Stasera abbiamo trovato Jale a presidiare la sede di Campo. Isabella ha portato dei dolcetti alla ricotta superbi, preparati da sua mamma che ormai consideriamo la nostra benefattrice. Insomma, per creare ci vogliono energie, no? (Specialmente nel mio caso, visto che arrivo sempre a Campo dopo essere stato in piscina).
Solo quando i dolcetti erano finiti ci siamo messi al lavoro. Abbiamo iniziato con il gioco del lupo, della pecora e del cavolo (che sono diventati, per l'occasione, il bastone, la palla e il cappello, rispettivamente). Quattro fortunati sono stati incaricati di traghettarli (da una parte all'altra della sala) evitando incidenti (il bastone mangia la palla, la palla mangia il cappello), mentre gli altri controllavano che tutto fosse regolare. L'esito è stato un po' incerto: non è stato possibile stabilire se qualcuno abbia compiuto la missione nel rispetto di tutti i vincoli... e nemmeno se tutti abbiano capito l'esercizio. (Io per esempio non ce l'ho del tutto chiaro).
Poi Gianni ha proposto un simpatico episodio della vita di re Giorgio III: seduto sul trono in attesa dell'esecuzione dell'Alleluia di Händel, si piega da una parte per ascoltare qualcuno, poi si alza in piedi, fa un passo, e subito parte la musica. Ciascuno di noi ha dovuto interpretare questa situazione e poi dare una spiegazione. Sembrava un po' di fare il gioco della Settimana Enigmistica Cosa c'è sotto?.
- Per Giorgio, qualcuno informa il re che è entrata la marchesa di vattelapesca, e lui si alza per vedere dove sia quella pettegola.
- Per Ale, al re viene rivelato che dopo l'esecuzione sarà ucciso.
- Vcz ipotizza che, mentre si piega, qualcuno metta sulla sedia del re un oggetto appuntito, e che quando lui prova a rimettersi seduto dritto, lo sente sul fondoschiena e scatta in piedi.
- Per Patrizia, il re balza in piedi proprio per dare il via all'esecuzione.
- Luke dice che il re si mette in piedi per nascondere un buco sui pantaloni.
- Per Jale, quando il re si avvicina alla persona che ha di fianco, viene tramortito dal suo fiato alla cipolla e si mette in piedi esclamando: quanto kebab hai mangiato?
- Katia sostiene che il re si mette in piedi per sfoggiare bene il nuovo vestito che gli ha comprato la mamma.
- Secondo Roby, il re nota che sono arrivati degli ospiti e si alza per guardare bene.
Infine Gianni ha offerto la sua spiegazione: al re viene detto dalla mamma che lo spettacolo durerà due ore, e allora lui si alza per andare a fare la pipì prima che inizi. Peccato che, vedendo il re in piedi, l'orchestra pensi di dover iniziare e dà il via all'esecuzione. Da allora, ogni volta che si esegue l'Alleluia di Händel, tutti si alzano in piedi.
Poi abbiamo proseguito il lavoro di analisi dei personaggi. Jale ha fatto presente che non riesce a pensare all'episodio della bambola quando urla per lo sparo (sostiene invece che gli viene in mente sua mamma).
Poi Gianni ha lavorato con Luke, analizzando con lui il primo monologo di Zajcev e assegnando a ogni parte uno stato d'animo preciso. Dopo avergli dato cinque minuti per prepararsi, Gianni ha voluto che Luke provasse subito ad eseguire le indicazioni. Ora Luke dovrà lavorare allo stesso modo sugli altri suoi monologhi, senza però l'aiuto del regista.
Isabella ha spiegato che, da quando Irina è diventata più matura, ha difficoltà a rendere credibile il suo stupore al circo. Gianni ha suggerito a Isa di rifarsi alle sue origini siciliane, perché la cultura siciliana non è molto lontana da quella russa che cerchiamo di mettere in scena.
A me e a Giorgio Gianni ha detto di lavorare sulla complicità dei nostri personaggi, che sono un po' come Stanlio e Ollio. Nonostante la grande sintonia, i due riescono tuttavia ancora a scoprire cose nuove di sè. Ho fatto presente al regista la mia difficoltà nella scena sei del primo atto, in cui racconto a Ilia Ilic della mia infanzia e di mio nonno: non capivo perché Nikita, dolorante e affaticato, abbia voglia di raccontare. Gianni ha risposto che a volte si cerca di non pensare al dolore per cercare un po' di sollievo, e abbandonarsi ai ricordi a volte aiuta a non pensare al presente. Poi ha voluto che provassi subito a interpretare l'inizio della scena secondo queste nuove indicazioni. Alla fine è venuta fuori la difficoltà aggiuntiva del quadro che congela l'inizio della scena, e che mi costringe a tenere dentro ferme le emozioni da buttar fuori a quadro ultimato.
Sembra che andremo avanti per un po' con questo lavoro sui personaggi, provando di volta in volta solo brevi porzioni di questa o quella scena. È importante che la recitazione non sia monocorde, ma è anche importante che gli stati d'animo e le variazioni di umore siano giustificate. In questo possono essere d'aiuto le azioni e gli oggetti in scena. Quando questi mancano, possiamo crearne di nuovi per aiutarci. Per spiegarsi meglio, Gianni ci ha regalato due minuti del suo Erode, che canta in aramaico implora Salomè di ballare per lui, e che cambia umore e intenzione in modo molto credibile e coinvolgente.
Infine Jale ha provato ancora il suo urlo, ma dovrà ancora lavorarci.