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Archivio di Novembre 2008

04.11.08

Il ritorno della tensegrità

Chi si ricorda dei movimenti della tensegrità? Ecco, stasera li abbiamo ripresi. Gianni ci ha mostrato una nuova sequenza, specificamente collegata col mondo dei sogni, da eseguire preferibilmente prima di andare a dormire. I nuovi movimenti sono cinque. Il più particolare comporta uno spostamento (immaginario) dei reni da un lato all'altro del corpo. A causa del torcicollo, Jale ha eseguito i movimenti solo parzialmente, mentre Patrizia, con la caviglia ancora infortunata, ha seguito a distanza sistemata sui tappetini.

Terminato il riscaldamento, Gianni ci ha raccontato il mito di Orfeo ed Euridice. Orfeo scese nell'Ade per recuperare sua moglie, Euridice, morta per il morso di un serpente. I signori degli Inferi si commossero per la bellezza del suo canto e gli fu concesso di riportarla tra i vivi, a condizione che durante il viaggio verso la terra Orfeo non si voltasse a guardare Euridice in viso fino a quando non fossero giunti alla luce del sole. Orfeo non riuscì a mantenere la promessa e si voltò, causando nuovamente la morte dell'amata. In seguito le Baccanti, istigate da Dioniso per la mancanza di devozione che Orfeo aveva nei suoi confronti, decisero di ucciderlo durante un'orgia bacchica, facendolo a pezzi e gettando la sua testa nel fiume. Gianni ha collegato il passaggio dal rito dionisiaco a quello orfico a uno dei gesti della tensegrità, in cui si pongono le braccia ad angolo retto, uno orizzontale e l'altro sopra verticale; e ha inoltre confrontato la musica di Orfeo che fuoriesce dall'Ade con le onde di energia che fluiscono da un buco nero, recuperando ancora una volta la teoria cosmologica delle superstringhe che tanto gli sta a cuore.

Terminato il racconto, il nostro regista ci ha chiesto di inventare due o tre camminate per i nostri personaggi, dando poi suggerimenti su quale adottare e che modifiche eventualmente apportare. Gianni ci ha esortato a immaginare la scena iniziale, in cui tutti entriamo a turno in scena, dopo aver inserito le camminate: saremo tutti un po' dei mostri, e il prologo ricorderà più da vicino il Trittico di Bosch.

Per il giullare, Gianni vuole dei movimenti pieni di energia; lo sguardo che si sposta continuamente intorno; l'equilibrio sempre un po' instabile, col peso su una gamba e poi subito sull'altra e il braccio opposto disteso... un po' come Arlecchino.

Con il sottofondo di una musica di Aubry, Gianni e Luke hanno lavorato alla scena in cui il clown fa rimbalzare il pallone della mongolfiera. La scena si conclude con l'ingresso del giullare che fa scoppiare il pallone con un ago.

Ale, Vcz, Luke e Isa hanno eseguito l'esercizio commissionato la volta scorsa: calarsi nei panni del clown e mimare la scena del suicidio. Vcz in particolare ha tramutato la scena in un esercizio di ginnastica ritmica con il nastro.

Infine Gianni ha mostrato una parte della scena della trasformazione del regista in mostro, che è risultata piuttosto impressionante! Gianni riesce a trasformare il suo viso fino a renderlo davvero irriconoscibile.

Nella parte finale della serata ci siamo spostati sul divano e abbiamo letto la scena XI del secondo atto. Luke sarà sempre più irritato e Katia sempre più divertita, fino a ridere tanto da riuscire a stento a parlare.

06.11.08

La festa di compleanno

A causa di un guasto alla linea elettrica della stazione di Chiasso, Gianni è rimasto bloccato a Como. Patrizia allora è andato a prenderlo con la macchina. Di conseguenza, gli amici del Mendrisiotto sono arrivati un po' più tardi del solito. Nel frattempo, Isa e Vcz allestivano l'area pranzo dello Spazio Ado per una festicciola di compleanno congiunta (Isa già compiuti gli anni il 5, Vcz li compie il 16). Poi, insieme a Robi, Sabina e Luke, hanno ripassato i nuovi movimenti della tensegrità sulle note degli Abba (di cui ormai Isa non può più fare a meno).

