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La lezione prima del ritiro

Oggi, assente solo Katia, abbiamo ricapitolato i piani per il weekend a Sommascona, ormai imminente. Dal punto di vista del cibo, a ognuno è stato affidato il compito di procurare un certo insieme di vivande e accessori. Stoviglie e affini non saranno necessari, in quanto la casa che ci accoglierà è dotata di tutta l'attrezzatura (ho sentito parlare anche di una macchina del caffè, slurp, io adoro il caffè). Solo sarà necessario far giungere sul posto un certo numero di set per la raclette (Roby si è incaricato di procurare il formaggio, ovviamente in quantità spropositate).

L'incontro è fissato alle 9:30 a Chiasso. Alle 9:45 a Sorengo si uniranno i luganesi (io, Luke, Isa, Roby e Katia). Dovremmo essere a destinazione prima delle 11, se tutto va bene.

Gianni ha spiegato che la nostra missione, nel corso di questo ritiro, è quella di risolvere definitivamente tutti i personaggi, chiarendone l'emotività e le motivazioni. Ormai tutti conosciamo quali sono le azioni dei nostri personaggi (almeno per il primo atto), oltre a conoscere ovviamente il testo che devono pronunciare. Conosciamo cioè la meccanica dei personaggi. Nel corso del weekend, dovremo cercare le cause interiori che determinano questa meccanica, sia nelle sue parti esplicite che in quelle "clandestine".

In altre parole, dovremo creare la vita interiore di ciascun personaggio, spiegando prima di tutto per noi stessi il perché uno dica o faccia una certa cosa, in modo da avere tutti gli strumenti necessari a creare delle figure coerenti, le cui azioni discendano come logica conseguenza da un certo modo di pensare e un certo modo di essere.

Gianni ha paragonato il testo di un lavoro teatrale al corpo di una persona, che rispetto all'anima è un fardello necessario... ma pur sempre un fardello. Ora che (presumibilmente) il testo lo conosciamo bene, è tempo di superarlo e concentrarsi invece sull'emotività dei personaggi... sulla loro anima.

Abbiamo provato ancora il trailer dello spettacolo, da presentare a Festa d'Attore, completandolo. Dopo la parte iniziale, in cui i vari personaggi sovrappongono momenti diversi del lavoro, Zajcev si porta al centro della scena con una pistola, finge di volersi sparare ma poi esplode un colpo in aria e ride beffardo. Allora Irina, Gusev e Katusa svengono; Zinocka scappa via; e gli altri assumono ciascuno un'espressione che rivela il loro stato d'animo a conclusione della storia.

Infine abbiamo lavorato sulla scena due del secondo atto, sistemando testo e movimenti.

Il Saggiattore torna domenica col resoconto del weekend!

Info

Questa pagina contiene un singolo post scritto il 01.02.06, ore 23:59.

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