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La pianola va da sé

Novità di oggi: esercizio in cui bisogna scrivere il proprio nome nell'aria con il gomito, il braccio e infine con la schiena, facendo movimenti ampi con tutto il corpo. Si finisce in pratica per ballare... e chi guarda di certo non capisce che si sta scrivendo. Anche questo esercizio rientra nel lavoro di ricerca di una gestualità non ovvia e lontana dal quotidiano.

(Altra novità di oggi: Rossella con due fantastici ciuffetti. Inoltre SCOOP: Robi immortalato seminudo, per la gioia di tutte le lettrici).

Gianni ha sognato che il coro che avanza compatto in diagonale è troppo semplice, e allora ha pensato di inserire anche un movimento circolare: i poveri malcapitati devono avanzare in diagonale e, allo stesso tempo, ruotare tutti insieme... disegnando una specie di spirale. Le prove non hanno dato per ora risultati particolarmente incoraggianti. Io e Patrizia, che grazie al cielo non siamo parte di questo coro, dovremmo nello stesso tempo trovarci sulla piattaforma girevole, che ruoterà in senso contrario.

Poi ci siamo concentrati sulla scena in cui Enea incoraggia i suoi compagni, dopo il naufragio sulle coste di Cartagine. Ale/Enea inizia in posizione alla Trinity di Matrix (vedi foto), con buona pace del doloretto al ginocchio, mentre i compagni sono in piedi. La scena si conclude in modo contrapposto, con Ale in piedi e i due accovacciati (continua dunque la ricerca dei contrasti).

Enea e i due compagni appaiono al centro della scena. Terminata la loro parte, le luci mettono invece in risalto la parte anteriore, a destra (dove troviamo Venere già pronta) e a sinistra (da dove fa il suo ingresso Giove). Katia e Giorgio hanno provato le loro battute e (soprattutto) i movimenti. Gianni ha raccomandato a Katia di non affievolire la voce alla fine delle battute; poi ha suggerito che Venere, disperata per la sfortuna di Enea e dei suoi, potrebbe reggere in mano un modellino di un relitto di nave. A Giorgio, invece, è stato raccomandato di non far schioccare la bocca nelle pause, come fa di solito.

Di seguito siamo passati al monologo di Giunone, che apre tutta la sequenza. Giunone apparirà esattamente dove si trovava un attimo prima il vecchio cantastorie. Cinzia dovrà muovere la testa come se fosse un unico grande occhio, accentuandone i movimenti, poiché indosserà la maschera. Gianni ha guidato Cinzia nell'interpretazione del suo testo, soprattutto in relazione all'alternanza degli stati d'animo di Giunone.

Poi Gianni ha continuato a lavorare con Cinzia, tornando sul monologo della corifea ("Di Mirra è la prima...") e puntualizzandone ancora con precisione i gesti. La corifea rimane ferma, ma definisce spazi e stati d'animo con gesti e con lo sguardo.

Infine abbiamo lavorato sulla scena di Cecri e la nutrice Euriclea.

(Vi chiederete cosa vuol dire il titolo: "la pianola va da sé". Io non lo so. Chiedetelo a Gianni).

Commenti (1)

Luke:

Se anche quest'anno pubblicherai il Saggiattore su carta stampata ci dovranno essere anche le foto :-))

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 20.11.06, ore 23:03.

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