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Archivio di Febbraio 2007

01.02.07

Il fiore intorno a Ulisse e Penelope

Robi ha portato una colonna "grezza", ancora senza scanalature, per valutarne dimensioni e peso. Poi con Patrizia ha ripassato la scaletta dell'intervento che, con Jale, faranno sabato sera a festa d'attore.

Stasera abbiamo concluso il montaggio della parte finale della "Schiusa". Dopo l'uccisione di Antinoo e il canto funebre, scende il buio. Luke raccoglierà la rete (con cui è stato catturato) e il bastone (con cui è stato ucciso) e uscirà di scena. Quando torna la luce, Jale, Cinzia e Isabella, incrociano dei bastoni a formare una grata. Nel frattempo, Vcz, Giorgio e Ale fanno indossare Robi/Ulisse degli abiti regali. Poi Ulisse raggiunge Penelope, e a loro rimane vicina solo la nutrice. I tre uomini e le tre donne si portano sul fondo a formare due gruppi (i bastoni e la vecchia veste di Ulisse vengono appoggiati davanti alla piattaforma rotante, come fossero offerte votive).

Poi i due gruppi avanzano col testo "Un gran segreto avea il ben costrutto talamo..." e si chiudono intorno ai due sposi ricongiunti, mentre da un lato rientra Luke in posizione simmetrica rispetto a quella di Isa, e i due ruotano come elettroni intorno al gruppo degli altri. Il cerchio diventa un fiore (Jale e Ale davanti rivolti verso il pubblico, gli altri con la schiena verso l'esterno). Poi, mentre Isa recita il monologo finale ("Così caro a Penelope appare ora lo sposo..."), Ulisse e Penelope si abbracciano, e il fiore appassisce (i "petali" si portano in ginocchio lentamente). Mentre ancora parla, Isa raggiunge Luke e si unisce a lui (rappresentando una coppia di anziani innamorati, idealmente simili a Ulisse e Penelope da vecchi).

Poi parte la musica finale e si compone lentamente la figura della nave. Tutto avviene a vista. Il fiore si sfalda lentamente e si compie il gesto di scrollarsi qualcosa di dosso, proprio come dopo i mostri della prima parte. Ulisse dirige gli spostamenti, non diversamente da come fa Enea a Cartagine, e poi si trasforma in vela. Le colonne vengono portate avanti.

Abbiamo collegato i movimenti con momenti precisi della musica. A un certo punto entrano gli dèi, che si sistemano sulla piattaforma e accendono le candeline. Allora la piattaforma inizia a ruotare, mentre gli dèi ruotano anche su se stessi. Così finisce lo spettacolo. Secondo Gianni dovrebbe durare un'ora e un quarto o poco più.

In conclusione abbiamo provato la scena di Mida e Sileno. Sileno dovrà camminare sempre sulle punte, con le gambe piegate, e assumere posizioni "innaturali" da fauno, girando sempre la testa dal lato opposto a quello del busto (Vcz ha fatto una bella sudata). La voce di Sileno è acuta e nasale. Per quanto riguarda Mida, invece, Gianni si è concentrato in particolare sulla battuta "Sileno, perché me lo hai detto?", che Mida pronuncia quando Sileno gli annuncia il "segreto dell'uomo", e sull'espressione del viso che Giorgio dovrà creare.

A un certo punto Gianni ha notato l'ombrello rosso di Jale e ha ipotizzato di usarne di simili per la scena dell'uscita dalla metropolitana, facendoli poi trasformare in scudi.

02.02.07

Lo shop della Schiusa

È ufficiale! È online lo shop della "Schiusa" con le T-shirt, il cappellino, la borsa e l'ombrello con il logo dello spettacolo!

http://schiusa.spreadshirt.net

E ora il sondaggino: qual è l'articolo che preferite?

03.02.07

Progetto Studio a Festa d'Attore

Luke fa pervenire un breve resoconto di Festa d'Attore, a cui non ho potuto partecipare.

