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Archivio di Novembre 2006

02.11.06

L'esagerazione

Oggi ci siamo cimentati tutti nel lancio del giavellotto e nel tiro con l'arco... ma solo per finta. L'esercizio consisteva nel "trasformare" un bastone in giavellotto, simulare un lancio, poi tramutarlo in un arco, girarsi e subito simulare un tiro. Questi movimenti saranno probabilmente utili per creare scene di guerra.

Un altro esercizio svolto oggi consiste nel lancio del bastone, tenuto orizzontalmente, tra una persona sdraiata per terra e una in piedi davanti alla prima.

Il cuore della lezione di oggi è stato però l'esercizio seguente. Attraversando quattro aree della sala delimitate coi bastoni, bisognava immaginare di passare da una all'altra di quattro diverse situazioni:


  • in riva al mare, ammirare l'orizzonte lontano;

  • in un palazzo sontuoso, esaminare colonne e volte istoriate con le gesta di antichi eroi;

  • in un campo di battaglia, trovarsi tra cumuli di corpi straziati;

  • e infine avere una visione sublime (non meglio specificata).

A turno abbiamo eseguito tutti l'esercizio. Il commento di Gianni è stato che sensazioni e stati d'animo sono rimasti per lo più impercettibili - cosa improponibile in un contesto teatrale, specie nell'ipotesi di scena vuota, dove l'attore è responsabile di comunicare da solo l'intera situazione, senza potersi avvalere di altri supporti. Gianni ci ha invitato ad esagerare - e abbiamo ripetuto uno ad uno l'esercizio. Alcune cose sono risultate amplificate rispetto al primo giro, ma ancora a un livello insufficiente. Occorre esagerare ancora di più - al limite strafare, per poi limare dove è troppo.

Gianni ha annunciato che chiederà a un suo amico greco-albanese di farci visita ed insegnarci un canto in macedone, da inserire nel lavoro. Terremo pronti i registratori.

Nella seconda parte della lezione abbiamo riletto la storia di Enea e Didone, ciascuno impersonando il suo personaggio. Isabella ha ricevuto un piccolo monologo da inserire tra le battute di Didone. La storia di chiude con il suicidio della regina, le cui ultime azioni sono nascoste alla vista del pubblico dal coro, che si stringe intorno a lei proprio come i petali di un fiore che si chiude.

06.11.06

Lo script della "Schiusa"

Visto che quest'anno il testo in più punti non è proprio immediatamente comprensibile, ho pensato di trascrivere l'originale di Gianni arricchendolo con note esplicative che chiariscono i passaggi più oscuri, specie quando si fa riferimento a miti poco noti o si usano termini poco diffusi nel linguaggio moderno.

Inoltre ho inserito un po' di foto di opere (dipinti, sculture, incisioni ecc.) che raffigurano le storie e i personaggi mitici della "Schiusa". Sarà più facile immaginare certe situazioni, per noi così lontane, attraverso gli occhi di artisti del passato.

Il copione della "Schiusa", edizione Saggiattore, si può scaricare qui: La schiusa del fiore (PDF, 10.1 MB).

Naturalmente nelle prossime settimane andrò avanti ad aggiornare il testo con tutte le modifiche che saranno apportare man mano, e magari aggiungerò altro materiale di contorno. A questo proposito: se avete suggerimenti o materiale da contribuire, lasciate un commento!

Le metamorfosi dello spazio

Oggi abbiamo provato alcune soluzioni per dare movimento allo spazio. Per esempio, se il coro è schierato davanti e forma una barriera, mentre la scena si svolge dietro, come si fa a creare l'effetto che il pubblico possa scavalcare la barriera? La soluzione di Gianni: il coro si sposta in fondo e si mette di spalle, dando appunto l'impressione di un ribaltamento della prospettiva.

Abbiamo anche provato un esempio concreto: all'inizio della battaglia tra Ulisse e i Proci, il coro è davanti e forma come una grata (la cui forma è ricordata intrecciando le mani davanti al viso). Poi a un certo punto il coro indietreggia, e la battaglia si sposta davanti d'improvviso con un saltello dei combattenti. Nel provare la battaglia abbiamo ripassato il gesto combinato affonda-la-lancia-e-scaglia-la-freccia già visto la volta scorsa.

