Isa ci racconta un weekend molto speciale fatto di ricerca, di scoperta e di... canto.
Weekend di lavoro intensivo a Spazio Ado con Patrizia Barbuiani e Roberto Cerri, dedicato al movimento del corpo, alla voce e al canto armonico.
Venerdì sera si inizia con un po' di ritardo: Isa è ferma al casello per 15 minuti, Sabina non riesce ad accendere l'auto, Ale e Jale sono presi da impegni lavorativi.
Giunti i ritardatari (assente Patty per impegni lavorativi) Patrizia Barbuiani entra in materia con un riscaldamento individuale, seguito da una serie di "giochi" collettivi che testano la concentrazione e l'energia del gruppo. Segue un momento di "training" dedicato al rilassamento del corpo e dell'apparato respiratorio, necessario per lavorare sulla voce e sul canto. Ci si distende, ad occhi chiusi, emettendo suoni per espellere le tensioni e immaginando una leggera brezza che si snoda, attraverso articolazioni, muscoli, tendini, ossa, in tutto il nostro corpo, liberandolo. Lentamente, attraverso il respiro e l'esercizio, i suoni, da gracidi e pallidi, diventano pieni e armoniosi. In alcuni casi, si iniziano a sentire anche gli armonici! L'esercizio dura a lungo e al termine siamo tutti rilassati: è difficile tornare alla realtà.

Dopo una pausa, si continua a lavorare sulla voce a due a due, sentendo ciò che avviene quando le nostre voci entrano in contatto attraverso i nostri corpi. La serata termina con un esercizio in cui le canzoni dell'infanzia di ognuno si susseguono in una sorta di "taglia e cuci" esilarante.
Sabato pomeriggio ritrovo alle 13.00 (alcuni arrivano alle 13.30, dopo essere rimasti chiusi fuori!), con Patrizia Barbuiani e Roberto Cerri. Il riscaldamento con Patrizia è collettivo questa volta. In particolare si lavora sui muscoli del volto e della bocca: si cammina in circolo per la stanza con i volti da ebeti e la lingua di fuori, farfugliando ai compagni che si incontrano sul cammino una serie di suoni che danno vita ad una sorta di dialogo sonoro surreale.
Terminato il riscaldamento, data la temperatura gelida di Spazio Ado, nella una pausa ci si riscalda con un thé e una torta gentilmente preparata dalle "manine" di Roby. La seconda parte, con Roberto Cerri, ci vede seduti in cerchio, ad iniziare l'approccio con il canto armonico. Inizialmente si lavora sul "soffio", producendo susseguentemente le vocali "o", "a", "i". Poi, lentamente si comincia ad emettere dei suoni e, attraverso il movimento della bocca, appaiono i primi armonici. Roberto fa una dimostrazione: il canto produce una nota base, sulla quale si innestano i diversi armonici. Poi, a turno, proviamo tutti. L'esercizio prosegue a lungo. Dopo una pausa, con una maggiore consapevolezza di ciò che stiamo facendo, in cerchio attraverso la propria voce si cantano tutti i migliori augurî per una persona che è posta al centro del cerchio: le voci si mescolano, gli armonici stridono e si riassorbono, e chi sta al centro ha la sensazione di ricevere un dono, tutto il bene del mondo solo per lui.
Si termina la giornata con Patrizia: giochi di concentrazione e di attenzione divisa, seguiti dal "gioco" sulle canzoni dell'infanzia.
Domenica, muniti di coperte e calzettoni per tentare di non ibernarsi nella gelida sala di Spazio Ado, si comincia il riscaldamento autonomamente. Segue un lavoro con Patrizia per preparare il corpo e la voce. Dopo il riscaldamento, ognuno sceglie un punto sul muro e canta pensando di fare entrare la propria voce attraverso il muro, come fosse un raggio laser. Successivamente si ripete l'esercizio girati di schiena, poi visualizzando un punto sul pavimento e infine immaginandosi di proiettare la propria voce nel cielo, fino a giungere nel punto più lontano dell'universo, fino a giungere ...al divino. L'effetto è notevole: le voci si sprigionano con una forza e un'intensità mai sentita e il momento è da brividi. Si prosegue poi con il lavoro a coppie e contro il muro per comprendere l'effetto che il nostro corpo e il suo movimento hanno sulla voce: il corpo intero è lo strumento e la voce si manifesta attraverso tutte le sue parti: dalla bocca, alle ginocchia, ai polsi, alla nuca, etc.
Dopo una pausa, in cerchio si riprende il lavoro con Roberto, che spiega la teoria degli armonici, attraverso un apposito documento, inizialmente incomprensibile, ma che pian piano diventa chiaro. Roberto ci mostra uno strumento molto particolare, il tampura, uno strumento indiano della famiglia dei liuti, che produce armonici. Con l'aiuto di Roberto, costruiamo la nostra "scala" musicale, scegliendo le nostre note su una melodia continua fatta di una successione di do-sol-do. La scala finale è la seguente: DO, RE, MI, FA#, SOL, LA, SIb, DO.
Si ritorna al canto: gli armonici escono con più facilità e le voci sembrano ancora più calde, rispetto al giorno precedente. Ultimo esercizio: ognuno canta, prima con il soffio, poi con gli armonici, il proprio nome e gli altri proseguono cantando, per lui, il suo nome, tutti insieme. L'importante è l'ascolto del gruppo, la sintonia, l'essere insieme con la voce e con lo spirito.
Si termina con un vero e proprio canto, in cerchio: ognuno lascia uscire una nota, cambiandola solo quando un'altra nota è pronta per arrivare. Inizialmente l'effetto non è dei migliori, l'ascolto non è attento... Poi, piano piano, con il giusto atteggiamento, i suoni si armonizzano, le voci si amalgamano e, per qualche minuto, diventiamo una cosa sola: tante voci, ma un solo canto, bellissimo e armonioso.
Ringraziamo Roberto per il weekend e terminiamo il lavoro con Patrizia, che ci richiede di svolgere un esercizio, per ottenere il suo "attestato" di frequenza al corso. Divisi in gruppi di due o tre, si deve scegliere una sequenza di sei movimenti associati a suoni, e realizzarla davanti agli altri, che in breve tempo devono impararla e riprodurla. La memoria non è un granché per cui gli effetti sono divertentissimi!
Si finisce in allegria: stanchi, ma con un'esperienza in più, che certamente potrà esserci utile per "Racconto d'inverno".
Isa.