Purtroppo impegni lavorativi mi hanno permesso di arrivare a Festa d’Attore solo a manifestazione quasi conclusa, ma per fortuna sono riuscito a vedere la performance di Patrizia, Jale e Roberto. I tre hanno inscenato un grandioso telegiornale, usando i costumi di scena della "Schiusa" - un notiziario ambientato nell'antichità, con tanto di inviati in collegamento esterno (Jale e Roberto). In studio, Patrizia si districava tra notizie e contributi esterni.

Nel tg si parlava delle vicende della "Schiusa del fiore" e gli inviati comunicavano a Patrizia le notizie come se fossero sul posto in tempo reale. Una performance improvvisata ma molto comica, con Roberto inviato a Troia (nel bel mezzo di una tempesta di sabbia) e con Jale che dava la tragica notizia della vicenda tra Cinira e sua figlia.

Un vero e proprio notiziario in cui i nostri amici hanno cercato di dare al pubblico un assaggio di ciò che Progetto Studio porterà in scena, il tutto accompagnato da musiche e da effetti speciali sonori gestiti da un vero e proprio dj esterno: Francis. Senza dimenticare la gestione luci di Luca Gatti.

Il tg si è concluso con i tre giornalisti che in coro hanno cantato Yll y Bukur. Quindi tanti complimenti ai nostri amici e... da Luke è tutto, Vcz a te la linea!

Luke

05.02.07

Riassumendo il finale

Questa settimana sono assente causa viaggio di lavoro. Pubblico il resoconto della lezione che mi ha inviato Luke.

La lezione di stasera è iniziata con un esercizio di riscaldamento basato sul modo di camminare: ognuno doveva dire il proprio nome e proporre un'andatura sempre diversa e gli altri dovevano seguirlo. Ha iniziato Gianni (che ha presentato quello che io ho chiamato il passo dello storpio), poi ognuno ha proposto la propria camminata strana. Durante l’esercizio, quando Gianni batteva le mani, tutti dovevamo fermarci e scioglierci lentamente, come se fossimo pezzi di ghiaccio, fino ad arrivare al suolo; poi, al secondo battito di mani, dovevamo tornare a camminare uno dietro l'altro.

Ad esercizio concluso Gianni ci ha raccontato una buffa situazione accaduta in uno dei suoi viaggi in treno che vedeva come protagonisti una donna molto bella che non smetteva mai di truccarsi e una donna un po' brutta che dormiva facendo sogni osceni. Il nostro regista osservava il tutto e cercava di capire ciò che pensavano le due donne. Una situazione un po' assurda e comica, raccontata per indurci ad osservare le persone (soprattutto se siamo in treno) e di notare quanto alcune situazioni abbiano il potenziale per diventare dei film.

Dopo questo racconto abbiamo cominciato le prove della parte finale dello spettacolo definita nelle scorse lezioni. Il ripasso è servito a tutti per far memoria su movimenti e spostamenti scenografici, ma soprattutto a me e Katia chem essendo stati assenti le scorse due lezioni, non avevamo ancora visto né provato le nuove scene. Gianni ha definito i miei movimenti e quelli di Katia durante ogni scena. Io da uno dei porci divento uno dei Proci, creando con Katia una posizione quasi a X; poi le donne sdraiate di schiena lasciano la posizione a X ed io e Vcz, spaventati e guardinghi, cerchiamo scampo dietro la rete.

Durante la battaglia contro i proci Gianni ha definito i miei movimenti da Antinoo, cambiando la posizione di Ulisse e Antinoo dopo il salto in proscenio: ora siamo in posizione boccioniana: io dietro a Roberto con la testa appoggiata alla sua gamba e lui che mi uccide ma guardando e parlando dall’altra parte (come fossimo di spalle). Poi la rete mi copre e inizia il coro funebre, seguito dal buio. Durante il buio esco di scena, e si arriva così alla parte in cui Ulisse raggiunge Penelope e intorno a loro si crea un fiore che appassisce. Durante tutto questo, io e Isabella siamo in posizione statuaria e rappresentiamo Ulisse e Penelope anziani, molti anni dopo.

Dopo aver riprovato tutto il finale e definito alcune cose, Gianni ci ha esortato a memorizzare il testo una volta per tutte. Giovedì si proveranno alcuni monologhi e dialoghi; mentre dalla settimana prossima, sperando che ci sia tutto il gruppo, si faranno solo filate.

