Incontro straordinario di martedì. Assenti stasera Isa, Ale e Giorgio.
Gianni ci ha mostrato, da una copia di Il tao della fisica di Fritjof Capra, lo stemma di Niels Bohr, fisico danese famoso per i suoi studi sulla meccanica quantistica e per il principio della complementarità (riferito a fenomeni come la dualità tra onde e particelle). Sullo stemma compare il simbolo cinese dello yin-yang con il motto: contraria sunt complementa, e Gianni lo ha citato a sostegno delle sue spiegazioni dei giorni scorsi, in cui associava e contrapponeva la scienza e il mito.
Nella prima parte della lezione abbiamo lavorato in gruppi: Luca e Patrizia su Cinira e la nutrice; Cinzia e Katia su Venere e Giunone; Jale con Roberto; e Vcz con Gianni per proseguire lo studio sul monologo della morte di Priamo.
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Riprovando la scena della nascita (e poi morte) di Adone, Gianni ha lavorato con Jale sull'espressione di Mirra durante il parto - e ha suggerito di trarre ispirazione dalla scultura "Estasi di Santa Teresa", realizzata nel 1646 da Lorenzo Bernini. Poi abbiamo rivisto Cinira e la nutrice e il monologo della morte di Priamo, raffinati secondo i suggerimenti dati da Gianni nella prima parte della lezione. Da ricordare la presa decisa di Luke sul fondoschiena della povera Patrizia (come d'altra parte esige il copione).
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Al termine della lezione, Gianni ci ha chiesto se abbiamo domande o perplessità. Luke ha spiegato che trova difficile, nel ruolo di Cinira, basare tutto sull'espressione del volto, mantenendo quasi immobile il corpo. Gianni ha spiegato che serve molto esercizio per abituarsi. Anche Cinzia si adatta con difficoltà all'immobilità, specie quella imposta dall'uso della maschera, che è così lontana dalle sue precedenti esperienze. Katia ha invece spiegato che per ora non è ancora pronta ad avere perplessità - perché è ancora nella fase di ricerca e comprensione. Gianni ha approfittato per chiarire che i personaggi di questo lavoro non hanno una interiorità complessa (con l'eccezione forse della sola Didone), e che quello che conta è il destino, non le individualità. Non ci sarà quindi occasione di lavorare sulla psicologia dei personaggi - cosa che appartiene al teatro moderno.




