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Archivio di Marzo 2007

01.03.07

L'energia di Cecri

Ancora compagni assenti stasera, purtroppo: Ale e Cinzia non hanno partecipato alle prove. La tanto sospirata "filata" è ancora rimandata.

Gianni fa sapere che giovedì 15 non potrà esserci. Siamo però d'accordo che ci si vedrà comunque per provare anche senza di lui. Per compensare la lezione perduta, tuttavia, ci sarà lezione lunedì 19, contrariamente a quanto precedentemente segnalato (Luca e Rossella pregano di non arrivare, però, prima delle otto).

È inoltre confermata la data milanese: il 13 maggio alle ore 16 al teatro Guanella.

Ho portato i petali per la morte di Adone. Luke invece mi ha regalato una magnifica coppia di... corna per il mio Sileno. Gianni ha approvato entrambe le cose. La borsa che Isa pensava di usare per custodire i petali, invece, è apparsa troppo moderna: occorrerà sostituirla con un sacco di stoffa o di tela da indossare a tracolla.

Per prima cosa abbiamo provato Cinira con la nutrice e poi la nutrice con Cecri. Gianni ha osservato che la Cecri di Katia manca di energia. Katia ha spiegato che il personaggio non le è simpatico, e che fa fatica a comprenderlo. Per aiutarla, Gianni a chiesto a Katia di immaginare il percorso che conduce Cecri alla scena con la nutrice e di ricercarne lo stato d'animo. Seguendo le istruzioni del regista, Katia è uscita dalla sala, e poi è rientrata nelle vesti di Cecri e si è recata nella camera di Mirra. Non trovandola, e notando invece una goccia di sangue sul letto, Cecri corre agitata dalla nutrice per chiedere spiegazioni. Dopo aver costruito questo immaginario, Katia ha ripetuto la scena un paio di volte, e la sua Cecri è apparsa più forte.

A Luke e Patrizia Gianni ha chiesto di non sconfinare troppo nella commedia. Per correggere questa tendenza, i due inizieranno la scena trovandosi già nelle loro posizioni, evitando il realistico ingresso della nutrice con catino e brocca (che ricorda troppo Anna Petrovna della "Notte"). Troppo naturalismo fa infatti a pugni con l'impostazione epica di Mirra.

Gianni ha chiesto inoltre di tenere presente l'impostazione delle luci, e di tenersi sempre in zone illuminate: quella a sinistra "degli dèi", quella simmetrica a destra, quella in proscenio "del cantastorie", quella in centro e quella sul fondo.

Infine abbiamo provato ancora le varie scene di Enea e Didone, concludendo con la morte della regina, rispolverando movimenti e situazioni.

05.03.07

Arrivano le colonne

Robi fa pervenire queste immagini che testimoniano lo stato di avanzamento dei lavori per la preparazione delle cinque colonne!

La prima filata!

Gianni ha annunciato il calendario delle prove successive alla rappresentazione di Lugano del 2 aprile. Ci si incontrerà i seguenti giorni (sempre alle 20:30):

  • lunedì 23 aprile (con Gianni)
  • lunedì 30 aprile (da soli)
  • lunedì 7 maggio (da soli)
  • giovedì 10 maggio (con Gianni)

Stasera, essendo presenti tutti, abbiamo finalmente fatto una filata completa dello spettacolo! Ci sono stati errori e imprecisioni... ma almeno ci siamo arrivati! Al termine Gianni ha fatto alcune osservazioni.

Il montaggio è ancora approssimativo, e le varie parti vanno collegate meglio tra di loro.

La nutrice di Isa deve essere coerente: se a un certo momento è vecchia e zoppica, deve continuare anche dopo.

Per i contadini Jale/Patrizia/Vcz serve una gerla con due setacci. Dentro non ci sarà nulla (faremo solo finta).

Nella coreografia delle civiltà, Vcz deve tenere le braccia piegate come fanno le altre, e quando saltella deve farlo in punti precisi da stabilire, in modo da non interferire con la danza delle altre.