Isa ci ha inoltre informato che presto tutti avranno le proprie tuniche che sua mamma sta gentilmente preparando.

La lezione è finita con Gianni che, incuriosito dalla scena presentata a Festa d’Attore, ha voluto farsela spiegare meglio da Patrizia e Roberto. Ovviamente anche lui si è fatto due risate! Chissà che la performance non finisca negli inserti speciali del dvd dello spettacolo...

Luke

08.02.07

La Schiusa a metà

Anche stasera il Saggiattore pubblica il resoconto preparato dall'efficientissimo Luke.

Lezione particolare quella di stasera: cinque compagni assenti, cioè la metà del gruppo. Ovviamente Gianni non si è perso d’animo e ha fatto lezione come se nulla fosse!

Abbiamo iniziato con un esercizio di riscaldamento basato sulla posizione del corpo: bisognava camminare nello spazio tenendo un bastone in equilibrio orizzontale su un punto del corpo: prima su una spalla, poi sull’altra, poi su entrambe le spalle dietro il collo, poi sulla testa e infine su un piede. Poi Gianni ci ha chiesto di eseguire l’esercizio senza bastone, immaginando di camminare come se l’avessimo in tutti e quattro i punti del corpo. Finito l’esercizio Gianni ci ha spiegato che le posizioni che abbiamo assunto possono servire molto per chi deve fare un certo tipo di personaggio nello spettacolo, come ad esempio Bauci e Filemone: la trasformazione in albero sarebbe esattamente come ripetere l’esercizio immaginando i bastoni che si posano uno alla volta sui punti del corpo.

Abbiamo proseguito con l’esercizio delle costellazioni, cioè a tempo di musica muoversi come costellazioni con le mani a piatto e la testa roteante.

La lezione è poi continuata con uno speciale ripasso di tutto lo spettacolo ma senza battute. I protagonisti erano il corpo e la musica, e ad ogni brano dovevamo ricordare dove eravamo e cosa dovevamo fare. Inutile dire che, essendo in pochi, il ripasso ha subito qualche taglio e si è svolto con qualche difficoltà... Per la danza delle civiltà sono corso in aiuto di Isabella (non avendola mai fatta non potevo sottrarmi).

Questo ripasso è servito molto per farci capire l’intera struttura dello spettacolo senza pensare alle battute ma facendoci guidare dalla musica e da ciò che dobbiamo fare. Gianni infatti ci ha spiegato che è molto importante non solo conoscere il testo dello spettacolo e ricordarsi i movimenti durante le battute, ma è altrettanto importante farsi coinvolgere dalla musica e usarla quasi come fonte per ricordarsi i movimenti, dallo spostamento delle colonne alle coreografie e alle scene come la battaglia di Ulisse contro i Proci.

La lezione si è conclusa rivedendo una serie di monologhi.

Assolutamente da ricordare le pubblicità inventate da Gianni... per citarne una prendo la pubblicità del Caffè Labrazza - più lo mandi giù e più ti viene su... e credo di aver detto tutto!

Luke.

Vcz a Broadway!

Ovviamente tra il pubblico in sala, non sul palcoscenico (peccato).

Approfittando della permanenza lavorativa a New York, ho passato una serata a teatro. Scegliere in maniera oculata era impossibile (a quanto pare ci sono 39 teatri a Broadway, e molti di più in tutta Manhattan), quindi mi sono affidato all'istinto... e alla fortuna. E così ho prenotato un posto al teatro Eugene O'Neill sulla 49esima strada per vedere Spring Awakening.

Il musical è basato sul dramma tedesco omonimo del 1891 di Frank Wedekind - all'epoca provocatorio e addirittura scandaloso - e racconta le dolorose vicende di un gruppo di adolescenti che cresce nella repressiva atmosfera luterana della Germania dell'epoca.

I protagonisti Melchior e Wendla scoprono l'amore e il sesso, e ne affrontano le conseguenze (Wendla morirà durante un tentativo di aborto, Melchior finirà in riformatorio). Moritz, inseparabile amico di Melchior, si scopre incapace di affrontare il mondo in cui vive e si toglie la vita. Un destino incerto, ma probabilmente altrettanto amaro, attende anche Hanschen ed Ernst, che si scoprono omosessuali; Martha, che subisce violenza dal padre; ed Ilse, giovane vagabonda.

