Isa ha portato le tuniche, gentilmente cucite da sua mamma, già nota per le sue memorabili lasagne (grazie signora mamma di Isa!). Katia ha invece finalmente stabilito che occorreranno nove fascette nere per i Proci razzolanti.
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Per prima cosa oggi Gianni ha voluto che quelli che mancavano giovedì scorso facessero l'esercizio del bastone in equilibrio sulle varie parti del corpo. Poi abbiamo rivisto la sequenza di Bauci e Filemone, fermandoci però a subito prima dell'apparizione delle donne, per mancanza di rametti e stoffe varie.
Gianni ci ha detto che forse, in una delle prossime lezioni, chiederà a ciascuno di noi individualmente di ripercorrere tutto lo spettacolo, mostrando la propria posizione e il proprio ruolo in ogni momento: sarà un po', per ciascuno di noi, come mettere in scena lo spettacolo da solo, anche se solo tecnicamente.
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Abbiamo rivisto rapidamente la scena dei mostri e poi il primo monologo di Cinzia ("Di Mirra è la prima..."). Gianni ha chiesto a Cinzia di legare di più le varie parti, e le ha indicato l'intonazione e le pause giuste per alcune frasi.
Poi Luke ha riproposto il monologo di Cinira. Gianni ha osservato che era un po' troppo "fiction", e ha spiegato a Luke che il pathos andava spostato dalle battute di per sé più tragiche (quelle sul triste destino di Ifigenia) a quelle iniziali su navi e vettovagliamento. In effetti il risultato è stato molto convincente.
Jale ha ripassato il monologo di Mirra. Il nostro regista ha spiegato a Jale che il monologo è ancora troppo tecnico, troppo legato dai movimenti già fissati, e le ha dato alcune idee per interpretarlo meglio. In particolare, la parte della "navicella" sui flutti dev'essere un momento di prorompenti emozioni per Mirra.
Gianni ci ha spiegato che l'attore non può trovare dentro di sé le situazioni e le emozioni che mette in scena, perché non gli appartengono. Al contrario, l'attore deve rifarsi a memorie che provengono dal suo proprio passato, e che possono essere anche molto diverse da quelle che rappresenta.
Isa ha presentato il monologo delle "parche gentili", e Gianni ha commentato che, nella sua semplicità, il monologo è perfetto così, perché Isa interpreta una dèa e parla di questioni umane, e quindi non deve mostrare un eccessivo coinvolgimento.
Vcz ha rifatto il monologo del cantastorie, e Gianni ha suggerito di rendere la parte sulla regina Ecuba ancora più dolorosa, più ancora della frase sulla fortuna, in cui c'è anche una componente di rabbia. Inoltre Gianni ha detto a Vcz di non avere timore a pronunciare "oohhh al veder la regina Ecuba" con un "oohhh" ben sottolineato, perché è appropriato al tono epico del monologo.
Ale ha eseguito invece il monologo di Enea. Gianni lo ha invitato a divertirsi e ad esagerare, e a dare ai tre momenti di cui si compone il monologo delle intonazioni ben diverse. In particolare, per la parte finale, Ale dovrà esprimere felicità e trovare un tono rassicurante.
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In ultimo abbiamo rivisto il dialogo tra Enea e Venere. In questa scena, Enea deve apparire "primitivo", per chiarire il rapporto divino-umano che ha con la dèa. Al contrario, quando Enea sarà alla corte di Didone, dovrà apparire maestoso e regale, perché è in mezzo agli uomini suoi simili.
Gianni ha concluso la lezione dicendo che il vero lavoro, per gli attori, inizia proprio qui: dovremo rifinire i nostri personaggi, arricchirli e farli maturare.