Per il coro di "Troia brucia" bisogna indossare le tuniche.

Jale e Cinzia devono perfezionare la danza alla festa di Didone.

Il dialogo tra Ilioneo e Diolone non è stato dei migliori, e bisogna lavorarci ancora.

Il coro dopo il dialogo tra Mercurio ed Enea deve partire subito, senza pause.

Quando le donne sono petali intorno a Didone, Jale si è chinata troppo in fretta, in anticipo sulle altre.

Ulisse ed Eumeo: devono prima stringersi la mano con le braccia piegate, e poi allungare le braccia - in modo da trovare più facilmente l'equilibrio.

Il vestito di Ulisse sembra essersi ristretto: a Robi non è riuscito di tirarne giù la parte superiore.

Il Mida di Giorgio deve sogghignare con più convinzione quando dice a Sileno: "perché me l'hai detto?".

Cinzia deve migliorare le intenzioni di Giunone ed evitare di accelerare troppo nel finale del monologo.

Patrizia deve evitare di passare davanti ad Apollo e Dafne (mai coprire la figura).

I piani sono di fare un'altra filata giovedì. Sabato si vorrebbe iniziare a provare presto (verso le 10:30). La prova aperta di domenica sarà come una prima, quindi sono richiesti massimo impegno e massima precisione.

08.03.07

Il sito della "Schiusa" è online!

Manca solo la galleria fotografica, per la quale conto di avere materiale dopo la prova aperta ad Acquarossa di domenica prossima.

http://www.laschiusadelfiore.com

Prima di Sommascona

Isa ha distribuito una nuova edizione aggiornata della scaletta della Schiusa.

Gianni ci ha raccontato come intende organizzare il weekend. Le prove inizieranno sabato alle 10:30 con tre filate: una "musicale", durante la quale ognuno dovrà associare ai vari momenti musicali la propria posizione in scena; una basata sul solo testo; e una incentrata sui personaggi. Infine ci sarà una filata vera e propria. Nel pomeriggio si lavorerà dalle 15 alle 18.

Domenica mattina saremo di buon ora in teatro, dove metteremo in scena una prova generale, con tanto di luci e musiche.

Per i pasti: sabato a pranzo rapida colazione al sacco; sabato sera lasagne della mamma di Isa (santa donna!); domenica a pranzo spuntino da qualche parte vicino al teatro, prima di rientrare a Sommascona.

Stasera abbiamo fatto un'altra filata. C'è stata più energia e meno panico rispetto a lunedì scorso, ma ancora tante imprecisioni, in particolare nei passaggi da una scena all'altra e nello spostamento delle finte colonne. Sabato finalmente proveremo con quelle vere... e si spera che riusciremo a fissare una volta per tutte questi spostamenti.

Appuntamento con gli uomini della compagnia domani sera alle 19:30 all'OTAF. Con Gianni e le donne ci si vede verso le dieci di sabato mattina a Sommascona.

11.03.07

Sommascona, parte seconda

Eccoci di ritorno dal secondo (importantissimo) weekend a Sommascona! Abbiamo lavorato tantissimo, ma ne è valsa la pena: abbiamo risolto molte questioni logistiche, preso familiarità con il palcoscenico (abbiamo potuto provare al cine-teatro di Acquarossa) e guadagnato sicurezza. Ma andiamo con ordine!

Venerdì sera gli uomini della "Schiusa" si sono radunati alla "Baita" di Dongio per una cenetta preliminare (mai mangiato un filetto così tenero e succoso, ovviamente bagnato con opportuno vinello). Abbiamo conosciuto Alessia, architetto ufficiale delle colonne, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere. Arrivati a Sommascona, abbiamo visto le colonne per la prima volta: STUPENDE! Attaccato a quello centrale c'era un messaggio di Alessia, una lettera bellissima che ci ha riempito di emozione (grazie Alessia, sei grande... non potremo mai sdebitarci).