Poi abbiamo anche eseguito nuovamente il passo saltellante introdotto qualche lezione fa (che non credo di avere ancora capito del tutto, anche perché, guardando i miei compagni, mi è sembrato che ognuno avesse una sua versione personale).

Gianni ha brevemente spiegato le sue idee per i costumi. I membri del coro indosseranno sempre una tunica azzurra o marrone. Per gli altri personaggi bisognerà fare delle proposte, ma anche qui bisognerà alla fine studiare delle tuniche o delle stoffe drappeggiate, magari partendo anche da semplici lenzuola. Per le donne sarà più facile creare i diversi personaggi ricorrendo agli accessori e alla pettinatura. Tutti saremo a piedi scalzi.

È stato chiarito che Katia interpreterà Bauci e Cinzia sarà Persefone nella scena della contesa di Adone con Venere.

Abbiamo letto il testo della storia di Bauci e Filemone: io sarò il satiro Sileno e Giorgio sarà Mida. I due si imbattono in questi due alberi di forma umana, che però dapprima saranno invisibili. Poi partirà una musica, sulle cui note Bauci e Filemone (ossia Alessandro e Katia) attraverseranno la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, per poi trasformarsi in alberi proprio nel punto in cui Mida e Sileno li avevano già visti prima. Il brano che Gianni vuole usare per questa scena è parso a tutti molto adatto ed assai emozionante.

Abbiamo letto anche la storia conclusiva, quella di Ulisse che torna da Penelope. Qui Roby dovrà lavorare per impersonare dapprima l'Ulisse vecchio e debole che si presenta a corte sotto mentite spoglie; e poi l'Ulisse vigoroso guerriero che sbaraglia i Proci e si riappropria della sua casa.

Prima di lasciarci, Gianni ci ha spiegato come saranno disposte le colonne nelle prime scene, e come si sposteranno dando luogo a vere e proprie metamorfosi dello spazio. All'inizio, durante la cosmogonia, saranno raggruppate e coperte con un drappo rosso; durante la stora di Mirra, creeranno i due ambienti distinti della stanza di Cinira e di quella di Mirra; poi tre su cinque saranno portate fuori scena per rappresentare Cinira che insegue Mirra dopo aver scoperto la tremenda verità, fino alla nascita di Adone, alla lite tra Venere e Persefone per prenderlo con sé, e alla morte dello stesso Adone per causa di Marte-Roby, trasformatosi in cinghiale.

Giovedì torneremo all'inizio del testo e lavoreremo sulle prime scene. Io terrò aggiornato il testo con tutte le correzioni e le modifiche.

09.11.06

La nascita degli uomini

Gianni ci informa che il 14 e 18 dicembre non ci sarà. Probabilmente recupereremo una lezione martedì 12 dicembre, e l'altra in data da stabilire.

Sono stati definitivamente chiariti i ruoli di Apollo (sarà Alessandro), Dafne (Jale), Deucalione (Luke) e Pirra (Katia). A cadere in terra trasformandosi da sassi in esseri umani saranno, nell'ordine, Cinzia, Patrizia, Isa e la stessa Katia (che dopo essere passata come Pirra si riciclerà rapidamente come sasso). Le quattro fanciulle, benché variamente acciaccate, si presteranno volentieri al periglioso gesto atletico.


Rialzatesi, Cinzia, Patrizia, Isa e Katia si dispongono ai quattri angoli dello spazio e cominciano a saltellare sul posto (rappresentano le diverse civiltà che si sviluppano, ciascuna al proprio ritmo). Poi si spostano in diagonale verso il centro, dove si incontrano e cominciano a ruotare, collegate per le braccia, che sono estese davanti a sé.