Il lavoro è volutamente composto da elementi anacronistici: l'ambientazione rimane quella dell'opera originale, eppure il lessico è quello dei giovani di oggi e la musica è moderna (e scatenata). La scena è spoglia ed ospita, oltre agli attori, sette musicisti e pochi fortunati del pubblico, che possono vivere il musical dall'interno.

Diversamente da molti musical, la musica non sostituisce il parlato, ma ha momenti suoi ben definiti - col risultato che le canzoni hanno una loro unità e un'identità precisa, e non sorprenderebbe sentirle alla radio come l'ultimo successo di una rock band.

All'uscita vendevano le magliettine dello spettacolo... copioni!

Titolo:Spring Awakening
Con:John Gallager Jr., Jonathan Groff, Lea Michele
Regia:Michael Mayer
Testo:Steven Sater
Musica:Duncan Sheik
Dove:Teatro "Eugene O'Neill", 230 W. 49th St, New York

12.02.07

I monologhi

Isa ha portato le tuniche, gentilmente cucite da sua mamma, già nota per le sue memorabili lasagne (grazie signora mamma di Isa!). Katia ha invece finalmente stabilito che occorreranno nove fascette nere per i Proci razzolanti.

Per prima cosa oggi Gianni ha voluto che quelli che mancavano giovedì scorso facessero l'esercizio del bastone in equilibrio sulle varie parti del corpo. Poi abbiamo rivisto la sequenza di Bauci e Filemone, fermandoci però a subito prima dell'apparizione delle donne, per mancanza di rametti e stoffe varie.

Gianni ci ha detto che forse, in una delle prossime lezioni, chiederà a ciascuno di noi individualmente di ripercorrere tutto lo spettacolo, mostrando la propria posizione e il proprio ruolo in ogni momento: sarà un po', per ciascuno di noi, come mettere in scena lo spettacolo da solo, anche se solo tecnicamente.

Abbiamo rivisto rapidamente la scena dei mostri e poi il primo monologo di Cinzia ("Di Mirra è la prima..."). Gianni ha chiesto a Cinzia di legare di più le varie parti, e le ha indicato l'intonazione e le pause giuste per alcune frasi.

Poi Luke ha riproposto il monologo di Cinira. Gianni ha osservato che era un po' troppo "fiction", e ha spiegato a Luke che il pathos andava spostato dalle battute di per sé più tragiche (quelle sul triste destino di Ifigenia) a quelle iniziali su navi e vettovagliamento. In effetti il risultato è stato molto convincente.

Jale ha ripassato il monologo di Mirra. Il nostro regista ha spiegato a Jale che il monologo è ancora troppo tecnico, troppo legato dai movimenti già fissati, e le ha dato alcune idee per interpretarlo meglio. In particolare, la parte della "navicella" sui flutti dev'essere un momento di prorompenti emozioni per Mirra.

Gianni ci ha spiegato che l'attore non può trovare dentro di sé le situazioni e le emozioni che mette in scena, perché non gli appartengono. Al contrario, l'attore deve rifarsi a memorie che provengono dal suo proprio passato, e che possono essere anche molto diverse da quelle che rappresenta.

Isa ha presentato il monologo delle "parche gentili", e Gianni ha commentato che, nella sua semplicità, il monologo è perfetto così, perché Isa interpreta una dèa e parla di questioni umane, e quindi non deve mostrare un eccessivo coinvolgimento.

Vcz ha rifatto il monologo del cantastorie, e Gianni ha suggerito di rendere la parte sulla regina Ecuba ancora più dolorosa, più ancora della frase sulla fortuna, in cui c'è anche una componente di rabbia. Inoltre Gianni ha detto a Vcz di non avere timore a pronunciare "oohhh al veder la regina Ecuba" con un "oohhh" ben sottolineato, perché è appropriato al tono epico del monologo.

Ale ha eseguito invece il monologo di Enea. Gianni lo ha invitato a divertirsi e ad esagerare, e a dare ai tre momenti di cui si compone il monologo delle intonazioni ben diverse. In particolare, per la parte finale, Ale dovrà esprimere felicità e trovare un tono rassicurante.

