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Archivio di Ottobre 2006

12.10.06

I sapori dell'antica Grecia

Si ricomincia! Quest'anno ci si vede lunedì e giovedì, dalle 20:30 alle 22:30. Il regista è sempre Gianni Lamanna, e la compagnia si è arricchita di un nuovo elemento: Cinzia.

Per il primo incontro Gianni ci ha accolto con una tavola imbandita: olive, ricotta, formaggio di pecora, miele, noci, fichi e vino - per far rivivere gli antichi sapori del mondo dell'antica Grecia, le cui storie e i cui miti porteremo in scena quest'anno.

Durante il pasto, Gianni ci ha illustrato il suo nuovo progetto. Lo spettacolo si chiamerà La schiusa del fiore, e sarà un dramma pastorale incentrato su quattro storie d'amore tratte dalla mitologia greca: l'amore colpevole di Mirra per suo padre; l'amore negato di Didone per Enea; l'amore eterno tra Bauci e Filemone; e infine l'amore ritrovato di Penelope per Ulisse. Sullo sfondo di tutte queste storie, la guerra di Troia. Le storie sono tratte dalle Metamorfosi di Ovidio e dai miti classici raccontati nei grandi poemi epici: l'Iliade, l'Odissea e l'Eneide.

Gianni ha spiegato che intende creare in scena degli spazi simbolici, collocando al centro una macina girevole e disponendo intorno cinque colonne doriche in modi diversi a seconda dei momenti, in modo da trasformare lo spazio da una scena all'altra.

Ciascun attore dovrà interpretare diversi personaggi - e alcuni di questi personaggi saranno le divinità greche. Gli dèi saranno rappresentati con delle maschere che Gianni ha raccontato di essersi fatto preparare da un artigiano veneziano. Gli attori prenderanno anche parte al coro - dovremo quindi imparare a muoverci e a parlare insieme. Alcune parti del testo del coro saranno anche cantate.

Le quattro storie saranno rappresentate in modi diversi - e la stessa storia sarà raccontata da diverse angolazioni e con tecniche diverse. Per esempio, il coro potrebbe introdurre una storia in versi; poi la storia potrebbe essere rappresentata con dialoghi in prosa, e commentata dal coro cantando. In questo modo, si creeranno diversi possibili livelli di fruizione, e anche per lo spettatore che non conosce i miti greci sarà possibile comprendere la storia e godere dello spettacolo. Gianni ha raccontato che, per essere sicuro che lo spettacolo sia accessibile a tutti, ha costretto un suo amico che fa il portinaio ad ascoltare tutto il testo!

La prossima volta il nostro regista porterà una lira pentacorde - che ci ispirerà con il suo suono. Inoltre bisognerà fare uno studio sui costumi, specialmente per quanto riguarda i colori (Gianni ci ha spiegato che esistono degli abbinamenti classici, per cui lo scarlatto è il colore dei giovani, per esempio, o il celeste delle donne attempate).

Abbiamo un compito per il prossimo incontro: scegliere ciascuno un dio greco e impersonarlo. Roby sarà Marte; Katia sarà Demetra; Luke sarà Nettuno; Ale sarà Bacco; Jale sarà Era; Cinzia sarà Diana; Vcz sarà Eros; Giorgio sarà Vulcano; ed è stato deciso che Isa, che stasera non era presente, dovrà preparare Afrodite.

Rossella ci ha ricordato che quest'anno si faranno due weekend di lavoro a Sommascona: il 20-21 gennaio e il 10-11 marzo. Le date previste per gli spettacoli al momento sono: venerdì 23 marzo all'Excelsior di Chiasso; lunedì 2 aprile al Nuovostudiofoce a Lugano; e domenica 23 marzo o sabato 31 marzo in una sala da decidere.

Jale, la cui mascella non si è arrestata un attimo per tutta la sera, è andata via stringendo saldamente sotto il braccio un enorme pacco di patatine alla paprika di cui, inspiegabilmente, Rossella ha voluto liberarsi.

