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I sogni e il teatro

Oggi abbiamo sperimentato l'uso di due grosse stoffe trasparenti: a coppie ne reggevamo le due estremità, e poi a turno ci arrotolavamo dentro la stoffa e poi ci srotolavamo. Gianni vuole usare questo espediente per dare l'idea di uno spazio complesso e in rapido cambiamento, come un labirinto.

Riposte le stoffe, ci siamo disposti a triangolo, in quattro file da quattro, tre, due e uno, e abbiamo imparato a muoverci tutti insieme, mantenendo sincronizzato il respiro - quando saremo tutti insieme coro dovremo saperci muovere come un corpo unico.

Poi abbiamo riprovato la sequenza iniziale: "vulcano", big-bang, galassie, mostri, primo coro, ferro di cavallo, mare, cerchio degli dèi e corifea (Patrizia). Abbiamo cambiato leggermente l'ordine del cerchio, per evitare che dèi che eseguono gesti simili siano troppo vicini: e così ora io sono subito dietro Patrizia.

Seduti in cerchio, Gianni ci ha letto alcuni suoi appunti sul rapporto tra sogni e teatro. Le due cose hanno molti punti in comune: per esempio, in entrambi i contesti è molto comune l'uso di simboli e metafore, che in entrambi i casi sono soggetto di interpretazione. Gianni ha sottolineato che quest'anno dobbiamo trasportarci in questa dimensione onirica molto più che l'anno scorso, perché lavoriamo con l'invenzione pura - dove l'ingenuità e la spontaneità contano molto.

Gianni ha chiesto a chi ha letto il testo di esprimere qualche opinione. Cinzia ha detto che, provenendo da esperienze in cui l'improvvisazione contava moltissimo, è un po' spaventata di fronte a un testo così "fermo" e dal linguaggio così difficile. Gianni ha suggerito che, per ricordare un testo complicato, è una buona strategia quella di associarne ogni porzione a delle azioni ben precise che sarà impossibile trascurare.

Successivamente abbiamo cominciato a imparare la melodia di due strofe che andranno cantate: "Vi raccontiamo le storie / di gente perduta nel tempo...". Il sound è un po' medievale (Gianni ha spiegato che i miti classici erano molto popolari nel medioevo) e nel complesso è piuttosto malinconica.

Poi Gianni ha assegnato dei ruoli temporanei (a Patrizia, Giorgio, Jale, Katia e Cinzia) e abbiamo letto il testo dell'episodio di Mirra - seguito dal monologo sulla morte di Priamo (assegnato a me). Il linguaggio del monologo, in particolare, è risultato di difficile comprensione, e Gianni ci ha spiegato il significato delle espressioni più ostiche.

Infine, finalmente, Gianni ha rivelato i ruoli di ciascuno - e si è scoperto che quelli appena interpretati, in fondo, non erano per nulla temporanei. Ecco interpreti e personaggi:

  • Roby: Ulisse, Ilioneo, coreuta
  • Vcz: vecchio cantastorie, Mercurio, Sileno, Adone
  • Ale: Enea, Filemone, Telemaco
  • Luke: Cinira, Antinoo, Diolone
  • Giorgio: Giove, Mida, Eumeo
  • Isa: Didone, nutrice con Penelope, Atena
  • Patrizia: Penelope, nutrice con Cinira, corifea
  • Katia: Venere, Cecri, Bauci, Giunone, Persefone
  • Jale: Mirra, Venere e coreuta
  • Cinzia: Bauci, Persefone, Giunone, Atena

Alcuni ruoli sono ripetuti perché non è ancora sicuro a chi saranno assegnati.

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 26.10.06, ore 23:43.

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