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La lettera di Alessia

Pubblico di seguito (autorizzato dall'autrice) la lettera che Alessia ci ha lasciato attaccata alle colonne - una lettera piena di entusiasmo e di passione, che insegna qualcosa a tutti noi. La compagnia cresce.

Ciao ragazzi,

qualche mese fa, proprio mentre iniziava la vostra nuova avventura, un amico mi parla dela scenografia del lavoro che, lui e i suoi compagni, stanno mettendo in scena: cinque colonne doriche. Assieme, quasi per gioco, ridiamo, scherziamo e pensiamo a come costruirle. È subito piuttosto chiaro che non possediamo tutta la genialità dei greci! L'impresa sembra quasi impossibile. Troppo pesante... troppo caro... troppo difficile... troppo tempo... troppo, troppo, troppo...

Un giorno, mentre riordino la cucina, i pensieri scorrono liberi e, improvvisamente, eccola! Un'immagine chiara, imponente si accende nella mia mente. Gironzolo un po' per casa, e poi non posso fare a meno di disegnarla. Con grande stupore, quel pensiero trova forma e spazio su un foglio di cara, tutto sembra quadrare: misure, materiale, difficoltà, costi... incredibile! Passo l'idea a Robi, che verifica la fattibilità in falegnameria, e poi arriva a voi: "Accettata! Le colonne si faranno così!".

In quel momento inizia l'avventura. Quella idea, così perfettamente pensata, continua ad inciampare con la realtà. Tutti i pezzi, che su carta combaciano senza problemi, in pratica si dimostrano ostili. Loro, che hanno il compito di dare vita all'idea di colonna che è stampata nella mia testa, dovrebbero essere precisi, ma in realtà non lo sono. I cilindri non hanno il diametro giusto, alcuni non sono perfettamente diritti, qualche listello è un po' curvo, le graffette non vogliono collaborare. Come possono diventare una cosa sola se non combaciano? Un bel problema...

Sembra nuovamente un'impresa impossibile! La data della prima, l'ansia del risultato pesano. Il tempo continua a scorrere senza fermarsi un secondo. Non ce la faremo mai!

Arrivano le mie vacanze, con Ulisse decidiamo di spostare il cantiere a Sommascona, ci diamo apppuntamento e... quel giorno, le cose scorrono liberamente, senza ostacoli. Ogni gesto s'inserisce in un'armonia che ricorda una danza. Le colonne cominciano a prendere vita. La motivazione cresce, accompagnata dal piacere di vivere quell'esperienza.

Fissiamo un secondo appuntamento... Disastro! Non riusciamo a danzare, continuiamo a inciampare e a far inciampare l'altro... BASTA! Ci sediamo, guardiamo il peso, l'ansia del risultato, che ci portiamo sulle spalle. Basta, scendiamo le scale, chiudiamo la porta, saliamo in macchina e andiamo a mangiare. Durante il pranzo, come per magia, nasce un nuovo sguardo: "quella povera colonna che chiede solo di nascere e crescere, così com'è, libera dal dover ad ogni costo assomigliare ad un MODELLO. Lei chiede solo di "essere", con le sue piccole imperfezioni, che però la rendono unica.

Inizia un nuovo capitolo. Le colonne si alzano, una dopo l'altra, e proprio dalle loro imperfezioni prendono forza, diventano vive, acquistano la loro unicità.

GRAZIE ragazzi! In questi mesi vi ho guardati da lontano, quasi di nascosto. Ho cercato di cogliere qualche frammento del grande lavoro che state mettendo in scena. Improvvisamente, mentre queste cinque colonne nascevano, altre cinque crescevano dentro di me. Non basterebbe un libro per raccontarvi come in questa ultima settimana, tanti frammenti colti qua e là sono diventati un tutt'uno. Sento solo la voglia di dirvi che Gianni (che non conosco, come non conosco nessuno di voi) ha perfettamente ragione: "IN QUESTO SPETTACOLO C'È TUTTO... C'È LA VITA!".

Adesso ragazzi, ve le affido, spiegate le vele e navigate verso quel mondo meraviglioso che è dentro di ognuno di voi: là dove prende vita il vostro TALENTO!

Perché come nel vostro spettacolo: "All'inizio c'era il caos..." e proprio dal CAOS nasce la vita, la natura, il talento.

Caro Ulisse (a te e a quelli in ascolto), non aver paura di "ESSERE" nessuno e arriverai alla tua Itaca!

Con affetto,
Alessia.

Commenti (6)

Castellazzi:

ciao Alessia e ciao a tutti; pur essendo estranea al gruppo e vivendo le avventure del viaggio solo attraverso i racconti, mi hai commosso tantissimo per quello che hai scritto! quando mi è possibile lo dico sempre che hanno talento o come ho scritto in un altro commento, creatività, ed è bello vederli(vedervi) lavorare perchè c'è tutto l'entusiasmo, c'è tutta la vita in movimento, in gioco.

Dispiegate le vele e senza indugio con il vento in poppa navigate verso la prima!!!!!

vcz:

Beh ma se fate così allora mi commuovo pure io e non se ne parla più, eh???