16.10.06

Il rumore del mare

Sono tutta la settimana a New York per lavoro e sono quindi costretto (a malincuore) a saltare due lezioni. Per fortuna Luke si è gentilmente offerto di compilare il consueto resoconto al mio posto. Dalla mia stanzetta di albergo ricevo e doverosamente pubblico.

Seconda lezione di Progetto Studio, assenti Vincenzo e Jale.

La lezione è cominciata con la consegna del testo del lavoro. La curiosità nel gruppo non è mancata, ma Gianni ci ha lasciato leggere solo metà della prima pagina e poi ci ha fatto iniziare gli esercizi. Prima ci siamo messi tutti in cerchio e, tenendoci la mano e quindi sorreggendoci l’un l’altro con le braccia tese, abbiamo fatto andare avanti e indietro i nostri corpi senza perdere l’equilibrio e senza farlo perdere ai compagni vicini. In seguito abbiamo ripetuto l’esercizio con l’aggiunta della respirazione: dovevamo inspirare quando ci si tendeva all’indietro e poi espirare quando ci si portava in avanti. Gianni ci ha esortato a pensare al mare, imitandone il suono col respiro.

Poi abbiamo fatto degli esercizi di emissione vocale: dapprima la vocale A emessa senza consumare tutto il fiato; poi ancora la A ma in modo più secco - quasi come un piccolo urlo. Finito l’esercizio il cerchio si è disgregato ed ognuno doveva camminare nello spazio - prima normalmente; poi ruotando la spalla destra in avanti; poi contemporaneamente la spalla sinistra all’indietro e il collo - tre parti del corpo che si muovevano nello stesso tempo mentre camminavamo nello spazio.

A questo punto Gianni ci ha fatto fare due esercizi sulla gravità: prima camminare nello spazio come se non ci fosse gravità (come astronauti!); poi singolarmente ha chiesto ad ognuno di noi di cadere come se la gravita ci schiacciasse - sembravamo svenire uno dopo l’altro!

Terminati gli esercizi, abbiamo mostrato al nostro regista i personaggi che avevamo il compito di preparare a casa. Gianni ha detto a Luke di tenere solo la corona di Nettuno e di lasciare il mantello e il tridente; anche a Cinzia, che impersonava Diana, la dea della caccia, ha chiesto di tenere solo la coroncina di foglie e di lasciare l’arco e la freccia. Ad Isabella, che interpretava Venere, Gianni ha chiesto di camminare in modo più sensuale; a Giorgio, che interpretava Vulcano, di zoppicare di più; ad Alessandro, che interpretava Bacco, di camminare in modo più sciolto e ritmato.

Gianni ci ha poi concesso cinque minuti per trovare un modo di camminare da personaggi e poi una posizione statuaria. Poi ci ha fatto camminare in cerchio nei modi inventati da ciascuno - ed al suo battito di mani dovevamo assumere la posizione statuaria. In seguito abbiamo ascoltato alcune musiche che probabilmente saranno usate nello spettacolo.

Dopo il breve ascolto abbiamo ripreso con la respirazione in cerchio - questa volta con le braccia tese verso il centro, piegando un po’ le ginocchia e con la testa bassa tra le braccia. Respirando sembrava che nel mezzo del cerchio si gonfiasse qualcosa fino ad arrivare a farlo esplodere.

Gianni ci ha spiegato che, secondo la mitologia greca, gli uomini e le donne sono nati da pietre lanciate dagli dèi che cadendo si trasformavano in esseri umani. Allora il nostro regista ha chiesto ad ognuno di noi di immaginare di essere lanciati e di cadere per terra, trasformandosi da pietre in esseri umani. Poi Gianni ci ha fatto vedere come correre sul posto dapprima piano e poi più veloce, quindi ha preso cinque di noi e, unendo la corsa sul posto con il lavoro delle ginocchia all’esercizio della respirazione a braccia tese e testa bassa con le mani nel mezzo, ha fatto in modo che i cinque rappresentassero una stella. Correndo sul posto la stella girava in senso orario.