In ultimo abbiamo rivisto il dialogo tra Enea e Venere. In questa scena, Enea deve apparire "primitivo", per chiarire il rapporto divino-umano che ha con la dèa. Al contrario, quando Enea sarà alla corte di Didone, dovrà apparire maestoso e regale, perché è in mezzo agli uomini suoi simili.

Gianni ha concluso la lezione dicendo che il vero lavoro, per gli attori, inizia proprio qui: dovremo rifinire i nostri personaggi, arricchirli e farli maturare.

15.02.07

Le porte del treno

Per prima cosa stasera abbiamo fatto un esercizio di attenzione e percezione: in cerchio, ciascuno reggeva un bastone appoggiato a terra verticalmente. Uno stava al centro, e doveva accorgersi di quale bastone veniva fatto cadere, e afferrarlo al volo prima che toccasse terra.

Poi Gianni ci ha fatto fare un'altro esercizio di percezione, stavolta focalizzato sul suono. Ci siamo disposti in varie parti del perimetro della sala. Poi a turno andavamo al centro con gli occhi chiusi e quando gli altri, a turno, battevano le mani, dovevamo indicare da dove, secondo noi, proveniva il battito.

Infine ci siamo dedicati alle prove vere e proprie, concentrandoci sull'ultima parte dello spettacolo (quella basata sull'Odissea). Abbiamo provato l'ingresso di Ulisse, preceduto da quello degli altri con camicia e cravatta, come all'uscita della metropolitana (per la prima volta con in sottofondo il rumore delle porte del treno che si aprono). Di seguito il resto dell'Odissea, con particolare attenzione alla strage dei Proci e alla scena del canto funebre (dopo l'uccisione di Antinoo).

Buon san Valentino a tutti!

19.02.07

Argo

Luca ci ha informato che l'unica data possible per rappresentare la Schiusa al Guanella è il 4 aprile. Si tratta di un mercoledì, purtroppo, e l'affluenza del pubblico è tutt'altro che assicurata. Luca ci ha chiesto di pensarci: ne riparleremo giovedì.

Gianni ha fatto presente che, nella nostra Odissea, c'è una lacuna da colmare: manca un riferiemento ad Argo, il fido cane di Ulisse, che unico fra tutti lo riconosce dopo vent'anni - e poi subito muore. Verrà quindi inserita una nuova battuta per Cinzia che recita: "Nessuno lo riconosce tranne l’amato cane, Argo, compagno di caccia dei di? ridenti. Alla vista del padrone: un guaito, un impeto, poi il cuore si fermo?". La nuova battuta segue il coro di Cinzia, Jale e Katia: "Ulisse, che mali ai Proci macchinava in petto...".

Poi Gianni ha proposto un nuovo esercizio: raccontare in modo semplice uno o più dei propri personaggi, in prima o in terza persona. Vcz ha fatto presente che i suoi personaggi non hanno una propria storia, o che comunque se ce l'hanno non è centrale nelle vicende che raccontiamo. Gianni ha risposto che l'esercizio è possibile ugualmente: i personaggi di Vcz sono testimoni immortali delle vicende che raccontano.

Patrizia ha eseguito l'esercizio, alternando il racconto della nutrice di Mirra con quello di Penelope. Gianni, osservando le sue azioni, ha deciso di apportare alcune modifiche a questi personaggi. La nutrice farà un gesto che indica il sangue tra le gambe di Cecri al momento del parto di Mirra. Penelope, invece, dirà con rabbia (invece che con dolcezza) la battuta: "appresta, o Euriclea...": la sposa di Ulisse è infuriata per la lunghissima attesa - cosa improponibile in un mondo maschilista come quello greco classico, ma perfettamente appropriata ai giorni nostri.

Infine abbiamo rivisto la scena dell'uccisione di Antinoo: Ulisse accennerà appena il gesto di trafiggerlo, e saranno le donne del coro, rimaste dietro, a urlare per la sua morte - un urlo che dovrà durare almeno cinque secondi, fino al buio. Dopo il buio, parte subito il canto funebre.

20.02.07

La locandina ufficiale!

Ecco la locandina definitiva dello spettacolo.