Luke:

...una lacrima sul visooooo....(scusate la vena musicale)...Molti i sentimenti, le emozioni provate durante la lettura della lettera di Alessia. E una grande gratitudine alla Castellazzi che ci fà sempre i complimenti e ci supporta...come ripagare a tutto ciò?.... 'forse cercando di fare un buon lavoro trasmettendo emozioni al pubblico senza fare cadere nessuna colonna addosso a nessun attore?'.... :)))

Cinzia:

cara Alessia, io spero che nel tuo spiarci di nascosto, tu acceda a questo blog del Saggiattore, in modo da poter leggere le risposte che pervengono dal gruppo al tuo scritto. Ho potuto leggere soltanto ora il tuo scritto, e personalmente ti ringrazio. Grazie perché diventa sempre più difficile sfiorare l'animo umano, e tu sconosciuta che ci conosci, l'hai fatto. Grazie perché la tua presenza al nostro pranzo ha portato un sorriso fresco, senza pretese. Cara sconosciuta, grazie per aver condiviso con noi, con me, le tue emozioni, che fanno vibrare e scuotere per la loro semplicità e importanza. Un grande esempio, per noi, che vogliamo mostrare le emozioni al pubblico e poi...forse...non riusciamo a condividerle al nostro interno.

Grazie Alessia, per esserti "donata" col tuo scritto.

Alessia:

Cara Cinzia (e, naturalmente, tutti quelli che sono qui in questo momento), certo che ci sono, è proprio da qui che ho cercato di seguire i vostri passi. Ti ringrazio per le tue parole. Le ho lette ieri sera rientrando dal lavoro, era chiaro che desideravo risponderti, ma le parole non nascevano, così ho spento il computer e ho lasciato che i pensieri e le emozioni si muovessero dentro di me. Stamattina ho sentito il bisogno di rileggerle, sono andata a fare la spesa e, lungo il tragitto, ho avuto voglia di raccontarti una storia.

"Questa è la storia di una bambina che adora giocare in un enorme teatro immaginario. Quando lei sale su quel palco, le storie più incredibili e affascinanti prendono vita. Inevitabilmente, quella bambina cresce, la scuola, gli impegni, il mondo intellettuale gli ripetono incessantemente che è arrivato il momento di pensare alle cose "serie", che bisogna darsi da fare per riuscire nella vita, ma lei, appena può, torna in quel teatro. Comincia a fare qualche lavoretto dietro alle quinte, perchè così può rimanere lì ed accontentare allo stesso tempo il mondo intellettuale. Quando tutti gli attori se ne vanno, lei sale sul palco e lassù, tutto diventa possibile, magicamente può cantare, ballare, recitare, disegnare, creare. Lei stessa si stupisce ogni volta, e si rattrista perchè non può, non riesce a mostrarlo a nessun altro. Ogni volta che qualcuno mette piede nella stanza, arriva il blocco! Le gambe s'irrigidiscono, tremano, la voce non esce, diventa goffa, si convince che tutto questo non esiste, che può vivere solo nelle sue fantasie. Il tempo passa, diventa donna, ormai lavora per quel teatro, fa quello che sa fare meglio, controlla , organizza, scambia due chiacchiere con chi viene a comprare i biglietti. Tutto è sempre perfettamente ordinato e preciso. Ma, quando si spengono le luci, lei torna sempre e comunque su quel palco.

Un giorno, mentre si trova là sopra, qualcuno la guarda e l'osserva di nascosto. Qualcuno, che come lei aspetta che le luci si spengano per salire su quel palco. S'incontrano per la prima volta, si siedono e cominciano a raccontarsi ed a parlare di tutti quei momenti passati lì, di nascosto ...chiacchierano...chiacchierano...chiacchierano...chiacchierano senza mai stancarsi, senza mai esaurire gli argomenti. Il tempo passa, s'incontrano quando possono e, senza accorgersene, da quei racconti interminabili nasce un intero spettacolo, con testo, musica, costumi e scenografia."

Per la prima volta, mentre voi salivate su palco del teatro di Acquarossa, io sono salita sul mio palco immaginario davanti ad un pubblico. Per la prima volta, quel teatro, che esiste da sempre dentro di me, ha aperto le porte a degli spettatori. Un teatro senza pretese dove non esistono ruoli principali o comparse. Dove non esiste tecnica o intenzioni. Dove tutto vibra. Dove niente è banale, inutile o insignificante. Dove non esistono modelli ne regole. Là dove si "E'" non si "FA". Là dove nasce la vita!

Tra il pubblico seduto in sala ci sarà chi si lascerà travolgere dalle vibrazioni, permettendo al brivido di arrivare fino alle ossa. Chi sentendole arrivare si aggrapperà saldamente alla superficie, concentrandosi sulle musiche, i costumi, la storia per la paura di lasciarsi portare via. Infine, ci sarà chi sentirà il bisogno di correre al riparo, rifiutando violentemente quelle emozioni. In ognuna delle tre reazioni sarete arrivati a bussare alla porta delle emozioni più profonde. Solo l'indifferenza non porta e non lascia niente.

Oggi so che purtroppo la chiave di quella porta ce l'ha la nostra testa e tutto dipende se lei trova il coraggio di farsi da parte e accogliere anche ciò che non conosce spiegazioni. Tutto questo si può riassumere nel CORAGGIO DI ESSERE NESSUNO, troppo spesso soffocato dalla PAURA DI NON ESSERE NESSUNO.

Grazie Cinzia, ti regalo ciò che è nato dalle tue parole. E ancora grazie a tutti.

Ale

Cinzia:

cara sconosciuta,

spero di poterti parlare e dare un'identità - un cuore, un sorriso, una voce - a queste parole, chiamandoti per nome. Sarebbe per me una grande perdita lasciarti distante, oltre quella porta di internet! Spero a presto.

Cinzia

Info

Questa pagina contiene un singolo post scritto il 12.03.07, ore 13:16.

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