Arrivato il gruppetto dei ritardatari, abbiamo incominciato il lavoro vero e proprio. Gianni ci ha insegnato altri movimenti nella nuova sequenza della tensegrità, e poi li abbiamo ripetuti tutti insieme (tranne Jale, che non è venuta; e Katia, che è arrivata più tardi). Ritemprati dagli esercizi, abbiamo ripassato la scena di "Money money money" e quella dell'omologazione (che proviamo sempre tutti, anche quelli che non la faranno mai in scena, perché è divertente).

In seguito abbiamo eseguito la scena dell'ingresso iniziale dei personaggi. Stavolta ciascuno ha aggiunto la camminata stabilita la volta scorsa per il proprio personaggio. L'unione di tutte le cose insieme (la musica, le camminate, le battute declamate in sovrapposizione uno con l'altro) fa sì che la scena prenda finalmente forma e carattere. L'inizio dello spettacolo non mancherà sicuramente di stupire e incuriosire il pubblico.

Seduti in cerchio per terra abbiamo infine letto la scena VII del secondo atto, protagonisti Katia, Gianni, Isa e Vcz. Il dialogo è surreale: il regista e sua moglie sono sinceramente convinti di quello che affermano, e alla povera Isa non resta che lasciarsi andare a una risata rassegnata e un po' amara.

Alla fine è arrivato il momento della festa: abbiamo mangiato le torte di Isa e Vcz, che hanno anche spento le candeline (quelle lunghe sottili colorate!) sotto una fila di palloncini colorati e un festone di carta con la scritta "happy birthday". Approfittando del momento di allegria, Vcz ha presentato la nuova raccolta del Saggiattore. Quest'anno il volumetto è intitolato "La Compagnia in girotondo" e copre il periodo che va da settembre 2007 allo scorso agosto.

11.11.08

Il giullare e Cappuccetto Rosso

Anche stasera riscaldamento coi movimenti della tensegrità. Abbiamo ripreso la sequenza iniziale, "lo spostamento dell'energia", già imparata l'anno scorso. Poi abbiamo eseguito anche i movimenti appresi quest'anno, tutti in cerchio (solo Patrizia seduta sui tappetini in un angolo, a causa della caviglia ancora dolorante).

Per aumentare ulteriormente la concentrazione, o forse per verificarla, abbiamo ripassato i movimenti dell'omologazione e poi la coreografia di "Money, money, money". Poi Gianni ci ha chiesto di provare la parte iniziale dello spettacolo: ninna nanna di Patrizia, ingresso dei personaggi sulle note del brano 9, poi uscita di tutti, infine scena con professore e giullare.

A Roberto Gianni ha suggerito di impostare i suoi interventi da professore ispirandosi ai grandi oratori della storia (e ha citato Cicerone e Mussolini). Il tono dev'essere sicuro e suadente. Solo in alcuni momenti può essere anche imperioso e perentorio. Completamente opposto il giullare, che non sta mai fermo, compie movimenti circolari con le mani e sposta il peso da una gamba all'altra.

La figura del giullare, che arriva dritta dritta dal Medioevo, rende lo spettacolo atemporale, sospeso in un'epoca imprecisata e anzi inesistente.

Abbiamo provato un paio di volte la scena del venditore Ale che abbindola la povera Isa già ridotta sul lastrico, con intervento canoro del giullare. Il tema del denaro è centrale nello spettacolo.

Infine Gianni ha dato ancora suggerimenti a Vcz per il giullare. Vcz dovrà individuare un certo numero di gesti, deducendoli da storie e situazioni diverse, per poi farli propri del giullare, associandoli agli altri movimenti. Gianni ha fatto l'esempio dei gesti che si possono usare raccontando la storia di Cappuccetto Rosso.

Giovedì niente prove. Si terrà invece l'annuale assemblea della compagnia.

18.11.08

La vernice blu

Salto le prove perché sono a New York per lavoro. Ecco il puntuale rapporto di Luke.

Arrivati allo spazio Ado io, Jale, Ale e Robi ci siamo occupati di tirare giù i tappetini (e a fine lezione li abbiamo rimessi a posto). Poi abbiamo cominciato a cercare la radio che... era ben chiusa a chiave nell'ufficio! Quindi lezione senza musica.