Gianni ci ha spiegato che, anche se il pubblico non capirà del tutto le danze o i movimenti corporei, capirà comunque lo spettacolo da ciò che prima viene cantato e poi detto.

Per la prossima volta abbiamo il compito di leggere il testo datoci stasera, che comunque sarà soggetto a cambiamenti continui come è normale che sia durante un percorso lavorativo di questo genere. I ruoli non sono ancora stati svelati - li conosceremo a tempo debito.

Luke

19.10.06

I mostri della genesi

Anche stasera ricevo e pubblico il resoconto di Luke. Il mio viaggio è quasi terminato, e da lunedì sarò nuovamente a lezione. Spero di riuscire a recuperare in fretta il tempo perduto!

La lezione di stasera è cominciata con il consueto riscaldamento: Gianni ci ha consigliato di riscaldarci bene perché la lezione sarebbe stata fisicamente impegnativa. Dopo il riscaldamento siamo passati ad un lavoro coreografico basato su passi di movimento e danza che coinvolgevano gambe e piedi. Abbiamo avuto qualche difficoltà a seguire Gianni già nei passi base, che si sono poi trasformati in un ballo frenetico. Gianni ci ha spiegato che questa coreografia fa parte della genesi - cioè l’inizio dello spettacolo.

Dopo un attimo di riposo, Gianni ci ha fatto interagire con lo spazio occupato dalle cinque colonne (per ora solo immaginarie e rappresentate da altrettanti secchi - ma Roberto ci sta già lavorando). Il nostro regista ha chiesto ad ognuno di noi di cambiare lo spazio spostando le colonne - così uno alla volta abbiamo spostato quattro colonne a piacimento (la quinta colonna non si doveva spostare perché era fissa nello spazio). Questo esercizio serve a farci capire che può bastare un minimo spostamento di una o più colonne (o di uno degli attori) per far capire al pubblico che ci si trova in due spazi diversi, come per esempio dentro o fuori un palazzo.

Poi abbiamo formato delle coppie. Ogni coppia aveva il compito di creare due mostri (uno che potesse muoversi e l’altro fermo): i mostri che durante la genesi pian piano si dividono e trasformano in dèi. Gianni ha spiegato che è normale per noi immaginare che le forme create con le coppie riportino ad un immaginario erotico, ma ha sottolineato il fatto che è un erotico non volgare.

Siamo poi tornati alla musica e alle coreografie provate la volta scorsa: con la musica trasformarci in angeli, poi in aerei - e successivamente unire la danza volteggiante provata all’inizio della lezione, come se fosse appunto il caos prima della genesi. Successivamente ci siamo uniti tutti in cerchio nel modo provato lunedì sera - cioè con le braccia tese in avanti, la testa bassa tra le braccia e le mani al centro - e abbiamo ripetuto la respirazione in gruppo e l'effetto del cerchio che si gonfia fino ad esplodere. Poi il cerchio si disgrega, ci si dispone a semicerchio con passi pesanti (come andare sulla Luna) e si respira emulando il rumore del mare.

Gianni ci ha consegnato un foglio con due canti - il primo da recitare mentre diamo vita ai mostri della genesi, il secondo mentre siamo in cerchio, inizialmente tutti in coro e poi solo Patrizia. Mentre è solo Patrizia a cantare, gli altri uscendo dal cerchio buttano delle pietre alle loro spalle: la creazione degli uomini! (Tutto questo viene aggiunto alla prima pagina del testo prima del prologo).

Prima di andare, Gianni ci ha fatto provare il canto che segue il prologo,cercando di farcelo cantare tutti in coro e spiegandoci le intonazioni da usare.

Luke.

