Domenica la Compagnia della Notte (assente solo Patrizia) si è recata a Milano per assistere alla rappresentazione della "Ballata del vecchio marinaio", diretta da Gianni Lamanna.
Il lavoro è un adattamento dell'omonimo poemetto di Samuel Taylor Coleridge, poeta romantico inglese (1772 – 1834). In scena, oltre allo stesso Gianni che interpreta il vecchio marinaio, una decina di giovani attori (ma anche uno scultore non più giovane, nell'affascinante parte dell'eremita). In regia tecnica una nostra conoscenza: Francesco Mazza (che al termine dello spettacolo ci ha aiutato a ripassare le canzoni arbresch che ci ha insegnato).
Proprio come il poemetto di Coleridge, la versione drammaturgica si svolge su due piani temporali: il presente, in cui il vecchio marinaio racconta la sua storia agli ospiti del banchetto nuziale; e il passato, in cui gli eventi raccontati si svolgono realmente. Per tutta la durata, il vecchio marinaio siede a un'estremità della scena e partecipa, ora con interventi narrativi, ora solo con gesti e sensazioni, al susseguirsi degli eventi.
Gianni incanta fin dal primo momento con gli occhi e la voce, proprio come il suo personaggio: impossibile distogliere lo sguardo, impossibile non essere ammaliati. "He holds him with his glittering eye-- / The Wedding-Guest stood still, / And listens like a three years' child : / The Mariner hath his will". Gianni è il vecchio marinaio, e il pubblico deve ascoltare la sua storia.
La ciurma mette in scena momenti di vita di bordo. Poi, dopo l'uccisione dell'albatros da parte del giovane marinaio (che usa una pistola invece della balestra prevista nel testo originale), viene presentato l'inquietante incontro con la Morte e la Vita-Nella-Morte, che bacia il giovane marinaio e lo condanna a sopravvivere e a raccontare.
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A intervalli regolari l'azione si interrompe e la storia prosegue tramite una voce registrata che commenta, con i versi di Coleridge, diapositive con le illustrazioni di Gustave Doré raffiguranti i vari momenti della storia. La proiezione è suggestiva, ma la voce è un po' inespressiva, e non rende del tutto giustizia alla bellezza del testo originale.
La bellezza e la forza del testo di Coleridge vengono invece esaltate in uno dei momenti più emozionanti del lavoro, in cui giovane e vecchio marinaio declamano insieme la parte quinta, il giovane (con grande energia e con voce tonante) nell'originale inglese e il vecchio nella traduzione in italiano.
Riceve forse poca attenzione l'evento centrale della storia, ossia l'uccisione dell'albatros: atto assurdo, gratuito e senza giustificazione - simbolo dell'arroganza dell'uomo. Maggiore rilievo viene invece dato alle conseguenze del gesto: la morte della ciurma, la maledizione del marinaio, le creature soprannaturali che egli incontra, il travagliato rientro in patria.
La conclusione riporta però alla ribalta, al di là delle suggestive rappresentazioni simboliche e mitologiche, il tema principale: "He prayeth well, who loveth well / Both man and bird and beast" - ossia l'amore universale e la santità di tutto il creato.
Il lavoro è pieno di trovate e accorgimenti che lo arricchiscono in tutti i suoi dettagli: le parti cantate, la vela che si gonfia per il soffio di Gianni, la piuma del marinaio, la nave in miniatura sospinta dal vento e dalle onde... e chissà quante altre che è impossibile notare tutte in una sola visione, ma che, conoscendo Gianni, devono pur esserci!
Complimenti a tutti gli attori!
Ah... ma dove ho già visto quelle balaustre?
| Titolo: | La ballata del vecchio marinaio |
| Con: | Barbara Baldessari, Silvia Emmi, Gabriele Erba, Paolo Messina, Paola Morelli, Ornella Mozzi, Enzo Negri, Davide Zaccaro |
| Regia: | Gianni Lamanna |
| Testo: | adattamento di Gianni Lamanna sull'originale di S. T. Coleridge |
| Dove: | ArgómmTeatro - Via Graziano Imperatore, 40 20162 - Milano |
| Quando: | dal 16 al 18 marzo 2007 |