Una volta riuniti tutti (assenti: Vcz, Sabina, Isabella) all'interno della sala, Gianni ci ha raccontato com'è andato lo spettacolo a Milano, comprese le disavventure degli attori. Per non far notare al pubblico alcuni errori sono scattate le improvvisazioni. Come gli atomi vengono sottoposti a cambiamenti a seconda della situazione in cui si trovano, così gli attori devono cambiare la loro interazione con lo spazio e gli oggetti quando succede qualcosa che non è previsto.

Finito il racconto, ci siamo alzati in piedi e in cerchio abbiamo eseguito alcuni esercizi di rilassamento e alcuni esercizi della tensegrità.

Poi è arrivato il momento di un esercizio molto interessante. Gianni e Robi hanno portato un baule all'interno della sala e lo hanno collocato sul fondo. Ognuno di noi doveva fare una improvvisazione: andare, aprire il baule e, come personaggio, creare una situazione con quello che trovava all'interno (che Gianni cambiava di volta in volta).

Katia ha trovato una caffettiera: la moglie del regista cerca di convincere Donna Silvia che la caffettiera è un elemento di prima necessità nella vita perché "il caffè rafforza la coppia".

Luke invece ha trovato nel baule un barattolo di vernice e nelle vesti del clown ha cominciato a dipingere col dito sulle pareti e sul pavimento. Alla fine il clown si rovescia accidentalmente la vernice addosso e comincia a disegnare anche su se stesso. La finzione è diventata realtà quando Luke ha scoperto che il barattolo conteneva davvero della vernice blu e si è sporcato la felpa e la maglietta ("per fortuna mi porto sempre dietro un cambio"). Patrizia ha rimosso tempestivamente la vernice finita sul pavimento.

Dopo il piccolo trambusto della vernice è stato il turno di Ale, che nel baule ha trovato una pallina da tennis e ci ha giocato da iguana.

Roberto invece ha improvvisato una lezione di fisica nei panni del professore cercando di spiegare cos'è la materia - ma senza far vedere l'oggetto. Solo alla fine si è scoperto che per lui nel baule non c'era nulla!

Jale invece, trovando un guantone da box, si è calata nei panni di una madre con il suo neonato, tenendo il guantone tra le braccia.

Nei panni della venditrice, Patrizia ha aperto il baule e lo ha subito richiuso. Usando il baule come imbarcazione e lo spazio come mare ha inscenato una gita in barca. Poi si è nascosta dietro al baule aperto inscenando un momento di grande passione. Gianni ha fermato l'improvvisazione e, vista la nostra curiosità, Patrizia ci ha fatto vedere che l'oggetto erano un paio di forbici.

Analizzando l'esercizio, Gianni ci ha spiegato che, come personaggi del sogno, avremmo dovuto prendere gli oggetti in maniera totalmente differente, senza razionalizzare. Poi ha chiesto ad ognuno di noi di descrivere le nostre sensazioni sull'improvvisazione, in particolare sui momenti di maggiore irrazionalità.

La lezione è continuata con la prova del finale della nona scena del secondo atto. Poi Gianni ci ha fatto vedere una nuova pubblicità che vede protagonisti Roberto e Patrizia che pubblicizzano un profumo.

Gianni ci ha chiesto a che punto siamo con i costumi. Per il sabato di lavoro (il 30 novembre) vorrebbe già vedere qualcosa.

Abbiamo concluso provando tutta la scena nove del secondo atto; poi Luke ha provato anche la scena del telegiornale.

Prima di andare Gianni ci ha assegnato un compito per la prossima volta: scrivere le sensazioni avute durante l'improvvisazione e collegarle alle sensazioni già provate durante l'ascolto dei brani di René Aubry.

Ci si rivede dunque martedì (giovedi niente prove: troppi assenti).

Luke.

25.11.08

Cinquanta cento

Roberto ha letto velocemente il materiale per l'iscrizione alla Maratona di Locarno che si terrà alla fine di aprile. Hanno destato qualche perplessità i tempi ridottissimi a disposizione per preparare la scena e le luci (solo mezz'ora) e la possibilità di andare in scena anche a orari improbabili. Inoltre a qualcuno si sente a disagio ad andare in scena per la prima volta alla Maratona, e preferirebbe organizzare una prova aperta, magari all'OSC, qualche giorno prima. Vedremo.