Sabato mattina ci hanno raggiunto le donne e Gianni. Senza indugio abbiamo iniziato a lavorare. In mattinata abbiamo fatto due prove: una di solo testo, seduti in cerchio; e una di sola musica e coreografie.

Dopo un veloce pranzo abbiamo caricato tutta l'attrezzatura e ci siamo spostati al teatro di Acquarossa. Fatti i necessari preparativi, abbiamo messo in scena una filata, la prima vera rappresentazione della "Schiusa"! Come era prevedibile, i risultati non sono stati esaltanti. In particolare, ci sono stati grossi problemi negli spostamenti da una quinta all'altra, e nel posizionamento di costumi e oggetti di scena (che inspiegabilmente erano sempre dal lato sbagliato).

Per la prima volta abbiamo anche interagito con le colonne. Abbiamo dovuto trovare il modo giusto per spostarle in scena con sicurezza, essendo piuttosto pesanti.

Rientrati a Sommascona, abbiamo cenato tutti insieme (grazie infinite alla signora Maria, mamma di Isa, per le sue inimitabili lasagne). Dopo cena abbiamo perfezionato in sala prove la scena dell'inseguimento di Mirra e Cinira, calcolando i tempi giusti per l'inizio della rotazione dei veli e per la loro uscita.

Poi ci siamo riuniti tutti (tranne Ale che era già a nanna) per visionare la registrazione della prova del pomeriggio. Rivedendoci dall'esterno abbiamo isolato errori e imperfezioni. Ognuno ha preso nota delle correzioni necessarie.

Prima di andare a letto, mi sono ritrovato con Robi, Giorgio e Luke per fare uno schemino di ingressi e uscita dei propri personaggi. Per ciascun passaggio, abbiamo segnato la direzione di ingresso e quella di uscita, in modo da collocare gli oggetti necessari dal lato giusto, e fare in modo di minimizzare gli spostamenti da una quinta all'altra.

Domenica mattina, dopo colazione, siamo tornati in teatro per un'altra prova. Stavolta tra il pubblico l'infaticabile Wilma con una sua amica e il compagno di Katia, precettato dalla nostra dolce amica. I risultati sono stati molto migliori rispetto a quelli del giorno prima. Gianni ha commentato che la recitazione era buona. I passaggi e gli spostamenti sono stati più lineari e asciutti. Dietro le quinte c'era meno concitazione e più ordine.

Al termine della prova abbiamo scattato fotografie delle scene più belle. Alcune sono già online nella galleria sul sito della Schiusa. Poi ci siamo spostati alla "Baita" per un pranzo conclusivo.

In serata siamo rientrati a Sommascona per riordinare e infine siamo partiti verso casa.

12.03.07

La lettera di Alessia

Pubblico di seguito (autorizzato dall'autrice) la lettera che Alessia ci ha lasciato attaccata alle colonne - una lettera piena di entusiasmo e di passione, che insegna qualcosa a tutti noi. La compagnia cresce.

Ciao ragazzi,

qualche mese fa, proprio mentre iniziava la vostra nuova avventura, un amico mi parla dela scenografia del lavoro che, lui e i suoi compagni, stanno mettendo in scena: cinque colonne doriche. Assieme, quasi per gioco, ridiamo, scherziamo e pensiamo a come costruirle. È subito piuttosto chiaro che non possediamo tutta la genialità dei greci! L'impresa sembra quasi impossibile. Troppo pesante... troppo caro... troppo difficile... troppo tempo... troppo, troppo, troppo...

Un giorno, mentre riordino la cucina, i pensieri scorrono liberi e, improvvisamente, eccola! Un'immagine chiara, imponente si accende nella mia mente. Gironzolo un po' per casa, e poi non posso fare a meno di disegnarla. Con grande stupore, quel pensiero trova forma e spazio su un foglio di cara, tutto sembra quadrare: misure, materiale, difficoltà, costi... incredibile! Passo l'idea a Robi, che verifica la fattibilità in falegnameria, e poi arriva a voi: "Accettata! Le colonne si faranno così!".

