Stasera abbiamo cominciato in allegria con una bella barzelletta raccontata da Jale... in turco! Naturalmente non abbiamo capito nulla, ma abbiamo comunque riso di gusto. (Per fortuna poi Jale ce l'ha tradotta in italiano). Gianni sta valutando se sia possibile inserire questa barzelletta nello spettacolo, divisa in segmenti.
Per la scena del "devo" interpretata da Patrizia, Isa, Jale e Sabina, Gianni ha scelto una musica di Enya (tratta dall'album "The Celts"). Le quattro entrano durante la parte iniziale del brano, camminando come tirate da una fune per il petto (sembra di vedere le anime inquiete di un girone dell'inferno dantesco); poi recitano il testo sovrappondendo le loro voci alla parte centrale del brano; infine escono come sono entrate. Sullo sfondo, Gianni vede una moltitudine di stelle luminose su un fondo scuro, come il firmamento in una notte serena. Sabina, Isa e Jale hanno provato la scena (Patrizia era assente).
Di seguito abbiamo provato la scena del venditore di brioche (Ale) con i tre avventori: Vcz, Katia (sostituita stasera da Gianni) e infine Sabina.
Luke ha fatto ascoltare a Gianni i suoni del mare e della stampante che ha trovato per le scene della parodia dell'Infinito e del clown alle prese con il computer. Gianni ha scelto i suoni più adatti. Poi Luke e Vcz hanno provato il dialogo tra il clown e il tecnico del FastNet. Il tecnico indosserà una salopette, che dovrà essere candica nella scena con il clown, e invece sporca in quella finale a casa del regista. Quando sarà avventore nella pasticceria, Vcz indosserà invece cappello e cappotto.
Gianni ha dato ancora a Vcz dei suggerimenti sul modo di muoversi del giullare. I suoi movimenti sono sempre dolci e circolari, mai bruschi o spigolosi, e si accompagnano con le smorfie del viso.
Per concludere, Sabina ha provato il monologo del pubblico ministero, e Jale la lettura della sentenza finale. Jale leggerà parti della sentenza, mentre reciterà a memoria le porzioni che devono risultare un suo commento personale. Il suo personaggio è dalla parte del farmacista, e si indigna per le gravissime "colpe" dell'atleta.