23.10.06

In principio fu il caos

Oggi abbiamo iniziato descrivendo quadrati e cerchi immaginari con la sommità del cranio, la punta del naso, il mento, le orecchie, le spalle, lo sterno, il bacino, le ginocchia e l'alluce. Ben sciolti, ci siamo subito trasformati in costellazioni, con movimenti circolari lenti e "densi", mentre mani e testa a loro volta si muovevano come pianeti o stelle indipendenti. Per darci un'idea dell'evoluzione delle stelle, Gianni ci ha mostrato delle illustrazioni tratte da un numero di Newton.

Questo ci servirà per la parte iniziale del lavoro, in cui presenteremo la cosmogonia - ovvero la nascita dell'universo. Lo spettacolo si aprirà infatti con il big bang, dopo del quale saremo tutti corpi celesti in movimento - per poi unirci in coppia e formare i mostri, in posizioni più o meno comode (Gianni ci ha anche sistemato tutti per bene nello spazio).

I mostri reciteranno il primo coro ("In principio fu il caos...") e daranno poi vita agli dèi. Per impersonare gli dèi indosseremo tutti qualcosa in testa - un elmo, delle foglie, un grappolino d'uva, o addirittura una parrucca bionda nel caso di Cupido.

Gli dèi formano un cerchio e, sulle note di una musica, ruotano ed eseguono ciascuno il proprio gesto caratteristico (sistemarsi i capelli, scoccare una freccia, forgiare una spada, eccetera), rimanendo periodicamente immobili come statue.

Poi Deucalione e Pirra daranno vita agli uomini lanciando dei sassi alle proprie spalle ("dopo il diluvio, trassero dai loro fardelli pietre...") che si trasformeranno, appunto, in uomini (impersoneremo anche le pietre, cadendo a terra con un tonfo, e diventando umani).

Infine sarà presentato il mito di Apollo e Dafne: io a Ale saremo carponi e Jale, che impersonerà Dafne, sarà in ginocchio sopra di noi (speriamo che Jale non prenda peso nei prossimi mesi!), e fuggirà volando da Apollo che la insegue e che infine riuscirà a raggiungerla e la prenderà in braccio.

Alla fine della lezione Rossella ci ha consegnato uno dei suoi mitici foglietti con le scadenze delle varie rate.

Questa era per me la prima lezione sul nuovo pavimento... molto molto meglio del vecchio linoleum!

26.10.06

I sogni e il teatro

Oggi abbiamo sperimentato l'uso di due grosse stoffe trasparenti: a coppie ne reggevamo le due estremità, e poi a turno ci arrotolavamo dentro la stoffa e poi ci srotolavamo. Gianni vuole usare questo espediente per dare l'idea di uno spazio complesso e in rapido cambiamento, come un labirinto.

Riposte le stoffe, ci siamo disposti a triangolo, in quattro file da quattro, tre, due e uno, e abbiamo imparato a muoverci tutti insieme, mantenendo sincronizzato il respiro - quando saremo tutti insieme coro dovremo saperci muovere come un corpo unico.

Poi abbiamo riprovato la sequenza iniziale: "vulcano", big-bang, galassie, mostri, primo coro, ferro di cavallo, mare, cerchio degli dèi e corifea (Patrizia). Abbiamo cambiato leggermente l'ordine del cerchio, per evitare che dèi che eseguono gesti simili siano troppo vicini: e così ora io sono subito dietro Patrizia.

Seduti in cerchio, Gianni ci ha letto alcuni suoi appunti sul rapporto tra sogni e teatro. Le due cose hanno molti punti in comune: per esempio, in entrambi i contesti è molto comune l'uso di simboli e metafore, che in entrambi i casi sono soggetto di interpretazione. Gianni ha sottolineato che quest'anno dobbiamo trasportarci in questa dimensione onirica molto più che l'anno scorso, perché lavoriamo con l'invenzione pura - dove l'ingenuità e la spontaneità contano molto.

Gianni ha chiesto a chi ha letto il testo di esprimere qualche opinione. Cinzia ha detto che, provenendo da esperienze in cui l'improvvisazione contava moltissimo, è un po' spaventata di fronte a un testo così "fermo" e dal linguaggio così difficile. Gianni ha suggerito che, per ricordare un testo complicato, è una buona strategia quella di associarne ogni porzione a delle azioni ben precise che sarà impossibile trascurare.