In quel momento inizia l'avventura. Quella idea, così perfettamente pensata, continua ad inciampare con la realtà. Tutti i pezzi, che su carta combaciano senza problemi, in pratica si dimostrano ostili. Loro, che hanno il compito di dare vita all'idea di colonna che è stampata nella mia testa, dovrebbero essere precisi, ma in realtà non lo sono. I cilindri non hanno il diametro giusto, alcuni non sono perfettamente diritti, qualche listello è un po' curvo, le graffette non vogliono collaborare. Come possono diventare una cosa sola se non combaciano? Un bel problema...

Sembra nuovamente un'impresa impossibile! La data della prima, l'ansia del risultato pesano. Il tempo continua a scorrere senza fermarsi un secondo. Non ce la faremo mai!

Arrivano le mie vacanze, con Ulisse decidiamo di spostare il cantiere a Sommascona, ci diamo apppuntamento e... quel giorno, le cose scorrono liberamente, senza ostacoli. Ogni gesto s'inserisce in un'armonia che ricorda una danza. Le colonne cominciano a prendere vita. La motivazione cresce, accompagnata dal piacere di vivere quell'esperienza.

Fissiamo un secondo appuntamento... Disastro! Non riusciamo a danzare, continuiamo a inciampare e a far inciampare l'altro... BASTA! Ci sediamo, guardiamo il peso, l'ansia del risultato, che ci portiamo sulle spalle. Basta, scendiamo le scale, chiudiamo la porta, saliamo in macchina e andiamo a mangiare. Durante il pranzo, come per magia, nasce un nuovo sguardo: "quella povera colonna che chiede solo di nascere e crescere, così com'è, libera dal dover ad ogni costo assomigliare ad un MODELLO. Lei chiede solo di "essere", con le sue piccole imperfezioni, che però la rendono unica.

Inizia un nuovo capitolo. Le colonne si alzano, una dopo l'altra, e proprio dalle loro imperfezioni prendono forza, diventano vive, acquistano la loro unicità.

GRAZIE ragazzi! In questi mesi vi ho guardati da lontano, quasi di nascosto. Ho cercato di cogliere qualche frammento del grande lavoro che state mettendo in scena. Improvvisamente, mentre queste cinque colonne nascevano, altre cinque crescevano dentro di me. Non basterebbe un libro per raccontarvi come in questa ultima settimana, tanti frammenti colti qua e là sono diventati un tutt'uno. Sento solo la voglia di dirvi che Gianni (che non conosco, come non conosco nessuno di voi) ha perfettamente ragione: "IN QUESTO SPETTACOLO C'È TUTTO... C'È LA VITA!".

Adesso ragazzi, ve le affido, spiegate le vele e navigate verso quel mondo meraviglioso che è dentro di ognuno di voi: là dove prende vita il vostro TALENTO!

Perché come nel vostro spettacolo: "All'inizio c'era il caos..." e proprio dal CAOS nasce la vita, la natura, il talento.

Caro Ulisse (a te e a quelli in ascolto), non aver paura di "ESSERE" nessuno e arriverai alla tua Itaca!

Con affetto,
Alessia.

La distinzione dei personaggi

Prima di iniziare la lezione vera e propria abbiamo ancora commentato le prove del weekend e introdotto alcune modifiche. Per esempio, il velo che nasconde il peccaminoso incesto di Mirra e Cinira sarà dietro la colonna che delimita la stanza di Cinira (e non più davanti). Inoltre Adone sarà a torso nudo, per caratterizzarlo meglio (altrimenti era neutro tutto in nero, unica anomalia tra i personaggi con una loro identità).

Gli accessori che caratterizzano gli dèi nel cerchio iniziale vanno collocati ai margini della scena, e non fuori né in tasca. Dopo averli indossati, bisogna sforzarsi di occupare bene tutto lo spazio e di assumere posizioni non ripetitive e anzi il più possibile contrapposte a quelle degli altri. Durante la danza delle civiltà, Vcz deve muovere meno il collo e non tenere le braccia troppo molli (l'immagine dovrebbe essere quella di respingere qualcosa).