Dopo la tensegrità, Gianni ha voluto che l'esercizio del baule, eseguito la volta scorsa dalla maggior parte del gruppo, fosse eseguito oggi anche da Sabina, Isa e Vcz. Niente barattoli di vernice stasera... anzi, come ha osservato lo stesso Gianni, gli oggetti trovati all'interno del baule hanno ricevuto scarsa attenzione, essendosi i tre concentrati più sull'ambiente circostante e il baule stesso.

In conclusione, Gianni ha voluto precisare l'importanza di questo e altri esercizi fatti in passato (l'ascolto delle musiche di Aubry e il racconto delle sensazioni provate; e l'esposizione di alcuni tra i nostri sogni più bizzarri o ricorrenti). Le sensazioni e le immagini evocate dalle musiche vanno usate per impostare l'azione fisica; ai sogni possiamo attingere per ricreare certi stati d'animo; e l'esercizio del baule ci insegna a creare un rapporto con gli oggetti. In tutti i casi, è importante sapere rispondere alle "sorprese" che si creano di volta in volta, e reagire con prontezza, perché lo spettacolo è sempre diverso, e le cose non sono mai esattamente come te le aspetti.

In seguito abbiamo provato alcune scene... solo che alle parole del testo andavano sostituiti dei numeri! Ha esordito Robi col professore: i suoi numeri diventavano più grandi man mano che la sua conferenza andava avanti. Poi è stato il turno di Ale (mitico il "cinquanta cento" invece di "giocate gente"). Ale si è bloccato nel punto in cui doveva arrivare la battuta di Robi, che invece taceva su indicazioni (perfidissime e segrete) di Gianni. Poi ci hanno provato Luke e Katia come psicanalista e avvocato (Katia ha il compito di eliminare la sua tipica "cantilena" e trovare per l'avvocato un tono di voce che non le appartenga). Infine è stato il turno di Patrizia con Jale (Jale non ha ascoltato bene Patrizia, che la invitava a procedere alla seconda parte del dialogo, mentre lei rimaneva invece sulla prima).

Infine Robi ha letto la scena VI del secondo atto, in cui pronuncia un monologo sulle armi di distruzione di massa e sul futuro incerto dell'umanità. Questa scena è seguita dalla danza del ventre. Gianni ha spiegato che ha voluto creare un contrasto tra il discorso sulla distruzione e le idee della rinascita e della fertilità, che sono tra i significati della danza del ventre.

Per concludere Gianni ci ha regalato una magistrale interpretazione della ninna-nanna di Gordon. Buono!

27.11.08

La porta di cartone

Roberto comunica che alla "Baita" è tutto completo la sera del nostro arrivo in valle di Blenio. La notizia è stata accolta con dolore e costernazione.

Per risollevare il morale, Gianni ci ha proposto subito un giro di brevi improvvisazioni. Ci siamo seduti in cerchio, con al centro un cappello e un dado da gioco di gommapiuma verde. A turno abbiamo trasformato i due oggetti nelle cose più diverse e abbiamo ricreato le situazioni più disparate.

Abbiamo proseguito con un giro di improvvisazioni basate sui cinque suoni di Gordon. Ha concluso Vcz che, eseguendo "Gordon sul ghiaccio" si è schiantato pattinando contro la porta in fondo alla sala... scoprendo che si tratta in realtà di un pannello di cartone e sfondandolo parzialmente tra l'ilarità generale.

Dopo aver ripassato la canzone "Ho visto un re" con il dialogo tra Isa e Ale, siamo passati alle pubblicità: prima la canzone, poi le mele Fuji, le cucine Sberloni, lo shampoo Luxurius, la lavatrice Zoppas, la carta igienica Trottex e per finire "sono tutti intorno a me".

Nel bel mezzo delle pubblicità è andata via la luce. Guardando fuori ci siamo resi conto che il blackout interessava anche tutte le case vicine. Per fortuna tutto è tornato alla normalità dopo solo pochi minuti.

Per concludere abbiamo rivisto la scena che si svolge sulle note di "Dark road". Gianni ha riflettuto sulle luci necessarie per evidenziare i passaggi tra le varie immagini che si susseguono in questa scena. Non ci siamo fatti mancare anche un giro di "Money, money, money", tanto per non perdere l'abitudine.

Appuntamento a sabato per l'incontro speciale programmato.

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