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La distinzione dei personaggi, parte seconda

Stasera Robi ha portato i capitelli delle colonne, che sono ora complete. Vcz ha invece portato una bozza di foglio di sala, che va ancora integrato con il contributo di Gianni.

Abbiamo lavorato ancora sulle differenze tra i vari personaggi interpretati da ciascuno di noi.

Il Cinira di Luke non deve esagerare con la risata - è ubriaco ma pur sempre un re. La postura, inclinata in avanti, va accentuata un po' di più. La nutrice deve essere più anziana, più curva, e deve parlare con il capo rivolto verso il pubblico, prima da un lato e poi dall'altro. Poi, quando dice a Cinira che c'è una giovane che vorrebbe incontrarlo, deve guardare nella direzione opposta rispetto al re, creando una linea si sguardi contrapposti.

Mirra deve avanzare di più per lasciarsi indietro le colonne. I suoi movimenti sono diventati un po' meccanici: Jale deve ritrovarne le intenzioni. Per esempio deve cadere più "di peso", e nel rialzarsi guardare la colonna verso l'alto e ispirarsi ad essa mentre parla della "alta struttura".

Gianni fa notare che tutti i personaggi di questa vicenda usano molto le mani. E allora anche la nutrice dovrà tenere le mani di Cecri per rassicurarla (ma senza scuoterla troppo!).

La Venere di Katia deve rivolgersi con più rabbia a Giove, suo padre: i rapporti tra dèi sono come quelli tra uomini, quindi Venere invoca suo padre come farebbe un umano. Inoltre va accentuato l'uso dell'oggetto (la nave dei troiani).

Enea deve avere maggiore cura dei gesti, perché ognuno di essi ha un significato e non può essere lasciato al caso. Quando Venere traccia per terra i confini della Libia, Enea deve invece guardare in alto. Quando nomina Giove deve indicare verso il basso, e poi deve essere come in catene quando dice che è respinto da Asia ed Europa.

Gianni ha poi voluto rivedere il dialogo tra i due generali di Enea (Robi e Luke); quello tra Ulisse ed Eumeo (Robi e Giorgio); la scena dell'arrivo dei troiani alla corte di Didone; e la canzone di Patrizia dopo la morte di Didone (che va intonata piano, in sintonia col soffio del vento, e deve crescere man mano che Patrizia si allontana verso il fondo).

Infine abbiamo provato i saluti: tutti in fila facciamo un primo inchino con le braccia incrociate, poi pieghiamo il viso da un lato e lo appoggiamo sulla mano del compagno alla nostra sinistra, infine ci abbassiamo ancora un po'. Poi ci si arrotola come un sipario, e a due a due si esce per i saluti individuali.

Commenti (1)

Luke:

oggi ho visto che sull'extra nel 'corriere del ticino' hanno messo in agenda il nostro spettacolo di venerdi. Peccato che il titolo è "La Schiusa Del FiUre" e non "La Schiuda del Fiore"...speriamo non pensino sia interpretato in chissà quale dialetto :)))

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 19.03.07, ore 23:18.

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