La canzone "vi raccontiamo le storie..." dev'essere intonata con più energia, per evitare un tracollo eccessivo dopo la musica dell'inseguimento tra Apollo e Dafne.

Gianni ha sottolineato che interpretare tanti personaggi in uno spettacolo del genere non è cosa comune, ed è difficile dare una personalità unica a ciascuno dei ruoli che si rivestono. E allora abbiamo dedicato la serata alla ricerca dei dettagli che rendono unico ogni personaggio, cercando il più possibile di fare in modo che non ci siano due ruoli che si assomigliano, pur essendo interpretati dalla stessa persona e pur avendo (come a volte capita) degli elementi in comune.

La nutrice di Isa si distingue con chiarezza: zoppica ed ha una voce peculiare. Anche Patrizia riesce a dare vita autonoma ai suoi personaggi, lavorando bene sulla voce. Cinira risulta invece un po' troppo simile ad Antinoo. Katia ha osservato come Cecri e Venere, che lei interpreta, siano molto vicine: entrambe madri preoccupate per il figlio.

Poi Gianni ha lavorato con alcuni di noi singolarmente, esaminando tutti i personaggi interpretati e lavorando per accentuarne il carattere e le differenze: la coreuta e Giunone con Cinzia; Cinira, Memno e Antinoo con Luke (Cinira ha la voce più soffiata e Antinoo ha un tic al collo); Mirra e Dafne con Jale (le due corrono diversamente, con passi più piccoli e sulle punte per Dafne); Eumeo, Zeus e Mida con Giorgio (Mida diventa curioso come un bambino che ascolta una storia); Sergasto e Ulisse con Robi (Ulisse deve aprire le vocali, Sergasto le chiude); Telemaco ed Enea con Ale (Enea cammina come su un filo, Telemaco è più aperto, giovane, e si protende in avanti).

Giovedì faremo una filata (Gianni non ci sarà, essendo la vigilia del debutto del suo Vecchio Marinaio).

15.03.07

Filata senza Gianni

Stasera, assente Gianni, ci siamo comunque incontrati per provare la "Schiusa". Abbiamo fatto una filata completa - anche se con qualche buco, mancando anche Alessandro.

Luca, l'amico di Roberto che avevamo già conosciuto ad Acquarossa, è venuto a darci una mano con le musiche, e in qualche occasione ha anche letto le battute di Alessandro.

La prova si è svolta tranquillamente e senza errori gravi.

Ho portato uno striscione da attaccare al furgone che sarà usato per il trasporto della scenografia.

Robi ha annunciato che la fantomatica piattaforma girevole è finalmente nata, e che sarà pronta per la prima, anche se qualcuno si è mostrato perplesso per il probabile eccessivo ingombro in scena.

Tra una settimana si va in scena...

18.03.07

Domenica pomeriggio a teatro

Domenica la Compagnia della Notte (assente solo Patrizia) si è recata a Milano per assistere alla rappresentazione della "Ballata del vecchio marinaio", diretta da Gianni Lamanna.

Il lavoro è un adattamento dell'omonimo poemetto di Samuel Taylor Coleridge, poeta romantico inglese (1772 – 1834). In scena, oltre allo stesso Gianni che interpreta il vecchio marinaio, una decina di giovani attori (ma anche uno scultore non più giovane, nell'affascinante parte dell'eremita). In regia tecnica una nostra conoscenza: Francesco Mazza (che al termine dello spettacolo ci ha aiutato a ripassare le canzoni arbresch che ci ha insegnato).

Proprio come il poemetto di Coleridge, la versione drammaturgica si svolge su due piani temporali: il presente, in cui il vecchio marinaio racconta la sua storia agli ospiti del banchetto nuziale; e il passato, in cui gli eventi raccontati si svolgono realmente. Per tutta la durata, il vecchio marinaio siede a un'estremità della scena e partecipa, ora con interventi narrativi, ora solo con gesti e sensazioni, al susseguirsi degli eventi.

