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Le alghe dell'acqua

Oggi cominciamo le prove dividendoci in due gruppi contrapposti. Eseguiamo due "R" della euritmia per caricare, poi le due squadre si avvicinano e schierati uno davanti all'altro pronunciamo un MMMMMAAAAAIII molto aggressivo. È una battaglia di energia... sembra quasi di essere gli All Blacks in un haka (ma noi siamo meno muscolosi e meno... maori).

Poi ci trasformiamo in alghe attaccate sul fondo del mare durante una tempesta. Gianni ci guida attraverso i vari momenti (la calma, le correnti, gli spruzzi, le onde, la tormenta... e poi il ritorno alla quiete). I nostri corpi oscillano e poi si agitano, sbattuti dall'acqua in tempesta. Scopo del lavoro: evocare ambientazioni e oggetti con il solo linguaggio del corpo e con la voce. In scena avremo pochissimo materiale: sta quindi a noi far vedere allo spettatore cose che fisicamente non ci sono.

Di seguito lavoriamo sulla pastora. Gianni chiede a Sabina di inventare qualcosa per il suo ingresso nella scena II del secondo atto, in modo da evocare un'ambientazione. La proposta di Sabina è di raccogliere dei fiori e di cercare qualcosa tra l'erba... per poi trovare invece la piccola Perdita. Gianni trova che la richiesta sia troppo razionale, e spinge Sabina a inventare qualcosa di meno ovvio. Per esempio, la pastora potrebbe essere infuriata per dei ragazzini che le hanno rubato un agnello... e intanto dovrebbe vedere e soprattutto FAR VEDERE le colline, i prati, le greggi che la circondano.

Gianni ci anticipa che potrebbe chiederci di essere in scena anche durante scene in cui non abbiamo una parte, per impersonare oggetti inanimati, magari avvolti in drappi colorati.

Per concludere, Gianni lavora con Vcz per dare le giuste intenzioni al monologo di Florizel. Intanto Ale lavora sulla rabbia di Killarney (ritirandosi in un'altra stanza con Luke, che stasera ci è venuto a trovare). Per infuriarsi sinceramente, Ale immagina di sorprendere qualcuno a rigargli la macchina. Prima di andare, Ale torna nel gruppo e presenta il suo monologo... molto, molto arrabbiato.

Poi scappiamo via prima che la nevicata ci impedisca di tornare a casa. Appuntamento a lunedì prossimo.

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 07.01.10, ore 23:41.

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