Stasera la compagnia si è riunita nuovamente a Campo Teatrale per il primo di alcuni incontri di preparazione alla replica di Milano del 13 maggio. È stato bello ritrovarsi ancora una volta tutti insieme in sala prove - ed è stato bello anche rivedere e scambiare qualche parola con Gianni, che non vedevamo dalla serata di Lugano.
Dopo aver scaricato parte della scenografia, che Robi ha ancora una volta trasportato col fido furgone, Gianni ci ha chiesto di provare l'intero spettacolo, facendo però a meno dei costumi e utilizzando solo gli oggetti essenziali. Lo scopo della prova era verificare la memoria del testo e degli spostamenti.
Un po' tutti ci aspettavamo risultati non proprio esaltanti, dato che dall'ultimo spettacolo sono passati parecchi giorni... e invece, sorpresa!, è venuto fuori che l'entusiasmo non si è spento, la freschezza non si è appannata, la voglia di fare non si è consumata... e nemmeno la memoria si è ingiallita! Ci sono stati errori e imprecisioni, ma nel complesso il risultato è stato decisamente positivo.
Al termine della prova, Gianni ha dato dei suggerimenti a ciascuno di noi per correggere e migliorare. Lavoreremo su questi suggerimenti durante le prossime prove. Non avendo il mio storico quadernino (di cui sono ormai pieni tutti i fogli) non ho potuto prendere appunti... ma ricordo ugualmente qualcosa: il cantastorie deve tenere un ritmo più sostenuto nella prima parte, e lo stato d'animo di commozione e partecipazione deve subentrare solo dopo la morte di Priamo; Mirra, al suo ingresso, deve correre come se avesse visto una stella cadente; il ritmo del dialogo tra Cinira e la Nutrice è buono e va tenuto così; Giove/Giorgio deve accorciare l'attesa che precede la battuta "ho inteso gli amanti gioire"; Mercurio/Vcz deve essere più vicino a Enea quando gli porta il messaggio di Giove; Didone invece è stata perfetta, ed è stato molto buona l'interazione tra Ulisse e Telemaco prima del massacro dei Proci; Luke deve rimanere al centro quando salta le ancelle e si prepara a ricevere la morte da Ulisse; i dignitari alla festa di Didone devono avere un atteggiamento più nobile per distinguersi dal terzetto dei contadini; i cori avevano una buona energia, tranne quello del canto funebre.
Con Gianni ci rivedremo il 10 maggio per una verifica finale.
Per intanto abbiamo questa certezza: la Schiusa è viva e palpitante, e non vede l'ora di tornare in scena.