Successivamente, con otto passi tornano ai quattro angoli, e a ritmo di musica si scambiano le posizioni scorrendo lungo i lati di un quadrato. Al momento giusto, individuato grazie alla musica, si trasformano in alberi, e allora entrano dai lati Giorgio e Roberto, e da dietro Luke e Vcz, che si uniscono a loro per formare il bosco. Poi appare Jale (Dafne) che scappa tra gli alberi inseguita da Apollo (Ale). Poi Giorgio e Roberto si portano davanti al centro e si mettono uno accanto all'altro a quattro zampe. Jale sale sulla loro schiena in ginocchio, apre le braccia e "vola" - imitata da tutti gli altri (tranne Ale), che da alberi diventano angeli. Infine Jale salta giù, Giorgio e Roberto rotolando via verso l'esterno, e anche tutti gli altri rotolano a terra. Poi ci si rimette tutti in piedi e si fa prima la danza forsennata col passetto saltellante e poi i robot. Nel frattempo, Ale raggiunge Jale e l'afferra (la posizione esatta è da chiarire, ma Gianni vorrebbe che ricordasse quella della famosa statua del Bernini, di cui una foto è inserita nel copione).

Segue il buio, durante il quale due colonne vengono portate avanti per preparare la scena con Cinira e la nutrice. Quando si riaccendono le luci, incomincia il canto "Vi raccontiamo le storie...".

Gianni ci ha raccomandato di studiare bene i nostri movimenti per evitare accuratamente tutti i gesti moderni a cui siamo abituati, cercando invece di recuperare movenze più antiche. Poi ha lavorato con Cinzia, che declamerà il primo monologo dopo il canto ("Di Mirra è la prima..."), dando degli esempi precisi: Cinzia entra dal fondo e procede lentamente durante il canto, ben dritta e come tirata per l'ombelico; poi raggiunge il suo posto, si pianta bene coi piedi per terra, e recita scandendo bene ogni parola e indicando con gesti precisi delle mani e della testa i vari "personaggi" del suo testo: Mirra, Cinira, Venere.

Abbiamo il compito di cercare, per uno dei nostri personaggi, gesti e movimenti appropriati. Gianni ci ha lasciato qualche minuto per provare subito, ma è chiaro che andremo avanti in una prossima lezione.

Nota: ho aggiornato il copione con le ultime modifiche e ho inserito i riferimenti ai brani musicali associati alle varie scene. Inoltre ho spostato il materiale fotografico tutto alla fine, in modo da non interrompere di continuo il testo vero e proprio.

13.11.06

Le sculture di Boccioni

Stasera Gianni ci ha proposto un esercizio in cui, con movimenti ritmati delle braccia, e tenendo un bastone, si rappresenta lo scorrere del tempo. Non è ancora chiaro dove questa figura sarà inserita nello spettacolo; è chiaro, invece, che è piuttosto difficile da eseguire in gruppo, perché bisogna sincronizzarsi bene.


Poi abbiamo provato tutta la prima parte del lavoro, inclusa la parte iniziale con la nascita dell'universo e dei mostri. Ecco la sequenza:

  • in cerchio respiriamo con facendo oscillare le braccia, unite verso il centro, come fosse un battito cardiaco, con movimento sempre più ampio, finché, alla quinta volta, le braccia rimangono in alto e il cerchio si separa in un'esplosione: è il big bang;
  • le galassie si espandono, muovendosi lentamente con moto circolare...
  • ... e poi si contraggono nuovamente in un agglomerato informe...
  • ... da cui nascono i mostri (che interpretiamo a coppie);
  • in formazione da mostri, recitiamo il primo coro: "In principio fu il Caos...";
  • durante la seconda parte del coro ("Nacquero gli dèi...") i mostri si separano e ci si dirige a formare due file da cinque contrapposte;
  • parte il rumore delle onde;
  • poi, quando inizia la musica, si forma il cerchio, si indossano le maschere, e nascono gli dèi;
  • a ritmo di musica si gira e ci si ferma nell'atteggiamento caratteristico di ciascun dio;
  • terminata la musica, fermi ma sempre in cerchio, parte il secondo coro: "Deucalione e Pirra...";
  • poi tutti escono, e rimane solo Patrizia a concludere: "Apollo pitico...";
  • infine Patrizia esce ed entrano invece Luke e Katia nelle vesti di Deucalione e Pirra... e si va avanti.

