Sono tutta la settimana a New York per lavoro e sono quindi costretto (a malincuore) a saltare due lezioni. Per fortuna Luke si è gentilmente offerto di compilare il consueto resoconto al mio posto. Dalla mia stanzetta di albergo ricevo e doverosamente pubblico.
La lezione è cominciata con la consegna del testo del lavoro. La curiosità nel gruppo non è mancata, ma Gianni ci ha lasciato leggere solo metà della prima pagina e poi ci ha fatto iniziare gli esercizi. Prima ci siamo messi tutti in cerchio e, tenendoci la mano e quindi sorreggendoci l’un l’altro con le braccia tese, abbiamo fatto andare avanti e indietro i nostri corpi senza perdere l’equilibrio e senza farlo perdere ai compagni vicini. In seguito abbiamo ripetuto l’esercizio con l’aggiunta della respirazione: dovevamo inspirare quando ci si tendeva all’indietro e poi espirare quando ci si portava in avanti. Gianni ci ha esortato a pensare al mare, imitandone il suono col respiro.
Poi abbiamo fatto degli esercizi di emissione vocale: dapprima la vocale A emessa senza consumare tutto il fiato; poi ancora la A ma in modo più secco - quasi come un piccolo urlo. Finito l’esercizio il cerchio si è disgregato ed ognuno doveva camminare nello spazio - prima normalmente; poi ruotando la spalla destra in avanti; poi contemporaneamente la spalla sinistra all’indietro e il collo - tre parti del corpo che si muovevano nello stesso tempo mentre camminavamo nello spazio.
A questo punto Gianni ci ha fatto fare due esercizi sulla gravità: prima camminare nello spazio come se non ci fosse gravità (come astronauti!); poi singolarmente ha chiesto ad ognuno di noi di cadere come se la gravita ci schiacciasse - sembravamo svenire uno dopo l’altro!
Terminati gli esercizi, abbiamo mostrato al nostro regista i personaggi che avevamo il compito di preparare a casa. Gianni ha detto a Luke di tenere solo la corona di Nettuno e di lasciare il mantello e il tridente; anche a Cinzia, che impersonava Diana, la dea della caccia, ha chiesto di tenere solo la coroncina di foglie e di lasciare l’arco e la freccia. Ad Isabella, che interpretava Venere, Gianni ha chiesto di camminare in modo più sensuale; a Giorgio, che interpretava Vulcano, di zoppicare di più; ad Alessandro, che interpretava Bacco, di camminare in modo più sciolto e ritmato.
Gianni ci ha poi concesso cinque minuti per trovare un modo di camminare da personaggi e poi una posizione statuaria. Poi ci ha fatto camminare in cerchio nei modi inventati da ciascuno - ed al suo battito di mani dovevamo assumere la posizione statuaria. In seguito abbiamo ascoltato alcune musiche che probabilmente saranno usate nello spettacolo.
Dopo il breve ascolto abbiamo ripreso con la respirazione in cerchio - questa volta con le braccia tese verso il centro, piegando un po’ le ginocchia e con la testa bassa tra le braccia. Respirando sembrava che nel mezzo del cerchio si gonfiasse qualcosa fino ad arrivare a farlo esplodere.
Gianni ci ha spiegato che, secondo la mitologia greca, gli uomini e le donne sono nati da pietre lanciate dagli dèi che cadendo si trasformavano in esseri umani. Allora il nostro regista ha chiesto ad ognuno di noi di immaginare di essere lanciati e di cadere per terra, trasformandosi da pietre in esseri umani. Poi Gianni ci ha fatto vedere come correre sul posto dapprima piano e poi più veloce, quindi ha preso cinque di noi e, unendo la corsa sul posto con il lavoro delle ginocchia all’esercizio della respirazione a braccia tese e testa bassa con le mani nel mezzo, ha fatto in modo che i cinque rappresentassero una stella. Correndo sul posto la stella girava in senso orario.
Gianni ci ha spiegato che, anche se il pubblico non capirà del tutto le danze o i movimenti corporei, capirà comunque lo spettacolo da ciò che prima viene cantato e poi detto.
Per la prossima volta abbiamo il compito di leggere il testo datoci stasera, che comunque sarà soggetto a cambiamenti continui come è normale che sia durante un percorso lavorativo di questo genere. I ruoli non sono ancora stati svelati - li conosceremo a tempo debito.
Luke