Cliccare qui per scaricare la versione PDF stampabile (1921.7K).

22.02.07

La "Schiusa" non deve ormeggiare

Sono un po' malaticcio, e allora mi tocca saltare la lezione. Per fortuna Luke fa pervenire il resoconto che pubblico di seguito.

Visto che stasera è il mio compleanno ho portato una piccola torta per i compagni, ovviamente gesto apprezzato: c'è chi ne ha usufruito prima della lezione e chi dopo.

Arrivata l'ora di cominciare, Gianni ci ha chiamato in sala prove per discutere di una concreta possibilità di portare lo spettacolo a Milano il 13 maggio al Teatro Guanella, andando in scena prima o dopo lo spettacolo dei ragazzi del "Progetto Studio" di Campo Teatrale Milano. Gianni ha voluto sapere chi sarebbe disponibile per quella data e soprattutto se il gruppo sarebbe disposto a provare lo spettacolo una volta ogni due settimane con lui e da soli in date da stabilire. Gianni ci ha detto che secondo lui sarebbe davvero un peccato lasciar andare lo spettacolo dopo sole due repliche, soprattutto dopo tutto il lavoro effettuato sino ad ora. Lunedi se ne riparlerà sicuramente.

La lezione è continuata con l'approvazione di Gianni ad alcune proposte su costumi ed oggetti di scena. Io ho portato una proposta per i gambali che Gianni ha approvato e che il gruppo dovrà quindi copiare (un semplice pezzo di cartone che ricopre lo stinco, ricoperto di carta d'alluminio con cuciti ai lati interni dei lacci). Inoltre Gianni ha descritto il tipo di indumenti neri da mettere come base sotto ogni costume durante tutto lo spettacolo (Katia ha indossato un esempio per le donne, io per gli uomini): semplice maglietta nera a maniche corte con pantaloni neri di tessuto molto fine e non largo.

Finita la sessione guardaroba, abbiamo riprovato la scena finale di Ulisse, dall'arrivo a Itaca fino alla fine (cioè la partenza della nave), questa volta però con i costumi, cosi da poter vedere tutti i cambi necessari; provata questa scena. Gianni ha controllato e affinato alcuni dettagli nella recitazione di ognuno.

La lezione si è conclusa con la prova dell'inizio, cosmogonia, teogonia e poi fino agli dèi in cerchio.

Da lunedì (sperando che tutti siano presenti) inizieremo a fare le filate.

Luke

26.02.07

Robi e l'elicottero

Verso le 20:30, quando io e Luke avevamo già parcheggiato e stavamo raggiungendo la sede di Campo, ho ricevuto il seguente SMS da Roberto: "Stiamo arrivando, elicottero in ritardo...". Già nel pomeriggio Robi mi aveva preannunciato che in serata avrebbe curato per Patrizia un trasporto eccezionale: l'arpa il cui suono accompagna il monologo del cantastorie.

Pochi minuti più tardi Robi e Patrizia sono arrivati a Campo con l'arpa (ma senza elicottero, che delusione). Robi ha anche portato un prototipo di capitello per le nostre cinque colonne.

Gianni ha voluto che io e Patrizia provassimo subito la scena - e sembra aver gradito il risultato (nonostante la mia raucedine da stato influenzale ancora in corso). In particolare a Gianni è piaciuto un passaggio in cui la musica è su toni alti mentre io recito con voce grave, per il bel contrasto che si crea.

Al termine della scena, Patrizia sistemerà lo strumento di tre quarti, in modo da essere ben visibile, e poi uscirà a destra. L'arpa rimane visibile per le scene successive (rimane da chiarire quando verrà portata fuori). Visto poi che lo strumento è molto bello, Gianni ha deciso di usarlo come parte della nave nella scena finale: sarà collocata a prua, dal momento che la sua forma ricorda appunto la prua di una nave.

Abbiamo dedicato il resto della lezione a provare ancora l'Odissea, il cui montaggio è ormai terminato. Patrizia si è offerta di preparare i gambali che indosseremo all'inizio (ne servirà solo uno a testa).

La prova aperta al teatro di Acquarossa si terrà probabilmente domenica 11 marzo alle 10:30. Gianni ha chiesto di registrare la prova.

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