Terminata la parte con la nascita degli uomini e l'inseguimento di Apollo e Dafne, si esce tutti e arriva il buio. Poi si rientra cantando "Vi raccontiamo le storie..." e si prepara la scena per la storia di Cinira e Mirra. Ale e Vcz spostano una colonna nella zona che sarà la stanza di Mirra. Giorgio e Roberto sistemano il trono di Cinira, poi insieme a Luke spostano due colonne ai lati del trono. Patrizia porta una brocca piena d'acqua, poi esce e rientra con il bacile per il lavaggio dei piedi. Isa, Cinzia e Katia attraversano la scena sbrogliando una matassa di lana purpurea.

Poi tutti escono, e rimangono in scena solo Luke/Cinira, seduto sul suo trono, e Patrizia/Nutrice, che si appresta a lavargli i piedi. Gianni ha lavorato sulle posizioni dei due personaggi: Cinira siede con atteggiamento regale, le mani sulle ginocchia, leggermente piegato in avanti come se stesse per alzarsi. La nutrice, invece, è in ginocchio per terra, con davanti brocca e bacile, e per contrapposizione è piegata all'indietro. Poi anche Jale ha lavorato sulla posizione iniziale di Mirra - presso la quale giungerà presto anche la nutrice.

Gianni ha paragonato queste figure a quelle raffigurate nelle opere di Umberto Boccioni, pittore e scultore italiano, teorico e principale esponente del movimento futurista. Specialmente nelle sue sculture, è sempre centrale l'interazione di un oggetto in movimento con lo spazio circostante. Allo stesso modo, Gianni vuole catturare il movimento dei personaggi in immagini che in realtà sono statiche, imprimendo nel pubblico una sensazione forte e memorabile.

Gianni ha inoltre sottolineato il contrasto tra corpo e viso: quando l'attore si muove con tutto il corpo, allora il viso deve rimanere neutro, quasi maschera inespressiva; quando invece l'attore è fermo, è nel viso che confluisce tutta l'energia.

Abbiamo concluso la lezione con l'esercizio del "pongo": a coppie abbiamo plasmato il nostro compagno, immaginando una posizione caratteristica per uno dei suoi personaggi.

16.11.06

Il movimento statico

Ancora sulle assenze di Gianni: niente lezione i giorni 7, 14 e 18 dicembre. Due saranno recuperate il 5 e il 12 (che sono due martedì); la terza sarà recuperata in data da decidere.

Stasera abbiamo lavorato sulla sequenza della fuga di Mirra, inseguita da Cinira che vuole ucciderla. In questa sequenza faremo uso di due grandi stoffe verdi rettangolari e piuttosto trasparenti: una sarà retta da Giorgio e Roberto, l'altra da Cinzia e Vcz. Quando Patrizia dice "Il padre accoglie nel suo letto impuro il frutto delle sue viscere...", i veli si inseriscono dietro di lei e nascondono la stanza di Cinira dove si sta consumando il fattaccio. Nel frattempo anche la colonna della stanza di Mirra viene portata via: ogni passo che Patrizia fa in avanti, qualcuno (da decidere) ne farà uno indietro reggendo la colonna, in modo da far capire che ci si sta allontanando dal palazzo.

In seguito abbiamo provato la nascita di Adone: Jale/Mirra rimane ferma e si trasforma in albero, e allora Vcz/Adone su mani e piedi viene fuori tra le sue gambe. Jale lentamente si accascia al suolo, e con lo stesso ritmo Vcz si mette in piedi (Adone diventa adulto). Poi Jale esce ed appaiono Venere/Katia Venere/Isabella e Persefone/Cinzia, che si contendono Adone. Riappare il gesto di arrotolare/srotolare: Venere tira a sé il giovane, che si arrotola lungo il braccio di lei; poi Persefone fa lo stesso. Infine arriva Marte/Roberto che uccide Adone ed esce. Allora Adone morente si piega in avanti, mentre le due dee si inarcano all'indietro per la sorpresa ed il dolore - e infine spargono sul corpo esanime di Adone dei petali rossi di anemone (che rappresentano il suo sangue, da cui il mito narra che l'anemone sia appunto nato).

