Ultimo incontro del gruppo, stasera al gran completo. Gianni ci ha chiesto di assistere a una prova integrale della "Schiusa", che si è svolta senza grossi problemi e con una buona dose di energia. Al termine, come al solito, il nostro regista ha fatto i suoi commenti e ha elargito preziosi suggerimenti.
I cori e i canti sono venuti bene (anche il delicato coro di "Troia brucia!", mai facile da realizzare).
Giorgio deve ricordare di accentuare i gesti di Giove, sia con la mano che regge il calice che con l'altra, durante il dialogo con Mercurio.
Didone è molto buona - perché Isabella ha finalmente padronanza del suo respiro e riesce a usarlo per gli scopi del personaggio.
Tutti siamo ora in grado di usare con disinvoltura la maschera, che riusciamo a far diventare parte del nostro corpo.
Non è ancora netta la differenza tra il coro dei contadini e quello dei dignitari alla corte di Didone, che devono avere un tono e una postura più eleganti ed aristocratici.
Cinira deve ridurre le pause e avere più ritmo.
Memno e Sergasto non devono entare ruotando come gli alberi nella scena di Apollo e Dafne!
Cinzia deve andare più adagio quando introduce la prima storia ("Di Mirra è la prima..."), perché il suo testo deve aiutare il pubblico a capire quello che sta per vedere.
L'uscita dalla metropolitana deve essere sincronizzata meglio con il suono delle porte che si aprono.
Gianni ha osservato che lo spettacolo continua a maturare. I vari personaggi mutano ed evolvono di continuo, i gesti e le parole si arricchiscono di nuove sfumature e acquisiscono nuovi significati - e questo è un fatto positivo, testimoniando la vitalità del lavoro e l'entusiasmo degli attori.
D'altra parte, il nostro regista ha chiesto di fare attenzione a non perdere dettagli che sono importanti e non possono essere trascurati. Va bene la continua ricerca, ma certi particolari hanno senso solo se fatti in un certo modo, e bisogna cercare di non snaturarli.
Gianni ha concluso dicendo che, a un certo punto, lo spettacolo appartiene agli attori - e il regista, che pure gli ha dato vita, attraversa il palcoscenico in diagonale e se ne separa, lasciandolo nelle loro mani.
Domenica alle 16 ultima tappa della "Schiusa" a Milano. Per noi è la "finalissima".