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Archivio di Aprile 2009

02.04.09

Locarno è vicina

Tutti presenti stasera a Spazio Ado per le prove di DFN. (Gianni è via e rientrerà solo la settimana prossima). All'arrivo ci siamo rifocillati subito con una tisana calda e qualche biscotto. Poi abbiamo iniziato a provare nella solita saletta. All'esterno solo Vcz, che con computer e microfono si è preparato per la registrazione del sonoro di DreamFastTEN.

A turno i membri della compagnia hanno raggiunto Vcz per incidere il proprio commento sonoro. Come per le immagini, i vari commenti audio sono risultati estremamente diversi tra loro... i corti di DF10 saranno molto vari! Gli attori della compagnia hanno proposto ciascuno la propria personalissima interpretazione... e il risultato sarà sicuramente molto interessante.

Rimane da registrare solo il sonoro del corto di Patrizia (che aveva bisogno di scaldare la voce). Ben presto Vcz pubblicherà i primi episodi. La settimana prossima bisognerà girare anche le immagini con Gianni.

Parallelamente si svolgevano le prove. Sono stati ripassate, tra le altre cose, la scena del suicidio del clown; la coreografia del "devo"; e l'intervento di Sabina al processo.

Appuntamento alla settimana prossima per le ultime prove. Stasera Roberto ha portato il programma ufficiale della Maratona del Teatro Amatoriale. Locarno è vicina!

07.04.09

I cannoli di Mamma Rosa

Di nuovo guidati da Gianni dopo la pausa della settimana scorsa, abbiamo provato con rinnovato impegno il secondo atto di DreamFastNet. (Prima delle prove vere e proprie, Vcz e Gianni hanno girato le immagini per l'ultimo cortometraggio della serie DF10. Il progetto è ormai quasi completo e presto i primi filmati saranno pubblicati online).

Ci sono alcune novità dell'ultimo momento. Per esempio, l'avventore della pasticceria interpretato da Vcz è ora il tecnico dei computer, con tanto di paletta per le mosche e accento inglese. Sempre Vcz ha annunciato una rivoluzione nel costume del giullare (che sarà molto... colorato), e l'intenzione di rendere tutti i suoi movimenti più ampi ed eleganti.

Il "devo" è stato eseguito secondo le nuove indicazioni per cui il testo viene recitato stando ferme. (Tuttavia Gianni vorrebbe almeno una piccola oscillazione delle braccia).

La scena del suicidio del clown si è arricchita degli effetti sonori del caso: lo squillo del telefono, il bussare alla porta, il rumore della serratura.

Presente stasera anche Francis, che ha interpretato il rap finale.

Essendoci ancora tempo, abbiamo provato anche la scena del processo, tratta dal primo atto.

Abbiamo concluso in bellezza con i cannoli siciliani preparati dalla mamma di Ale, che abbiamo apprezzato tutti moltissimo!

08.04.09

Arriva DreamFastTEN!

Il primo cortometraggio è online e accessibile a tutti sul sito della compagnia. Diffondiamo la notizia!

I prossimi saranno pubblicati con il seguente calendario: 10, 14, 15, 16, 17, 20, 21, 22 e 23 aprile... in ordine RIGOROSAMENTE sparso e imprevedibile!

Buona visione!

09.04.09

Il podcast di DreamFastTEN su iTunes

Il podcast di DreamFastTEN è su iTunes!
Ecco il link:

http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=311693988

Universi giocattolo e manichini semoventi

Ultimo incontro con Gianni prima della generale di venerdì 17! Per guadagnare fiducia e dare le ultime limate, abbiamo fatto una filata quasi completa di primo e secondo atto. Gianni ha chiesto impegno ed energia, anche a costo di esagerare.

Il professore di fisica nucleare ha sfoggiato, per la prima volta, un modellino di sistema solare con cui gioca mentre espone le sue teorie cosmologiche. Al modellino mancano ancora i pianeti... che Roberto dipingerà coi nipotini durante le vacanze pasquali.