Gianni incanta fin dal primo momento con gli occhi e la voce, proprio come il suo personaggio: impossibile distogliere lo sguardo, impossibile non essere ammaliati. "He holds him with his glittering eye-- / The Wedding-Guest stood still, / And listens like a three years' child : / The Mariner hath his will". Gianni è il vecchio marinaio, e il pubblico deve ascoltare la sua storia.

La ciurma mette in scena momenti di vita di bordo. Poi, dopo l'uccisione dell'albatros da parte del giovane marinaio (che usa una pistola invece della balestra prevista nel testo originale), viene presentato l'inquietante incontro con la Morte e la Vita-Nella-Morte, che bacia il giovane marinaio e lo condanna a sopravvivere e a raccontare.

A intervalli regolari l'azione si interrompe e la storia prosegue tramite una voce registrata che commenta, con i versi di Coleridge, diapositive con le illustrazioni di Gustave Doré raffiguranti i vari momenti della storia. La proiezione è suggestiva, ma la voce è un po' inespressiva, e non rende del tutto giustizia alla bellezza del testo originale.

La bellezza e la forza del testo di Coleridge vengono invece esaltate in uno dei momenti più emozionanti del lavoro, in cui giovane e vecchio marinaio declamano insieme la parte quinta, il giovane (con grande energia e con voce tonante) nell'originale inglese e il vecchio nella traduzione in italiano.

Riceve forse poca attenzione l'evento centrale della storia, ossia l'uccisione dell'albatros: atto assurdo, gratuito e senza giustificazione - simbolo dell'arroganza dell'uomo. Maggiore rilievo viene invece dato alle conseguenze del gesto: la morte della ciurma, la maledizione del marinaio, le creature soprannaturali che egli incontra, il travagliato rientro in patria.

La conclusione riporta però alla ribalta, al di là delle suggestive rappresentazioni simboliche e mitologiche, il tema principale: "He prayeth well, who loveth well / Both man and bird and beast" - ossia l'amore universale e la santità di tutto il creato.

Il lavoro è pieno di trovate e accorgimenti che lo arricchiscono in tutti i suoi dettagli: le parti cantate, la vela che si gonfia per il soffio di Gianni, la piuma del marinaio, la nave in miniatura sospinta dal vento e dalle onde... e chissà quante altre che è impossibile notare tutte in una sola visione, ma che, conoscendo Gianni, devono pur esserci!

Complimenti a tutti gli attori!

Ah... ma dove ho già visto quelle balaustre?

Titolo:La ballata del vecchio marinaio
Con:Barbara Baldessari, Silvia Emmi, Gabriele Erba, Paolo Messina, Paola Morelli, Ornella Mozzi, Enzo Negri, Davide Zaccaro
Regia:Gianni Lamanna
Testo:adattamento di Gianni Lamanna sull'originale di S. T. Coleridge
Dove:ArgómmTeatro - Via Graziano Imperatore, 40 20162 - Milano
Quando:dal 16 al 18 marzo 2007

19.03.07

La distinzione dei personaggi, parte seconda

Stasera Robi ha portato i capitelli delle colonne, che sono ora complete. Vcz ha invece portato una bozza di foglio di sala, che va ancora integrato con il contributo di Gianni.

Abbiamo lavorato ancora sulle differenze tra i vari personaggi interpretati da ciascuno di noi.

Il Cinira di Luke non deve esagerare con la risata - è ubriaco ma pur sempre un re. La postura, inclinata in avanti, va accentuata un po' di più. La nutrice deve essere più anziana, più curva, e deve parlare con il capo rivolto verso il pubblico, prima da un lato e poi dall'altro. Poi, quando dice a Cinira che c'è una giovane che vorrebbe incontrarlo, deve guardare nella direzione opposta rispetto al re, creando una linea si sguardi contrapposti.

