Il giorno della "finalissima" è finalmente arrivato! Abbiamo portato in scena la "Schiusa" al Guanella di Milano, il teatro di Campo Teatrale.
Cioè, il teatro c'era, ma Campo Teatrale no: nemmeno una delegazione piccina piccina, anche solo per controllare che non buttassimo tutto per aria! È bello sapere che in noi si ripone tanta fiducia, ma è curioso andare ospiti a casa di qualcuno... e trovarla vuota.
Noi abbiamo lasciato tutto come abbiamo trovato... così quando i padroni di casa torneranno, non si spaventeranno.
Certo, è possibile che, in un momento di silenzio, si sentano come in lontananza le note di un'arpa. O che, al buio, sembri a qualcuno di intravedere le ombre di cinque imponenti colonne greche. O ancora, che si riesca a percepire per un solo istante uno sprazzo confuso di quella forza irrazionale che si libera a ogni replica, rimanendone sorpresi e magari un po' sgomenti.
Di questa forza noi siamo forse il tramite, ma di certo non la sorgente: essa scaturisce spontanea e anzi inarrestabile dalle immense vicende a cui ridiamo maldestramente corpo durante il lavoro, si impadronisce di noi, ci affascina e ci conquista.
La "Schiusa" forse si ferma qui - ma il calore di questa forza durerà ancora in tutti noi. E forse anche in qualcuno di quelli che hanno avuto la pazienza di assistere allo spettacolo e ai quali ne abbiamo consegnato un piccolo e delicato frammento.