Durante la scena con il barbone, il manichino è ora collocato su di un carrello a ruote che viene fatto muovere a distanza con un sofisticatissimo... filo di nylon quasi invisibile. Si spera solo che i teatri non abbiano il palco inclinato, o dovremo rincorrere il nostro carrello per evitare che si schianti sul pubblico!

Jale è sempre più spettacolare nella sua interpretazione dell'avvocato/talpa alla scena del processo. Anche Sabina è apparsa in gran forma... e ha deposto un uovo magnifico.

Tra una scena e l'altra abbiamo mangiato una fettina di colomba, portata gentilmente da Ale (che ormai ha deciso di farci ingrassare tutti). Le prove si sono svolte in costume, con tutti i cambi necessari. Solo Vcz non ha mostrato il nuovo trucco del giullare, che avrebbe richiesto troppo tempo.

Al termine Isa, Vcz e Robi, davanti a un tè freddo corroborante, hanno fatto un elenco delle cose che mancano ancora all'appello - per esempio il televisore e i vari cartelli (della pasticceria e del processo). Roberto ha anche rivelato qualche dettaglio sulla struttura della cornice, che ormai tutti siamo ansiosi di vedere!

Martedì ancora prove (senza Gianni) per rifinire le scene che ne hanno ancora bisogno.

14.04.09

Funziona!

Ultimo appuntamento di prove prima della generale di venerdì sera. Assenti Gianni e Patrizia. Ci siamo incontrati all'OTAF, dove Roberto stava finendo di dipingere i pianeti del suo modellino di sistema solare.

Vcz si è presentato con un ciuffo giallo da giullare postmoderno per... darsi la carica. Jale ha apprezzato e ha suggerito a Vcz di andare in giro sempre così.

Abbiamo provato diverse scene: il tecnico dei computer con il clown (con particolare attenzione al ritmo e alla palettata del tecnico sulla schiena del clown); la panetteria (ah-one ah-fifty!); donna Silvia civettuola con il venditore di biglietti della lotteria (magnifico l'ancheggiamento di Ale con lingua da iguana); e infine il processo, che si è arricchito di nuovi sensazionali particolari. Il giudice indossa gli occhiali da sole e ci vede... molto poco, come ogni giudice che si rispetti; durante il processo, suona il piano tamburellando sulla superficie del tavolo e sorride inebetito con lo sguardo nel vuoto. Sempre spumeggiante la talpa di Jale, prima e dopo la trasformazione in aggressivo avvocato di successo.

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Abbiamo considerato le diverse possibilità per i cartelli al processo e per la panetteria. Robi ha anche recuperato una nuvoletta da appendere al banchetto dei dolci, come indicato da Gianni.

In conclusione Vcz ha ricordato l'appuntamento con DreamFastTEN (domani il quarto episodio sul sito della compagnia) mostrando lo slogan DF10... disegnato a colori sgargianti sul suo petto.

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Dopo la partenza di Ale e Jale, i superstiti hanno ripassato la sequenza delle scene a memoria ad alta voce. Lo spettacolo è molto complesso... urge una scaletta di emergenza da affiggere dietro le quinte.

L'impressione di stasera, comunque, è che con il giusto entusiasmo DFN funziona!!! Servono tanta energia e il giusto ritmo, e lo spettacolo decolla!

Ci si vede tutti venerdì sera a Trevano per la generale. Luke ha suggerito a Vcz di registrare la prova, per poterla poi rivedere e individuare punti di forza e debolezze.

19.04.09

Tra sogno e realtà

Alessia invia la riflessione che segue. Adesso più di prima muoio dalla voglia di incontrare la cornice di DFN!