Mirra deve avanzare di più per lasciarsi indietro le colonne. I suoi movimenti sono diventati un po' meccanici: Jale deve ritrovarne le intenzioni. Per esempio deve cadere più "di peso", e nel rialzarsi guardare la colonna verso l'alto e ispirarsi ad essa mentre parla della "alta struttura".

Gianni fa notare che tutti i personaggi di questa vicenda usano molto le mani. E allora anche la nutrice dovrà tenere le mani di Cecri per rassicurarla (ma senza scuoterla troppo!).

La Venere di Katia deve rivolgersi con più rabbia a Giove, suo padre: i rapporti tra dèi sono come quelli tra uomini, quindi Venere invoca suo padre come farebbe un umano. Inoltre va accentuato l'uso dell'oggetto (la nave dei troiani).

Enea deve avere maggiore cura dei gesti, perché ognuno di essi ha un significato e non può essere lasciato al caso. Quando Venere traccia per terra i confini della Libia, Enea deve invece guardare in alto. Quando nomina Giove deve indicare verso il basso, e poi deve essere come in catene quando dice che è respinto da Asia ed Europa.

Gianni ha poi voluto rivedere il dialogo tra i due generali di Enea (Robi e Luke); quello tra Ulisse ed Eumeo (Robi e Giorgio); la scena dell'arrivo dei troiani alla corte di Didone; e la canzone di Patrizia dopo la morte di Didone (che va intonata piano, in sintonia col soffio del vento, e deve crescere man mano che Patrizia si allontana verso il fondo).

Infine abbiamo provato i saluti: tutti in fila facciamo un primo inchino con le braccia incrociate, poi pieghiamo il viso da un lato e lo appoggiamo sulla mano del compagno alla nostra sinistra, infine ci abbassiamo ancora un po'. Poi ci si arrotola come un sipario, e a due a due si esce per i saluti individuali.

21.03.07

Il quadernino del Saggiattore

Per tutti i due anni di vita del Saggiattore ho sempre usato lo stesso quadernino per segnare i miei appunti durante la lezione. Lunedì sera ne ho riempito l'ultimo foglio. Completo. Finito.

Una bella combinazione.

Il foglio di sala

Il foglio di sala è pronto e si può scaricare in formato PDF [1.8 Mb].

22.03.07

Il segreto è la respirazione

Ultimo incontro prima del debutto di domani sera a Chiasso! L'emozione è palpabile...

Robi ha portato la piattaforma girevole, fresca di vernice nera. La piattaforma è meno ingombrante di quello che alcuni temevano, e sembra trovare il suo spazio in scena piuttosto naturalmente.

Allestito lo spazio e sistemati in buon ordine i costumi nei vari scomparti (i ripiani dell'IKEA procurati da Katia si sono rivelati estremamente pratici), abbiamo dato il via all'ultima filata. Non ci sono stati problemi e tutto è andato liscio.

Ho presentato il nuovo Sileno, ora più che mai creatura dei boschi. Dovendo cambiarmi alla fine della scena, non riuscirò a fare il passaggio del tempo con Isa e Jale, che quindi usciranno da sole - ma per il nuovo Sileno ne vale la pena.

Al termine abbiamo finalmente visto in azione la piattaforma girevole! I tre dèi sono saliti sulla piattaforma e Luca (l'amico di Robi) ha cominciato a farla girare... l'effetto è bellissimo, a parte un sinistro cigolio che speriamo domani risulti poco fastidioso per la maggiore distanza dal pubblico!

Prima di lasciarci, Gianni ci ha raccomandato di mantenere la calma, e ci ha spiegato che, in caso di panico dietro le quinte al momento di entrare, il segreto è nella respirazione: un bel respiro profondo aiuta a ritrovare la calma e la concentrazione.

Domattina mi vedrò con Robi, Luca e Gianni a Campo per gli ultimi ritocchi alla scenografia (vanno fissati i capitelli e le strisce alla base delle colonne). Poi ci sposteremo in teatro per il puntamento luci. Pare che ci sarà Elisabeth ad assisterci. Gli altri arriveranno intorno alle due. Alle quattro prova generale. Alle 20:45 si va in scena.