Gianni ci ha letto i suoi appunti sul tema, già discusso la volta scorsa, delle figure in "movimento statico", che non rimangono sempre uguali, ma cambiano ad ogni azione fisica importante. Chi conduce l'azione fa il primo movimento, e l'altro segue. Per trovare queste figure, Gianni ci ha spiegato che per ogni momento occorre isolare un verbo che descrive l'azione principale - e poi modellare la scena intorno a questo verbo. Visto che le scene che rappresentiamo sono spesso molto forti, è difficile trovare nella gestualità quotidiana qualcosa di appropriato: ecco perché ricorriamo a queste figure che sono come scolpite - e che sono destinate a colpire il pubblico e a rimanere impresse nella memoria.

Raccolte queste istruzioni, abbiamo provato a modellare alcune delle nostre scene, prima autonomamente e poi assistiti da Gianni. In particolare abbiamo lavorato sul dialogo tra Giunone e Venere (con qualche problema dovuto alla gran scomodità delle maschere); sul breve combattimento tra Ulisse e Antinoo; sulla scena in cui Mirra confessa il suo segreto alla nutrice; sull'incontro tra Enea e Didone; e sull'inseguimento tra Mida e il satiro Sileno.

20.11.06

La pianola va da sé

Novità di oggi: esercizio in cui bisogna scrivere il proprio nome nell'aria con il gomito, il braccio e infine con la schiena, facendo movimenti ampi con tutto il corpo. Si finisce in pratica per ballare... e chi guarda di certo non capisce che si sta scrivendo. Anche questo esercizio rientra nel lavoro di ricerca di una gestualità non ovvia e lontana dal quotidiano.

(Altra novità di oggi: Rossella con due fantastici ciuffetti. Inoltre SCOOP: Robi immortalato seminudo, per la gioia di tutte le lettrici).

Gianni ha sognato che il coro che avanza compatto in diagonale è troppo semplice, e allora ha pensato di inserire anche un movimento circolare: i poveri malcapitati devono avanzare in diagonale e, allo stesso tempo, ruotare tutti insieme... disegnando una specie di spirale. Le prove non hanno dato per ora risultati particolarmente incoraggianti. Io e Patrizia, che grazie al cielo non siamo parte di questo coro, dovremmo nello stesso tempo trovarci sulla piattaforma girevole, che ruoterà in senso contrario.

Poi ci siamo concentrati sulla scena in cui Enea incoraggia i suoi compagni, dopo il naufragio sulle coste di Cartagine. Ale/Enea inizia in posizione alla Trinity di Matrix (vedi foto), con buona pace del doloretto al ginocchio, mentre i compagni sono in piedi. La scena si conclude in modo contrapposto, con Ale in piedi e i due accovacciati (continua dunque la ricerca dei contrasti).

Enea e i due compagni appaiono al centro della scena. Terminata la loro parte, le luci mettono invece in risalto la parte anteriore, a destra (dove troviamo Venere già pronta) e a sinistra (da dove fa il suo ingresso Giove). Katia e Giorgio hanno provato le loro battute e (soprattutto) i movimenti. Gianni ha raccomandato a Katia di non affievolire la voce alla fine delle battute; poi ha suggerito che Venere, disperata per la sfortuna di Enea e dei suoi, potrebbe reggere in mano un modellino di un relitto di nave. A Giorgio, invece, è stato raccomandato di non far schioccare la bocca nelle pause, come fa di solito.

Di seguito siamo passati al monologo di Giunone, che apre tutta la sequenza. Giunone apparirà esattamente dove si trovava un attimo prima il vecchio cantastorie. Cinzia dovrà muovere la testa come se fosse un unico grande occhio, accentuandone i movimenti, poiché indosserà la maschera. Gianni ha guidato Cinzia nell'interpretazione del suo testo, soprattutto in relazione all'alternanza degli stati d'animo di Giunone.

Poi Gianni ha continuato a lavorare con Cinzia, tornando sul monologo della corifea ("Di Mirra è la prima...") e puntualizzandone ancora con precisione i gesti. La corifea rimane ferma, ma definisce spazi e stati d'animo con gesti e con lo sguardo.

Infine abbiamo lavorato sulla scena di Cecri e la nutrice Euriclea.

