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La porta di cartone

Roberto comunica che alla "Baita" è tutto completo la sera del nostro arrivo in valle di Blenio. La notizia è stata accolta con dolore e costernazione.

Per risollevare il morale, Gianni ci ha proposto subito un giro di brevi improvvisazioni. Ci siamo seduti in cerchio, con al centro un cappello e un dado da gioco di gommapiuma verde. A turno abbiamo trasformato i due oggetti nelle cose più diverse e abbiamo ricreato le situazioni più disparate.

Abbiamo proseguito con un giro di improvvisazioni basate sui cinque suoni di Gordon. Ha concluso Vcz che, eseguendo "Gordon sul ghiaccio" si è schiantato pattinando contro la porta in fondo alla sala... scoprendo che si tratta in realtà di un pannello di cartone e sfondandolo parzialmente tra l'ilarità generale.

Dopo aver ripassato la canzone "Ho visto un re" con il dialogo tra Isa e Ale, siamo passati alle pubblicità: prima la canzone, poi le mele Fuji, le cucine Sberloni, lo shampoo Luxurius, la lavatrice Zoppas, la carta igienica Trottex e per finire "sono tutti intorno a me".

Nel bel mezzo delle pubblicità è andata via la luce. Guardando fuori ci siamo resi conto che il blackout interessava anche tutte le case vicine. Per fortuna tutto è tornato alla normalità dopo solo pochi minuti.

Per concludere abbiamo rivisto la scena che si svolge sulle note di "Dark road". Gianni ha riflettuto sulle luci necessarie per evidenziare i passaggi tra le varie immagini che si susseguono in questa scena. Non ci siamo fatti mancare anche un giro di "Money, money, money", tanto per non perdere l'abitudine.

Appuntamento a sabato per l'incontro speciale programmato.

Commenti (1)

Ale e Tobia:

Oggi ho scoperto qualcosa di nuovo, di cui non avevo mai sentito parlare prima, ma che allo stesso tempo ho la sensazione di avere sempre conosciuto. Strano eh?!

Ve lo regalo, ma in fondo lo avete regalato voi a me... Beh insomma, non ha importanza... ho semplicemente voglia di scriverlo.

"La ricerca della libertà è l'unica forza trainante che conosco. La libertà di volare via, in quell'infinito là fuori. La libertà di dissolversi, di decollare, di essere come la fiamma di una candela, che, invece di spingersi e tener testa alla luce di miliardi di stelle rimane intatta, perché non pretende mai di essere più di ciò che è, una semplice candela." J. Matus

Come l'impossibile diventa possibile, come si può reagire con prontezza all'imprevisto, la rinascita delle risorse addormentate, seppellite. Non ho bisogno di aggiungere nulla... sapete meglio di me di cosa sto parlando...

Buon viaggio

Ciao!!! Ale e il mio piccolo angelo


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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 27.11.08, ore 23:52.

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