Il personaggio di Ale si è arricchito stasera di diversi nuovi oggetti. Entrando per la prima volta, Alessandro conduce un carrello portapacchi che poi si trasforma in un cannone da contraerea. Quando si presenta al regista per l'audizione, gli porta dei fiori (ma Gianni, indossando dei guantoni da boxe, non può fisicamente accettarli). Durante il processo, Ale entra per consegnare la lettera dell'avvocato della difesa a bordo di un triciclo. In questa occasione, il testo è stato ampliato: nel nuovo (breve) dialogo tra il postino e il giudice vengono citati i titoli di diverse trasmissioni televisive (Amici, C'è posta per te, Verissimo, eccetera).
Per dare nuova linfa anche agli altri personaggi, Gianni ci ha chiesto di pensare, scena per scena, a un'azione che ciascuno di noi non farebbe in quelle circostanze. Isabella ha pensato di strozzare il manichino, flirtare con il venditore della lotteria o ballare il charleston entrando nell'agenzia immobiliare; Vcz non userebbe mai una paletta per le mosche per scacciare gli insetti durante il colloquio del tecnico con il clown; Sabina non comprerebbe mai tutti i biglietti della lotteria; il professore di Robi non si lascerebbe mai distrarre, durante la sua conferenza, da un'avvenente signorina seduta tra il pubblico; Patrizia non si gratterebbe mai il pube e non si raderebbe mai le ascelle; e Ale non fumerebbe mai in pasticceria.
Luke ha citato delle azioni che non farebbe mai (giocare col tecnico dei computer, urlare durante la seduta di psicanalisi, cucinare durante il tg), ma Gianni ha fatto notare che, come clown, qualunque azione è lecita per Luke... per il quale, in realtà, l'esercizio non ha molto senso.
Alcune di queste trovate, attraverso un percorso ancora misterioso, finiranno indubbiamente a far parte dello spettacolo... chissà cosa succederà! Inoltre, Gianni ci ha esortati tutti a tirare fuori impegno e creatività per dare vita ai nostri personaggi e prendere finalmente le distanze dalla sola meccanica recitazione del testo. Il trucco di oggi è appunto quello di pensare a qualcosa di apparentemente fuori luogo... che poi in realtà può rivelarsi legato alla natura intima di un personaggio. A questo proposito, Gianni ci ha raccontato la storia di un suo professore ai tempi della scuola. L'uomo, molto istruito e pacato, fu un giorno seguito da Gianni e i suoi amici fino a sotto casa... e fu sentito urlare al citofono di casa la frase: "apri, stronza!", proprio lo stesso giorno che aveva tenuto una lezione sull'importanza e la dignità della donna. Non si finisce mai di conoscere le persone.
Commenti (1)
mi chiedo ... e se nel pubblico ci fosse davvero un'avvenente signorina ... ah ah ah
vado a studiare gli ultimi due monologhi ...
Scritto da robi | 18.02.09 20:05