(Vi chiederete cosa vuol dire il titolo: "la pianola va da sé". Io non lo so. Chiedetelo a Gianni).

23.11.06

Le particelle (di sodio?)

Stasera Gianni ha esordito con un discorso a sfondo cosmologico - paragonando i personaggi sulla scena a particelle elementari che interagiscono (lo ammetto, di sodio non si è parlato, lo aggiungo io ricalcando un celebre slogan pubblicitario). Sulla base di questa considerazione, ci ha chiesto di lavorare a coppie (eravamo in otto, mancando Giorgio e Cinzia) e di improvvisare una situazione, associando al dialogo delle posizioni e dei movimenti complementari tra loro ma scorrelati dal dialogo stesso. Nell'esecuzione, era importante che fosse sempre uno a condurre, e l'altro a reagire di conseguenza.

Roberto e Patrizia hanno scelto di rappresentare due matti durante l'ora di ricreazione - con la peculiarità che i due non comunicano in alcun modo, e rimangono totalmente estranei.

Isabella e Vincenzo hanno fatto le pulizie, con tanto di imprevisti (campanello che suona, straccio della polvere che non si trova...). Gianni ha commentato che Isa e Vcz hanno utilizzato un ritmo proprio della commedia (che nella Schiusa sarà possibile solo nella scena di Mida e Sileno, l'unica non tragica).

Luke e Katia erano due innamorati che si lasciano. Gianni ha osservato che a volte è mancata chiarezza in chi fosse a condurre il gioco.

Alessandro e Jale sembrava che fossero dottore e paziente. A pochissimi secondi dall'inizio, la paziente Jale si è avventata sul dottor Ale abbracciandolo, e Gianni ha interrotto l'esercizio, spiegando che si sarebbe potuto continuare solo se Ale si fosse subito divincolato con un movimento opposto.

Dopo l'esercizio, Gianni ha ribadito che in tutte le scene gli dèi saranno sempre connotati da un oggetto. Per esempio, Giunone potrebbe avere un bacile trasparente pieno d'acqua in cui galleggiano delle noci (a simboleggiare le fragili imbarcazioni umane in balia dei capricci delle divinità). Isa si è chiesta quale oggetto potrebbe appartenere alla sua Venere quando si rivolge alle parche dopo il dialogo tra Cecri e la nutrice.

Poi abbiamo provato il coro che precede l'arrivo di Enea e dei suoi alla corte di Didone: si tratterà di tre contadini fenici (Jale, Patrizia e Vincenzo) intenti a setacciare del grano. I tre entrano dal fondo, si sistemano davanti sulla parte destra e declamano il testo alternando momenti statici a momenti dinamici, sincronizzandosi anche con il dialogo tra Venere ed Enea, che si svolge mentre loro sono in scena, ma sulla parte sinistra. Entrambe le scene sono ambientate nel bosco, ma pur essendo gli attori fisicamente vicini, le due vicende si svolgono in tempi distinti (i contadini raccontano la vicenda come se fosse accaduta nel passato).

Infine la scena si trasforma: le colonne vengono disposte a triangolo per formare la reggia di Didone, che siede al centro sul trono. Davanti a lei, prostrati, i compagni di Enea, Ilioneo e Diolone. Vicino alla regina, una guardia (Giorgio). Da un lato, Katia, Vcz e Patrizia rappresentano la corte di Didone. Sul fondo, Jale e Cinzia di spalle nascondono Ale/Enea, e si spostano solo in seguito per rivelare l'eroe. La scena termina con la festa.

27.11.06

La contemporaneità

Stasera Rossella si sentiva molto stanca, e allora è andata a casa e ha lasciato a Luke il compito di chiudere tutto alla fine della lezione. Molly, in compenso, era molto vispa, e sembrava attratta da qualunque cosa, vivente o inanimata (Rossella ci ha spiegato che è in calore).

Ho completato le interviste per il primo podcast del Saggiattore, anno secondo! Nei prossimi giorni preparerò la puntata. Ho intervistato anche Gianni che, aspettandoselo, si era perfino preparato qualche appunto!

