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Il ritorno della tensegrità

Chi si ricorda dei movimenti della tensegrità? Ecco, stasera li abbiamo ripresi. Gianni ci ha mostrato una nuova sequenza, specificamente collegata col mondo dei sogni, da eseguire preferibilmente prima di andare a dormire. I nuovi movimenti sono cinque. Il più particolare comporta uno spostamento (immaginario) dei reni da un lato all'altro del corpo. A causa del torcicollo, Jale ha eseguito i movimenti solo parzialmente, mentre Patrizia, con la caviglia ancora infortunata, ha seguito a distanza sistemata sui tappetini.

Terminato il riscaldamento, Gianni ci ha raccontato il mito di Orfeo ed Euridice. Orfeo scese nell'Ade per recuperare sua moglie, Euridice, morta per il morso di un serpente. I signori degli Inferi si commossero per la bellezza del suo canto e gli fu concesso di riportarla tra i vivi, a condizione che durante il viaggio verso la terra Orfeo non si voltasse a guardare Euridice in viso fino a quando non fossero giunti alla luce del sole. Orfeo non riuscì a mantenere la promessa e si voltò, causando nuovamente la morte dell'amata. In seguito le Baccanti, istigate da Dioniso per la mancanza di devozione che Orfeo aveva nei suoi confronti, decisero di ucciderlo durante un'orgia bacchica, facendolo a pezzi e gettando la sua testa nel fiume. Gianni ha collegato il passaggio dal rito dionisiaco a quello orfico a uno dei gesti della tensegrità, in cui si pongono le braccia ad angolo retto, uno orizzontale e l'altro sopra verticale; e ha inoltre confrontato la musica di Orfeo che fuoriesce dall'Ade con le onde di energia che fluiscono da un buco nero, recuperando ancora una volta la teoria cosmologica delle superstringhe che tanto gli sta a cuore.

Terminato il racconto, il nostro regista ci ha chiesto di inventare due o tre camminate per i nostri personaggi, dando poi suggerimenti su quale adottare e che modifiche eventualmente apportare. Gianni ci ha esortato a immaginare la scena iniziale, in cui tutti entriamo a turno in scena, dopo aver inserito le camminate: saremo tutti un po' dei mostri, e il prologo ricorderà più da vicino il Trittico di Bosch.

Per il giullare, Gianni vuole dei movimenti pieni di energia; lo sguardo che si sposta continuamente intorno; l'equilibrio sempre un po' instabile, col peso su una gamba e poi subito sull'altra e il braccio opposto disteso... un po' come Arlecchino.

Con il sottofondo di una musica di Aubry, Gianni e Luke hanno lavorato alla scena in cui il clown fa rimbalzare il pallone della mongolfiera. La scena si conclude con l'ingresso del giullare che fa scoppiare il pallone con un ago.

Ale, Vcz, Luke e Isa hanno eseguito l'esercizio commissionato la volta scorsa: calarsi nei panni del clown e mimare la scena del suicidio. Vcz in particolare ha tramutato la scena in un esercizio di ginnastica ritmica con il nastro.

Infine Gianni ha mostrato una parte della scena della trasformazione del regista in mostro, che è risultata piuttosto impressionante! Gianni riesce a trasformare il suo viso fino a renderlo davvero irriconoscibile.

Nella parte finale della serata ci siamo spostati sul divano e abbiamo letto la scena XI del secondo atto. Luke sarà sempre più irritato e Katia sempre più divertita, fino a ridere tanto da riuscire a stento a parlare.

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 04.11.08, ore 23:39.

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