È il 9 settembre 2008, o forse il 10, come spesso accade il giorno seguente l'incontro della compagnia entro nel Saggiattore per leggere le novità. Scorro il testo, guardo le foto pubblicate, quando la mia attenzione viene catturata da una frase specifica: "...e tutto intorno, applicata fuori dalla scena, frammenti di una grande cornice (...)". Immediatamente appare lei, un'enorme cornice dorata. Un'immagine chiara e allo stesso tempo sfuggente, come se di fronte al tentativo di vederne i dettagli, sparisse; quasi si trattasse di un sogno ad occhi aperti.
Proseguo le mia lettura e, qualche riga dopo, vengo nuovamente attirata da un'altra frase: "(...) e tutti quei fattori che sopprimono la creatività dell'individuo e soffocano le espressioni artistiche. Perché questo è in definitiva il tema del lavoro: la crisi dell'arte. (...)". Mi sento improvvisamente affascinata dal nuovo lavoro. Non conosco ancora il contenuto, eppure, ho la sensazione che in qualche modo e per qualche inspiegabile motivo il suo messaggio mi parli, quasi m'appartenesse.
Vedo nuovamente la cornice. Questa volta l'immagine si fissa un po' più a lungo, permettendomi d'intravvedere più chiaramente qualche dettaglio. Riesco a riconoscere in basso in un angolo un'enorme tastiera e tanti schermi di computer. Non è chiaro il contenuto degli schermi, ma, in questo istante, so che sarà proprio attraverso di loro che racconterò questa nuova storia.
Nelle settimane che seguono, le parole lette nel Saggiattore e l'immagine della cornice tornano inaspettatamente; rievocano altri vissuti senza nessuna logica apparente; riaccendono nuove immagini; si mescolano dando origine a fiumi di pensieri e sensazioni (alcune le ho condivise direttamente con voi proprio attraverso la finestra del Saggiattore). Arriva il giorno che, spinta dall'insistenza di quell'immagine, mi siedo, la disegno, ripongo quel disegno in un cassetto e lo lascio lì.
Trascorre un mese intero, poi un altro, ma il progetto è sempre in quel cassetto. Di tanto in tanto vado ad aprirlo e poi lo richiudo accuratamente. Comincio a raccogliere un po' di materiale... semplice materiale di recupero. Adoro l'idea di sfruttare le proprietà degli oggetti per creare qualcosa di diverso, di molto lontano dalla funzione per cui sono stati ideati, dal loro destino... ma questo ve l'ho già raccontato in uno dei miei "deliri" precedenti.
Finalmente arrivano i panneaux, li ripongo nel mio atelier assieme al materiale raccolto, ma il progetto non decolla. Mi sento come se quelle immagini fossero bloccate dentro di me, come se non trovassero la strada per arrivare alle mie mani. Eppure sono nitide, le riconosco, e allora cosa non funziona? Metto a letto Tobia, scendo nel mio atelier, passano ore senza che succeda nulla di concreto. Comincio a tagliare le scatole delle uova, a colare delle figure di gesso... tutto nel disperato tentativo di macchiare quei panneaux, puri e immacolati... cerco di "tracciare" la prima linea, ma... NIENTE!!!
Arriva la sera in cui vedo i panneaux neri; senza pensarci due volte comincio a pitturarli ad uno ad uno (ancora oggi non so dire se quel lavoro, durato ben due sere, si è rivelato indispensabile al fine del risultato, ma certamente è stato l'INIZIO). Mentre pitturo, improvvisamente appare tutto chiaro: "sono immagini separate tra di loro, intrappolate dalla mia testa che pretende di conoscerne il significato, ma che in realtà non permette alla storia di completarsi. Cos'hanno da dire? Cosa vogliono dirmi?"... Vedo la tastiera; finalmente la riconosco. Quello è il punto di partenza! Certo quella tastiera simboleggia lo strumento con il quale l'essere umano programma e organizza tutti i suoi pensieri e le sue azioni. Solo attraverso di lei gli schermi potranno accendersi. E così è successo!
Da quel giorno il lavoro ha preso il volo e, uno dopo l'altro, si sono accesi tutti gli schermi; ognuno con la propria storia. Una storia priva di pretese, pronta a modificarsi a seconda degli occhi, delle sensazioni, delle emozioni di chi la osserva. Questa cornice, come l'intero spettacolo, cito, "è più da osservare che da capire; più da sentire che d'ascoltare".
Ho immaginato l'organizzazione della mente umana confrontata con il mondo dei nostri giorni, come fosse una centrale operativa dotata di sofisticati strumenti di analisi, codificazione, ricerca e selezione. Mi sono divertita ad immaginare di girare di nascosto nei suoi corridoi, raccogliendo qualsiasi informazione mi capitasse sottomano, lasciando che fossero proprio le immagini che s'illuminavano a parlare per me... Come ho avuto la chiave per entrare è una lunga storia, o forse talmente corta e semplice da apparire assurda, ma quello è un altro capitolo.

