela ha trovato il testo esatto del brano, tratto dai Salmi e usato dai templari come loro motto ai tempi delle crociate. La musica, invece, è stata composta da Patrick Doyle per il film "Henry V" di Kenneth Branagh del 1989. Doyle ha lavorato anche alla colonna sonora di "Harry Potter e il calice di fuoco". Una performance del "Non nobis" eseguita dall'orchestra sinfonica della città di Birmingham si puo' ascoltare cliccando qui.

Il testo è molto semplice e dice: "Non nobis, Domine, sed nomini tuo da gloriam". In italiano: non a noi, o Signore, ma al tuo nome dà gloria.

Abbiamo cantato diverse volte, prima in cerchio e poi camminando nello spazio. Michela ci ha esortato all'apertura, a un canto positivo e arioso - trovandoci invece piuttosto chiusi e "appoggiàti" in basso. Ci ha inoltre suggerito di lavorare sulla pulizia delle note, esercitandoci a trovare subito quella giusta invece di... arrivarci per gradi. E, cosa più importante, ci ha ricordato che il canto corale è bello se prima di tutto ci si ascolta a vicenda, si entra in sintonia, e si crea un'unica voce armoniosa.

Abbiamo provato una volta anche "In my heart", dando un'occhiata veloce allo spartito per capire quante sono le voci e quali ci convenga imparare.

Di seguito le ragazze hanno provato varie volte la danza iniziale delle fate del lago, recuperando gradualmente la memoria della corretta sequenza e arrivando a completarla interamente. In particolare, si è lavorato sui giri che precedono il momento in cui le fate si stendono a terra, facendo attenzione ai tempi e alle traiettorie.

Commenti (3)

Robi:

Ciao Vcz.
Ma che bello il saggiattore nella nuova veste, più arioso, mi da un senso di primavera in queste giornate fredde di inverno. Chissà forse dobbiamo fare la stessa cosa anche noi e ritrovare quella energia, quel calore , quella spensieratezza e lanciarci in questa avventura chiamata "racconto d'inverno". Grande Vcz.

sabinca:

che sorpresa! bello bello bello!

sabina:

che sorpresa! bello bello bello

Info

Questa pagina contiene un singolo post scritto il 21.01.10, ore 23:08.

Il post precedente è La scenografia umana.

Il post successivo è Teatro democratico.

Molti altri si trovano sulla pagina principale oppure in archivio.