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Le particelle (di sodio?)

Stasera Gianni ha esordito con un discorso a sfondo cosmologico - paragonando i personaggi sulla scena a particelle elementari che interagiscono (lo ammetto, di sodio non si è parlato, lo aggiungo io ricalcando un celebre slogan pubblicitario). Sulla base di questa considerazione, ci ha chiesto di lavorare a coppie (eravamo in otto, mancando Giorgio e Cinzia) e di improvvisare una situazione, associando al dialogo delle posizioni e dei movimenti complementari tra loro ma scorrelati dal dialogo stesso. Nell'esecuzione, era importante che fosse sempre uno a condurre, e l'altro a reagire di conseguenza.

Roberto e Patrizia hanno scelto di rappresentare due matti durante l'ora di ricreazione - con la peculiarità che i due non comunicano in alcun modo, e rimangono totalmente estranei.

Isabella e Vincenzo hanno fatto le pulizie, con tanto di imprevisti (campanello che suona, straccio della polvere che non si trova...). Gianni ha commentato che Isa e Vcz hanno utilizzato un ritmo proprio della commedia (che nella Schiusa sarà possibile solo nella scena di Mida e Sileno, l'unica non tragica).

Luke e Katia erano due innamorati che si lasciano. Gianni ha osservato che a volte è mancata chiarezza in chi fosse a condurre il gioco.

Alessandro e Jale sembrava che fossero dottore e paziente. A pochissimi secondi dall'inizio, la paziente Jale si è avventata sul dottor Ale abbracciandolo, e Gianni ha interrotto l'esercizio, spiegando che si sarebbe potuto continuare solo se Ale si fosse subito divincolato con un movimento opposto.

Dopo l'esercizio, Gianni ha ribadito che in tutte le scene gli dèi saranno sempre connotati da un oggetto. Per esempio, Giunone potrebbe avere un bacile trasparente pieno d'acqua in cui galleggiano delle noci (a simboleggiare le fragili imbarcazioni umane in balia dei capricci delle divinità). Isa si è chiesta quale oggetto potrebbe appartenere alla sua Venere quando si rivolge alle parche dopo il dialogo tra Cecri e la nutrice.

Poi abbiamo provato il coro che precede l'arrivo di Enea e dei suoi alla corte di Didone: si tratterà di tre contadini fenici (Jale, Patrizia e Vincenzo) intenti a setacciare del grano. I tre entrano dal fondo, si sistemano davanti sulla parte destra e declamano il testo alternando momenti statici a momenti dinamici, sincronizzandosi anche con il dialogo tra Venere ed Enea, che si svolge mentre loro sono in scena, ma sulla parte sinistra. Entrambe le scene sono ambientate nel bosco, ma pur essendo gli attori fisicamente vicini, le due vicende si svolgono in tempi distinti (i contadini raccontano la vicenda come se fosse accaduta nel passato).

Infine la scena si trasforma: le colonne vengono disposte a triangolo per formare la reggia di Didone, che siede al centro sul trono. Davanti a lei, prostrati, i compagni di Enea, Ilioneo e Diolone. Vicino alla regina, una guardia (Giorgio). Da un lato, Katia, Vcz e Patrizia rappresentano la corte di Didone. Sul fondo, Jale e Cinzia di spalle nascondono Ale/Enea, e si spostano solo in seguito per rivelare l'eroe. La scena termina con la festa.

Commenti (4)

Robi:

Non ho capito perchè Luke vuole che la stampa del saggiattore quest'anno contenga anche le foto ... attenti perchè dobbiamo ancora fare i week end a Sommascona ...

Luke:

bè perchè per ogni libro c'è sempre qualche illustrazione no?? :))

vcz:

Naturalmente ti vogliamo nudo, Robi ;-)

Luke:

non intendevo quel tipo di illustrazioni...cielo!!

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 23.11.06, ore 23:19.

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