Vi accompagno là dove mi ha misteriosamente condotto proprio "Dreamfastnet". Un "viaggio" che per me si è rivelato affascinante e irripetibile.
I fili elettrici simboleggiano la "corrente" necessaria al funzionamento di tutta la "centrale". Se però guardiamo con attenzione il groviglio di fili, possiamo notare che sono legati in diversi punti da una corda, e che la spina non è inserita nella presa. Sembrerebbe che il sistema non utilizzi tutto il potenziale dell'energia a disposizione.
Il labirinto rappresenta l'inarrestabile ricerca che caratterizza l'essere umano, spesso orientata verso l'esterno. La parte maggiormente illuminata di tutto il labirinto è il centro, o meglio la partenza; là dove ogni essere umano nasce e ogni bambino vive.

La vita è una ricerca costante, disperata e senza speranza, una ricerca di qualcosa che non si sa cosa sia; pare che il destino dell'umanità sia la frustrazione, poiché qualsiasi cosa si ottiene diventa priva di significato nel momento stesso in cui la si raggiunge... e la ricerca riparte da capo. Quella ricerca si basa sull'idea che ciò di cui hai bisogno sia altrove. Esiste, ma non è mai "qui e ora", è sempre "là e allora".
Osho, "Intimità"

L'incastro di scatole costituiscono l'archivio della centrale. Il luogo dove arrivano informazioni di qualsiasi tipo e vengono successivamente ordinate, selezionate, etichettate e catalogate. Possiamo notare una serie di cassonetti disposti lungo l'archivio nei quali vengono gettate le informazioni che non si riescono a catalogare.
La catena di montaggio è la vera fabbrica della centrale, il luogo dove vengono riprodotti e omologati i pezzi della nostra personalità in base al modello di riferimento.
La giostra è il locale svago, la parte che si occupa del tempo libero e delle attività ricreative. Il suo principale scopo è di allentare la tensione e lo stress degli operatori degli altri settori e salvaguardarne il rendimento e l'efficacia. Stabilisce quando e come prendersi il "tanto atteso meritato riposo".
Il burattinaio controlla tutte le azioni, i movimenti e gli spostamenti dell'essere umano. Si vedono unicamente due grandi mani, ma non si conosce la loro vera identità. Chi è il Burattinaio? Lui non mostra mai il suo viso... i suoi fili ricordano quasi una ragnatela e sono attenti a lasciare giusto l'agio per compiere il movimento che lui -il burattinaio- ritiene essere quello giusto. È così abile e preciso da riuscire a convincere che quelli siano effettivamente gli unici movimenti possibili.
La slot machine è la parte del cervello umano che s'ispira (o crede di farlo) ai valori originali e si occupa di tramandarli. Purtroppo, con il passare del tempo questo passa parola ha distorto, semplificato, adattato il significato originale, rendendolo quasi irriconoscibile e generando quelli che oggi riempiono buona parte delle nostre conversazioni, i luoghi comuni.

Gli schermi della centrale sono disposti in modo da creare degli spazi vuoti (sgabuzzini) dove vengono buttate tutte le informazioni ritenute limitanti, dannose o inutili al funzionamento generale, una sorta di antivirus che, in gergo, vengono chiamati i "meccanismi di difesa".
La centrale è dotata anche di un binario morto, dove vengono parcheggiati i treni dei sogni e dei desideri in attesa di partire. Purtroppo le uscite sono state sbarrate da materiale di scarto rendendone difficile il ripristino.
Inoltre si possono notare elementi che non hanno una funzione specifica; il loro unico scopo è di mimetizzare e mascherare e depistarci dal vero significato degli altri settori.

