È stato un lungo weekend. Ci sarebbe da scrivere molte pagine, ma sarò costretto ad essere (abbastanza) sintetico... anche perché non ho tanto tempo: la lezione di stasera incombe!
Il viaggio.
Come d'accordo ci siamo ritrovati con Isa, Katia e Luke all'OTAF di Sorengo, dove ci aspettava Roberto con un furgone. Abbiamo caricato tutto l'occorrente (anzi: molto di più) e ci siamo diretti a Pazzallo all'appuntamento con gli altri (un po' in ritardo, in effetti, ma c'è voluto tempo per caricare tutto). Eravamo pronti per partire, quando ci siamo accorti che il portello laterale del furgone non si chiudeva! Nonostante tutti i tentativi, non c'è stato verso di sistemarlo. Allora siamo tornati a Sorengo, abbiamo scaricato tutto... e poi abbiamo caricato ancora tutto su un altro furgone. Finalmente siamo riusciti a partire anche noi, seguiti da Rossella (che aveva in macchina anche Gianni), mentre gli altri si erano già messi in viaggio.
In viaggio abbiamo ascoltato il podcast del Saggiattore (edizione di gennaio). Poi Luke ci ha fatto ascoltare un pezzo delle registrazioni che usa per memorizzare il testo, in cui interpreta tutti i personaggi della scena! Infine ci siamo assestati su un CD degli U2 (il preferito di Isa).
A destinazione!
Siamo arrivati a Sommascona un po' più tardi del previsto... e infatti la povera Patrizia era lì sul prato ricoperto di neve che ci aspettava da più di un'ora! Appena Roberto ha aperto la porta della casa, la poverina si è precipitata in bagno. Poco dopo sono sopraggiunti anche Ale e Giorgio. Rossella e Gianni, invece, hanno sbagliato strada e sono arrivati più tardi.
Ci siamo subito installati nella moderna e confortevole struttura e... abbiamo preparato il pranzo! Era ormai troppo tardi per pensare di lavorare (anche solo brevemente) prima di mangiare. Quello che doveva essere solo un veloce pranzo al sacco si è rivelato un gustoso banchetto!
L'inizio dei lavori.
Nel primo pomeriggio ci siamo cambiati e abbiamo preparato la sala scelta da Roberto per le prove (con vista incantevole sul prato e sui monti attraverso le diverse vetrate). Dopo il consueto riscaldamento, Gianni ci ha proposto degli esercizi di destrezza e velocità: dei passi da eseguire in rapida successione, pianta-tacco-punta, pianta-tacco-punta, spostandosi da un'estremità all'altra dello spazioso ambiente; in seguito ai passi andavano intervallati anche dei battiti di mano... insomma quasi tango! (L'esercizio è rapidamente diventato praticamente impossibile da eseguire).
Gianni ci ha poi presentato, attraverso una simpatica favoletta ("Pierino esce di casa ed incontra quattro animaletti..."), quattro diversi tipi di voce, collegati a diversi risuonatori. Così l'uccellino ha una voce acuta e sottile la cui provenienza si colloca idealmente nel centro della testa; il gatto emette un suono nasale; l'oca produce tonalità gracchianti (che arrivano dalla gola); e infine il lupo suona basso e soffiante. In qualche modo subentra anche il nonno di Pierino, con voce non troppo lontana da quella del lupo, ma più sofferente e con consonanti alterate per l'assenza di denti!
Ci è stato allora chiesto di trovare, ciascuno per il proprio personaggio, una voce coerente con la sua indole e la sua età, basata sui quattro colori descritti sopra. Gianni ci ha anche lasciato qualche minuto per iniziare subito la ricerca.
Le domande.
Poi ci siamo seduti in cerchio. A turno, Gianni ha rivolto a ciascuno di noi una domanda diversa a cui ha voluto che rispondessimo subito. Un esercizio della memoria.