Successivamente abbiamo cominciato a imparare la melodia di due strofe che andranno cantate: "Vi raccontiamo le storie / di gente perduta nel tempo...". Il sound è un po' medievale (Gianni ha spiegato che i miti classici erano molto popolari nel medioevo) e nel complesso è piuttosto malinconica.

Poi Gianni ha assegnato dei ruoli temporanei (a Patrizia, Giorgio, Jale, Katia e Cinzia) e abbiamo letto il testo dell'episodio di Mirra - seguito dal monologo sulla morte di Priamo (assegnato a me). Il linguaggio del monologo, in particolare, è risultato di difficile comprensione, e Gianni ci ha spiegato il significato delle espressioni più ostiche.

Infine, finalmente, Gianni ha rivelato i ruoli di ciascuno - e si è scoperto che quelli appena interpretati, in fondo, non erano per nulla temporanei. Ecco interpreti e personaggi:

  • Roby: Ulisse, Ilioneo, coreuta
  • Vcz: vecchio cantastorie, Mercurio, Sileno, Adone
  • Ale: Enea, Filemone, Telemaco
  • Luke: Cinira, Antinoo, Diolone
  • Giorgio: Giove, Mida, Eumeo
  • Isa: Didone, nutrice con Penelope, Atena
  • Patrizia: Penelope, nutrice con Cinira, corifea
  • Katia: Venere, Cecri, Bauci, Giunone, Persefone
  • Jale: Mirra, Venere e coreuta
  • Cinzia: Bauci, Persefone, Giunone, Atena

Alcuni ruoli sono ripetuti perché non è ancora sicuro a chi saranno assegnati.

30.10.06

Le colonne e le maschere

Roby ha portato una prima proposta di colonne per la scena della Schiusa. Le colonne saranno in tutto cinque e serviranno a creare i vari spazi in cui si svolgerà il lavoro.

Dopo il riscaldamento abbiamo provato un passo "saltellante" che poi entrerà a far parte di una delle coreografie. Poi, per rappresentare il tempo, ci siamo trasformati in lancette di orologi; quando le braccia compiono un giro completo intorno al corpo, allora una gamba prende il posto dell'altra, che viene sospinta più lontano.

Gianni ha portato due flauti - uno più piccolo e uno più grande, e li ha suonati contemporaneamente, per simulare l'aulos (in greco ?????), antico strumento a fiato caratterizzato da note un po' dissonanti. Poi, da una valigetta, Gianni ha estratto una piccola lira; mentre la suonava, ci ha chiesto di muoverci nello spazio nei modi che il suono dello strumento ci suggeriva. Alla fine, ha chiesto a tutti noi di descrivere, con due verbi, le azioni che lo strumento aveva evocato. Prima di passare ad altro, il nostro regista ci ha chiesto di ricordare queste sensazioni, perché poi ci saranno utili.

La lira sarà probabilmente suonata da Patrizia durante il monologo della morte di Priamo.

Oggi abbiamo visto per la prima volta le maschere. Gianni ci ha anche fatto provare ad indossarle: Katia e Isa hanno provato la maschera di Venere; Jale quella di Giunone; io quella di Mercurio e Giorgio quella di Zeus.

Recitare con le maschere è difficile. In particolare, occorre che i movimenti degli occhi siano ripresi da tutta la testa, per restare visibili, e che tutto il corpo partecipi allo stato d'animo, non potendo fare affidamento sull'espressione del viso.

Ripartendo da "La città di Ilio soccombe..." siamo andati avanti a leggere la parte tratta dall'Eneide: Enea approda sulle coste di Cartagine; per intervento di Cupido si innamora di Didone; infine viene spinto a riprendere il mare da Mercurio, messaggero di Zeus. Gianni ha dato a tutti suggerimenti sul tono della voce, sugli stati d'animo e sulla respirazione.

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