Nella cornice sono visibili tre angoli, tutti con una funzione a specchio. Il loro compito è di RIFLETTERE fedelmente i modelli acquisiti.
La scacchiera rappresenta il settore delle interazioni umane; delle strategie relazionali che vengono adottate dai giocatori... quasi fosse una partita a scacchi.
Il centro analitico è il reparto che si occupa di analizzare, giudicare, spiegare le informazioni che entrano. Inoltre svolge un potente e rapidissimo ruolo di motore di ricerca.
Infine la spirale è simbolo del tempo che trascorre e di tutte le tappe che andrebbero raggiunte nell'ordine più o meno prestabilito nel corso della vita.

La centrale costituisce la parte civilizzata, addomesticata della mente umana. Quella alla quale viene affidata quasi interamente tutta la nostra esistenza. La parte che è stata condizionata dal progresso; oserei dire, la parte costruita (nel senso letterario del termine) dell'essere umano. Portavoce e rappresentante: la parola.

Terminato questo viaggio attraverso la nostra centrale operativa, considerata il dono più prezioso dell'intera umanità, mi sorge qualche domanda...Quando l'uomo è libero? Siamo veramente liberi di pensare, scegliere, amare? O qualcosa, qualcuno, è talmente abile da regalarci l'illusione di poterlo fare? Cosa ci spinge a cercare sistemi di controllo e analisi sempre più efficaci e rapidi? Forse la paura di perdere il controllo, di non essere all'altezza, di non essere considerati? È quindi la paura il vero volto del burattinaio? La paura del vuoto e della solitudine condiziona la nostra esistenza?... eppure...

... Eppure è proprio nel buio e nel silenzio che si compiono i veri miracoli del mondo... è sotto terra che un seme germoglia dando origine alla sua pianta... è nell'oscurità del grembo materno che un feto diventa essere umano... Allora di cosa bisogna avere paura?
Sotto il cemento che forma la platea, sopra la quale è stato costruito questo sofisticato strumento di gestione e controllo, scorre, si muove, opera incessantemente una forza che appartiene e sottostà a tutt'altre regole: le regole della natura. Lì sotto sono sepolte le forze primordiali; lì nascono le passioni, i desideri, gli amori e i talenti; lì nasce la nostra intelligenza naturale, quella che conserva dentro di sé poteri di auto-guarigione, telepatia, intuito, orientamento; quella capacità innata di percepire il pericolo, i cambiamenti meteorologici, le sensazioni; quell'intelligenza istintiva della quale è rimasta solo una piccola traccia impercettibile nell'essere umano, costantemente distratto. L'uomo è arrivato a livelli di presunzione tali da dare per scontato, quasi fosse dovuto, tutto ciò che è gestito dal sistema involontario, ignorando e soffocando le sue ripetute richieste d'aiuto. Portavoce e rappresentante: il corpo.
Fortunatamente, quando la tensione è troppa, qualcosa sopraggiunge a distruggere ciò che è d'impedimento al naturale flusso dell'energia umana, liberandola. Possiamo notare che la cornice è rotta, quasi non fosse in grado di contenere tutta la pressione alla quale è sottoposta. Le crepe e le spaccature rappresentano le crisi e i disagi vissuti dall'essere umano. Crisi che spesso sono giudicate inadeguate e dannose, alle quali la centrale pone immediatamente rimedio, ma, ... sono loro ad essere dannose?
Attraverso uno schermo andato in frantumi, si può vedere un "mandala", che vuole rappresentare la forza e l'energia rigeneratrice dell'essenza umana; là dove nasce e si alimenta ogni talento. Dietro la spaccatura più grande esce il vero spettacolo: il palco sul quale prenderà vita "Dreamfastnet".
Terminato il lavoro di assemblaggio della cornice, manca l'ultima operazione: La metamorfosi! Forse la fase più ricca e significativa, dove non sono mancati stupore e sorprese... direi la più viva ed emozionante. Armata di una tuta, una mascherina, un compressore del dopo guerra, una pistola per pittura e un validissimo e volonteroso assistente (il professore) ci lanciamo nel vortice dell'avventura.
Una nube di dispersione nera si abbatte su l'intera cornice cancellando qualsiasi traccia dell'oggetto preesistente e restituendone uno completamente diverso. Improvvisamente, quasi magicamente, scompaiono tutti gli elementi di distrazione (la marca della scatola di biscotti, il colore, il bianco del sagex, le scatole delle uova ecc.) ed emergono elementi che non era possibile individuare prima. Tanti oggetti, senza alcun legame apparente, svestiti della loro "identità", si uniscono per formarne uno nuovo ed irripetibile.
Dopo il nuvolone nero torna il sole. La dispersione oro esalta le ombre e accentua nuovi dettagli del tutto imprevedibili... lasciandoci, in quel preciso istante, senza fiato!!