Gianni ci ha raccontato di suo figlio. Il bimbo, che fa la quinta elementare, ha modellato una statuina che, vista dai due lati, sembra una persona piegata all'indietro che regge un cesto oppure un prigioniero piegato in avanti con le mani legate dietro la schiena. La statuina rappresenta contemporaneamente due realtà diverse (Gianni conta di ottenere un effetto simile in scena con l'uso delle luci e di una maschera).

Sempre pensando a suo figlio, Gianni ci ha fatto riflettere sul fatto che per lui è presente ciò che per noi, più grandi, è passato - il tempo della scuola e dei problemi di matematica. La sua storia, in questo momento, è tale che il suo presente è quello che, per noi, è stato qualche anno fa. Lo stesso accade nel nostro spettacolo: le varie storie sono tutte contemporanee, eppure vivono ciascuna nel suo tempo.

Poiché il movimento del coro che si sposta in diagonale e allo stesso tempo ruota come un tutt'uno non funziona, abbiamo provato una variante in cui i singoli membri ruotano individualmente su se stessi: il risultato è molto buono - ma bisogna imparare a muoversi insieme.

Poi abbiamo provato la scena finale del lavoro: la nave con cui Ulisse riparte da Itaca alla volta delle colonne d'Ercole. Tre di noi saranno ai remi, mentre Katia e Patrizia saranno la poppa e la prua, e Robi sarà l'albero maestro e reggerà la vela. Anche in questo caso l'immagine funziona ed è molto suggestiva.

Dalla fine siamo tornati all'inizio, e abbiamo provato tutta la sequenza iniziale.

Infine abbiamo ancora rivisto la scena di Cinira con la nutrice e quella dell'arrivo di Enea alla corte di Didone. Gianni ha rifinito posizioni e spostamenti.

L'angolo di Ale. Sapete quale dio abbiamo dimenticato di mettere in scena? CALFORT, il dio del calcare, che si aggira per l'Olimpo con potenti saponi e smacchia senza alone vetri e rubinetti.

L'angolo di Ale 2. Quando Enea si siede sul trono di Didone: TRONO, NON CI SONO PARAGONO :-)

30.11.06

La canzone di Didone

Oggi Gianni ci ha portato le strofe di una canzone che sarà inserita alla morte di Didone, quando le ancelle si stringono intorno al corpo della regina morente. Patrizia canterà gli assoli, e il resto delle ancelle (Jale, Katia e Cinzia) canteranno le parti corali. Le note sono tratte dal brano 12 del CD "Mythos", che si intitola "Poseidon". [Ho aggiornato il copione con la nuova sezione, vedere pag. 24.]

Clicca qui per ascoltare La canzone di Didone interpretata da Gianni.

Lo stesso brano (ma nella versione del CD, appunto) sarà il sottofondo musicale della parte finale del lavoro. Durante la parte iniziale, suonata al pianoforte, verrà sistemata la scena e formata la nave; durante la parte successiva, coi violini, la nave partirà, mentre quattro dèi ruoteranno sulla piattaforma reggendo delle stelle filanti accese.

Gianni ci ha spiegato che questo finale, così didascalico, in cui i simboli lasciano spazio a una rappresentazione realistica, è possibile solo perché si tratta appunto del finale, del momento in cui si ripristina la quotidianità. Dopo questa scena si può solo chiudere il sipario.

Nella seconda parte della lezione abbiamo provato ancora le varie scene di Cinira, Cecri, Mirra e la nutrice. Nel frattempo, separatamente, Giorgio e Vcz studiavano movimenti e posizioni per il dialogo tra Mida e Sileno. Il risultato è che questa scena è l'unica non tragica del lavoro: Gianni l'ha definita un piccolo assaggio di commedia dell'arte, specie nella parte in cui Mida e Sileno si scambiano le battute nascondendosi ai due lati dell'albero formato da Bauci e Filemone (Katia e Ale).

Il lavoro comincia a prendere forma! Stasera mi ha colpito in particolare Jale/Mirra, il cui dialogo con la nutrice è molto suggestivo già allo stato attuale.

Prima di andare a casa, Rossella ci ha annunciato che la sera del 13 dicembre ci sarà un aperitivo prenatalizio per tutti gli studenti di Campo.

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