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Riflessioni.

Stasera, assenti Ale, Jale e Katia, ci siamo concessi una serata un po' più riposante del solito, anche per riprenderci dagli sforzi del weekend. Roberto ha portato le locandine del ciclo di seminari che si aprirà tra breve, e Rossella ne ha dati un po' a tutti in modo da cominciare a diffonderli.

In sala prove ci siamo subito seduti in cerchio. Abbiamo parlato ancora della possibilità di ricavare anche un film da questo lavoro, pensando sempre alla vecchia casa di Sommascona come set. Isabella però ha osservato che è preferibile, per ora, concentrarsi bene sulle tre serate in teatro che ormai non sono più tanto lontane... e poi si vedrà.

Gianni ci ha chiesto di esprimere il nostro parere sul lavoro, ora che finalmente lo abbiamo montato tutto, e di immaginare che impressioni il pubblico porterà a casa. È venuto fuori che il nucleo del lavoro sta nell'incrociarsi di vicende e persone diverse, accomunate dal loro rapporto con Zajcev. Tutte queste persone continuano però a vivere le proprie vite, ignorando quelle degli altri. Quando Katusa sviene, non viene soccorsa. Quando sembra che Zajcev sia spacciato, Nikita se la ride e si ubriaca, ignorando cinicamente il dramma familiare che si consuma nella stessa stanza.

Isabella ha aggiunto che, secondo lei, certi personaggi stanno forse diventando troppo caricaturali per essere coerenti con lo stile di Cechov. Per Gianni, non è ancora caricatura, ma si tratta solo del colore necessario a dare vita al lavoro. Anna Petrovna, tuttavia, tornerà alla sua voce originale, per evitare di assomigliare troppo a Nikita. Irina dovrà abbassare il tono, specie nel monologo finale, e fare in modo di renderne il ritmo piuttosto vario.

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Questa pagina contiene un singolo post scritto il 06.02.06, ore 23:09.

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