"...ma anche se un giorno si riuscisse a dimostrare quest'ultimo segreto cosa cambierebbe la nostra miserabile esistenza?"

- La creatività, figlia delle forze primordiali che abitano ogni essere umano -

17.04.09

Non funziona...

Stasera prova generale di Dreamfastnet alla sala teatro della Supsi a Trevano.

L'esito è stato... un po' scoraggiante. Scarsa energia, poca concentrazione, errori, distrazioni, piccoli incidenti, ritmo rallentato, quasi nessun ascolto. Forse è il destino inevitabile delle prove generali... o forse è proprio la loro funzione. In ogni caso, bisogna rimboccarsi le maniche, recuperare le energie necessarie, e riportare a galla tutto quello che sembrava a portata di mano solo martedì scorso. Non c'è più tempo.

23.04.09

Filata con ritmo

Stasera ci siamo concentrati sul ritmo. Abbiamo provato tutto lo spettacolo (sostituendo Gianni in qualche modo nelle scene in cui compare il regista) tenendo sempre sotto controllo tempi morti e lentaggini non necessarie. Le scene devono susseguirsi rapidamente, come immagini successive in un sogno vorticoso, in modo da catturare lo spettatore e non dargli il tempo di tirarsi fuori.

Il risultato è positivo. Asciugando qua e là, lo spettacolo è coinvolgente e non annoia. È importante per tutti essere vigili e trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Stasera siamo stati facilitati dall'assenza dei cambi di costume, ma sabato proveremo anche questi, cercando in ogni modo di evitare che comportino una dilatazione dei tempi.

Altre curiosità: il venditore ambulante ha ora il suo vassoietto pensile; il clown ha ora due computer da giocarsi per fare in modo di trovarne sempre uno al punto giusto; i cartelli con le scritte sono quasi pronti e potremo usarli nella prova di sabato; il balletto della pubblicità è più frizzante con gli uomini in prima fila che sorridono allegramente; il "devo" fila liscio e il movimento delle mani è ben sincronizzato; anche il prologo scorre via piacevole ora che è più ritmato. Inoltre siamo tutti ansiosi di vedere la mitica cornice di Alessia!

L'energia sembra quasi venir fuori man mano durante lo svolgimento dello spettacolo... ecco perché è importante fare riscaldamento prima di iniziare, in modo da essere già pronti e concentrati nelle primissime scene.

Sabato proveremo ancora a partire dalle 13.30. Sarà l'ultima opportunità prima del debutto!

21.04.09

Rifiniture

Oggi abbiamo riprovato alcune delle scene più bisognose di rifiniture, in vista dell'ormai imminente debutto a Locarno.

Durante le varie ripetizioni della coreografia della pubblicità abbiamo cercato di rendere il ritmo più sostenuto, le voci più decise, i movimenti più precisi. Isa e Sabina hanno sistemato il loro ingresso in modo da essere più sincronizzate. Anche Vcz, Patrizia e Ale hanno apportato piccole migliorie. Patrizia registrerà l'inizio della parte cantata in modo da trovare subito la tonalità giusta.

Tra le altre cose, abbiamo provato anche il prologo, che ora è più veloce e scorrevole, tenendo le voci sempre alte in modo da non lasciare vuoti.

Giovedì proveremo una filata intera.

27.04.09

Le foto di Locarno

Le foto scattate ieri sera dal sig. Marcollo durante la rappresentazione di DFN alla Maratona di Locarno si possono vedere su questa pagina:

http://www.compagniadellanotte.com/saggiattore/fotodfn/index.html

Gli originali in alta qualità sono disponibili in questo archivio:

http://www.compagniadellanotte.com/files/fotolocarno.zip [168 MB]

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