23.03.07

La "Schiusa" a Chiasso in 50 immagini

Da indissolubil nodo congiunti

Il gran giorno è arrivato. Dopo poco più di cinque mesi di preparazione, abbiamo portato in scena per la prima volta "La Schiusa del Fiore".

Adesso ne siamo certi: lo spettacolo esiste - e come ha già detto qualcuno: c'è tutta la vita dentro. Si tratta di farlo crescere e maturare, per portare in scena un'opera sempre migliore e sempre viva. Forse il vero lavoro comincia proprio adesso. E noi siamo pronti per imparare tutto quello che la "Schiusa", ora che è nata, ha da insegnarci.

Per intanto c'è la soddisfazione di essere arrivati fin qui. Con l'orgoglio di chi si era dato un obiettivo difficile e l'ha raggiunto. Con l'umiltà di chi sa che la strada è ancora lunga... e anzi non finisce mai. E con l'entusiasmo di sempre - immune a tutte le tempeste.

Caro Gianni Lamanna: grazie per averci regalato la "Schiusa". È un cucciolo da allevare e una belva da addomesticare. Ed è anche un grande mistero, come i temi eterni ed universali che mette in scena: l'amore, la guerra, la morte - di fronte ai quali tante futili vicende della vita di tutti i giorni perdono ogni rilievo.

Prossima tappa: Lugano, 2 aprile. Dentro di noi ci stiamo tutti già lavorando.

25.03.07

Promozione!

Luke invia queste foto, scattate oggi a Lugano.

Le foto di Patrizia

Patrizia invia alcune foto dello spettacolo di Chiasso, scattate dai suoi familiari.

26.03.07

Il trailer della "Schiusa"

Un trailer della "Schiusa", basato sulle immagini registrate venerdì a Chiasso, è ora disponibile sul sito ufficiale, in quattro pratici formati (small, medium, large e iPod).

28.03.07

Il guestbook

Ho aggiunto un guestbook sul sito della Schiusa, simile a quello che c'era sul sito della "Notte"... spargete la voce!

29.03.07

Le prove prima di Lugano

Stasera ci siamo trovati a Campo senza Gianni per provare lo spettacolo almeno una volta prima della rappresentazione di lunedì sera allo Studio Foce di Lugano.

Abbiamo dedicato la prima parte della serata a valutazioni e commenti sulla prima di Chiasso. Abbiamo letto il messaggio con i suggerimenti di Gianni per la prova di stasera. Poi alcuni di noi hanno riportato le critiche di amici e conoscenti, che sono state molto utili per capire che cosa è piaciuto di più e che cosa va sistemato.

In generale è emersa la necessità di dare più energia in alcuni momenti; di fare arrivare la voce più lontano; di asciugare alcune sequenze risultate troppo lunghe; di avere più convinzione nei canti; di rendere più precisi i movimenti; di evitare di distrarre l'attenzione del pubblico con spostamenti di colonne troppo invadenti; e di essere "presenti" in scena anche quando non si è al centro dell'attenzione. (Chi vuole aggiungere altro?).

Nella seconda parte della serata abbiamo fatto una filata dello spettacolo, partendo però da Mirra e Cinira (per ragioni di tempo abbiamo saltato la cosmogonia).

Al termine abbiamo caricato tutto il materiale, in modo da averlo pronto per lunedì.

Luca e Rossella segnalano che, delle quattro date precedentemente fissate per le prove nel periodo tra Lugano e Milano, una è sicuramente saltata e l'altra è in forse, a causa di loro impegni sopraggiunti solo di recente. (Peccato che le nostre prove non costituiscano anche loro un "impegno" in grado di deviare esigenze emerse successivamente).

Spostare le date è risultato piuttosto difficile, perché noi tutti abbiamo tenute libere quelle date ma ovviamente, al di fuori di esse, abbiamo ormai preso altri impegni. Vedremo.

Arrivederci in teatro!

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