Oggi siamo stati accolti da una torta preparata personalmente da Rossella su ricetta segretissima di sua mamma (molto molto buona). È servita ad addolcire la prospettiva di una lunga domenica pomeriggio di lavoro.
Su iniziativa di Katia, abbiamo fatto un inventario di tutti gli oggetti che ogni personaggi deve portare in scena (visto che l'elenco sta crescendo rapidamente e non è più così difficile dimenticare qualcosa). Mi sono reso conto che non ho ancora i dadi da gioco per il secondo atto (dovrò procurarmeli). Inoltre, a Nikita ed Ilia Ilic serve ancora una borsa da viaggio da affiancare alla valigetta portadocumenti. Gianni ha prescritto che sia Nikita a portare la valigetta portadocumenti (di Ilia Ilic) e Ilia Ilic a portare la borsa da viaggio, lasciando all'amico infortunato il carico più leggero e aiutando a creare l'equivoco sulla reale identità dei personaggi.
Gianni ha sottolineato ancora l'importanza di fare molta attenzione anche a ciò che non è centrale in un dato momento sulla scena, perché spesso l'attenzione del pubblico si concentra anche sugli eventi periferici.
Patrizia ha raccontato di un suo problema di amnesia che si verifica durante le prove ma mai a casa quando ripassa il testo. Non è un problema di attenzione divisa, a quanto pare, visto che anche a casa Patrizia ripassa durante i lavori domestici (per esempio mentre pela le patate).
Abbiamo iniziato le prove con la scena seconda del primo atto (ossia l'ingresso di Irina, Katusa e Grigorij). Gianni ha voluto concentrarsi sui particolari. Per esempio, è venuto fuori che Irina e Katusa avvertono subito il cattivo odore, mentre Grigorij, meno raffinato e più avvezzo a lavorare in ambienti maleodoranti, non ci fa caso. Inoltre mentre Katusa ha freddo, Grigorij si toglie il cappotto (perché per lui fa caldo, essendo abituato a lavorare addirittura all'aperto).
Katia ha lavorato molto accuratamente sui guanti di Katusa e le motivazioni che la inducono a sfilarseli (essendo impregnati di odore di cimici, non vuole che vengano a contatto col fazzoletto che estrae dalla borsetta per portarselo al naso).
Nello studiare spazio e spostamenti, è risultato chiaro che essi vanno adattati alla situazione, e cioè che in ogni teatro sarà necessario verificarli e correggerli prima ancora di provare testo e azioni.
A Patrizia Gianni ha raccomandato di portare in scena una Anna Petrovna inizialmente più formale e meno aggressiva... in fondo i viaggiatori sono appena arrivati e lei non sa ancora di che pasta sono.
Mentre pronuncia la frase "dovevo essere cieca quando l'ho sposato", Katusa guarda la ringhiera davanti a sè e ricorda la scalinata che ha sceso il giorno del suo matrimonio... poi sente Grigorij parlare di donne e gioco, e ricorda quanto sia farabutto suo marito.
Dopo la scena seconda abbiamo rivisto anche il seguito del primo atto. Poi abbiamo ripreso dall'inizio. Una simpatica novità è che Zinocka si tocca l'orecchio ogni volta che tossisce (un piccolo vezzo senza senso in cui Gianni di certo troverà a posteriori un profondo significato). Inoltre Gusev, nel suo percorso dalla camera di Zajcev alla cucina, a un certo punto si ferma come a un semaforo, e riprende solo quando arriva il verde.
Abbiamo dedicato gli ultimi momenti al monologo di Katusa e alle varie possibili intonazioni. Katia ha diverse possibilità, ma l'importante è che il pezzo non sia monotono, perché sono i cambi di tono e di ritmo che rendono vivo il teatro.