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La vita di Nikita

Abbiamo provato una nuova sequenza di saluti finali, molto più semplice di quella inizialmente architettata da Gianni. Non sappiamo ancora se in scena ci sarà abbastanza spazio per la versione originale, né se Luke sarà in grado fisicamente di saltellare su e giù per il palco. La nuova sequenza ci è piaciuta di meno (specie a Katia, che è meno in evidenza), ma Gianni ci ha detto di tenerla presente come alternativa di emergenza in caso di necessità.

Poi ci siamo concentrati sui tic: ogni personaggio deve avere i suoi. Gianni ha voluto che ognuno di noi ne cercasse almeno tre. Per Nikita vanno già bene le sue ripetizioni ("fretta", "simpatici" e "tiepido"); per Zinocka c'è già, per esempio, il gesto di toccarsi l'orecchio quando tossisce. Per Ilia Ilic Giorgio ha proposto l'infilare i pollici nelle tasche del panciotto. Per Katusa, Katia ha ideato il gesto di pettinare il pelo del cappello; il giocare con gli orecchini; e lo strizzare gli occhi, o battere un piede, quando è irritata dal comportamento di Grigorij. Zajcev si gratta la pancia; traccia un arco col piede sul pavimento; si tira su una gamba dei pantaloni per scoprire la pistola.

Terminate le proposte sui tic, Gianni ha riproposto l'esercizio del percorso degli stati d'animo, già eseguito qualche tempo fa: pronunciando ciascuno un monologo del proprio personaggio, e percorrendo un percorso che congiunge un certo numero di fogli di carta colorati, bisognava assumere lo stato d'animo indicato sul foglio più vicino: paura, allegria sfenata, rabbia, gioia, angoscia.

Gianni mi ha chiesto di ripetere l'esercizio diverse volte: prima normalmente, poi invertendo l'ordine degli stati d'animo, poi inserito negli spazi effettivi della scena (l'ultima del primo atto) interagendo con Ilia Ilic, infine con gli stati d'animo in un ordine più coerente con il testo. In quel tratto, Nikita rievoca in poche parole tutta la sua vita, ed è naturale quindi che attraversi molti stati d'animo. Gianni mi ha detto di perfezionare la scena con questo approccio, trovando il modo giusto di alternare i vari umori.

Allestita una versione semplificata della scena, abbiamo poi provato la prima scena. Roberto ha confermato che il suo Gusev è ormai maturo: ci sono i movimenti (bellissimi), il ritmo giusto, perfino la memoria! Anche Jale e Zajcev hanno presentato in modo molto ben riuscito una parte della scena ("vostro marito è geloso?"), con un ottimo ritmo. In un altro momento, invece, Gianni ha chiesto agli attori di cercare di ricordare meglio le azioni stabilite e di cercare di sviluppare il lavoro anche tra una lezione e l'altra.

Dopo la lezione, io, Luke, Giorgio, Roberto, Jale, Rossella e Luca siamo andati a mangiare una pizza insieme.

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 15.03.06, ore 23:36.

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