- Isa: qual è stata la prima volta che hai mangiato un frutto appena colto dall'albero? (mandarino in Sicilia).
- Katia: hai mai preparato qualcosa da mangiare che non sia venuto bene? (un sugo imperfetto).
- Jale: con quale giocattolo giocavi di più da piccola? (bambola nera).
- Ale: un incidente che hai scampato? (in macchina con un amico).
- Giorgio: una persona conosciuta durante l'ultima vacanza? (ragazza romana in Turchia).
- Luke: un romanzo che ti ha colpito molto? (La lingua perduta delle gru, di David Leavitt).
- Roby: hai mai preso una medicina per forza? (sciroppo per la tosse).
- Vcz: una morte improvvisa? (mamma del compagno di classe).
- Patrizia: un episodio che potrebbe essere un romanzo (viaggio a Roma al raduno del papa).
A ciascuno Gianni ha dato il compito di riflettere su un aspetto della risposta data per recuperare un dettaglio ben preciso. Poi finalmente è stata l'ora di una breve pausa, e ci siamo tutti ristorati con una tazza di tè bollente.
Le prove.
Nella parte rimasta del pomeriggio abbiamo lavorato sul secondo atto. Abbiamo rivisto e perfezionato le prime scene, ma soprattutto abbiamo cominciato a montare quelle che non avevamo ancora mai affrontato.
Nella scena 3, Gusev insiste perché Zajcev accetti del denaro per avere visitato Zinocka. Quando Gusev finalmente cede e lascia la sua camera, Zajcev pronuncia un breve monologo. Una donna così... quella aveva il fuoco nelle vene, altroché!
Nella scena 4, Gusev raggiunge Zinocka al pian terreno e fa la conoscenza di Nikita e Ilia Ilic. Cominciano a venir fuori le prime strane combinazioni, ma ancora non ci si rende conto di essere tutti legati da un unico destino.
Nella scena 5 fanno il loro ingresso anche Irina e Katusa, seguite dopo un po' da Grigorij. Questa scena è fondamentale, perché l'intreccio parzialmente si scioglie: gli ospiti della stazione si accorgono di essere diretti allo stesso processo. Inoltre Nikita e Ilia Ilic comprendono che Zinocka ha trascorso una notte movimentata e non certo in compagnia di suo marito.
All'inizio della scena 6 Zajcev fa la sua apparizione sul pianerottolo e la situazione precipita. Qui però ci siamo fermati e ci siamo spostati in cucina per preparare la cena. Nel frattempo erano arrivati anche Luca e alcuni dei suoi allievi.
Cena e dopocena.
In cucina abbiamo affettato il formaggio per la raclette e preparato tutti i contorni. In pentola già bollivano le patate (che si sono poi rivelate leggermente in sovrannumero). La cena è stata piacevole ed abbondante. Dal mio lato del tavolo si è discusso con Patrizia, Roberto, Katia e Isabella di gelosia, amori e matrimoni (non si può mica parlare sempre di stazioni di posta e processi, dopotutto).
Dopo cena, Gianni ha voluto lavorare ancora un po'. Allora siamo tornati in sala prove e abbiamo lavorato nuovamente sulle voci. A turno abbiamo letto una pagina da un romanzo che Gianni sta leggendo, ciascuno con la voce che ha trovato nel corso della giornata per il proprio personaggio. Poi Gianni ci ha chiesto a quale tipo di voce ciascuno si sentisse più vicino (uccellino, gatto, oca, lupo). A Luke, che ha espresso le sue perplessità sul fatto di riuscire a interpretare un personaggio così diverso da lui, Gianni ha suggerito di essere, al contrario, il più possibile se stesso. Katia ha inaugurato, con la nuova voce, una Katusa completamente rinnovata, molto più fresca e frizzante. Per Nikita io ho scelto una voce un po' nasale, e l'abitudine di scandire e sillabare le parole più importanti di una frase.
Terminata la lettura... sorpresa! Opportunamente istruiti, gli altri ragazzi sono entrati in sala con torte e candeline per festeggiare il compleanno di Alessandro. A seguire, musica per tutti. E mentre qualcuno ballava, altri giocavano a biliardino o a ping pong, o mangiavano ancora una fetta di torta, o un goccio di buon nocino. A un certo punto una fetta di torta caduta per terra è diventata un'arma e si è andata a spiaccicare in faccia a diverse persone!
La serata sembrava conclusa... ma una simpatica appendice è nata quando ci si è ritrovati in parecchi al primo piano, sui divanetti dell'atrio, qualcuno già in pigiama e ciabatte, a raccontarsi le impressioni della giornata (o altre amene stupidaggini). Quando ho finalmente incontrato il mio letto dovevano ormai essere quasi le tre.
Il risveglio.
Alle 8:15 sono sgusciato fuori dalle coperte e sono andato a fare la doccia. Nel locale docce ho incontrato Roberto che aveva avuto la stessa idea. Dopo la doccia, scesi al pianterreno, abbiamo trovato Patrizia in cucina che già armeggiava per preparare la colazione. Alle nove in punto io e Roberto abbiamo dato il buongiorno a tutti in filodiffusione con La porta di Kiev di Mussorgsky (ripetuto quattro o cinque volte). Pian pianino sono scesi tutti, più o meno svegli!

Dopo colazione siamo tornati in sala prove e abbiamo montato anche la scena conclusiva. L'ultima parte del lavoro è ricchissima di azione, ed essendo presenti in scena quasi tutti i personaggi, gli incastri sono tanti e le interazioni delicate. Abbiamo provato e riprovato i vari passaggi in modo da perfezionarli e memorizzarli. Alcuni avevano anche dei costumi praticamente definitivi: Anna Petrovna, Irina, Katusa e Zajcev. In particolare, mi è sembrato che Anna Petrovna fosse molto convincente, e ho scattato un paio di belle foto.

Le lasagne e la vecchia casa.
A pranzo abbiamo fatto fuori diverse teglie di lasagne buonissime, preparate con grande generosità dalla mamma di Isabella, che poi abbiamo chiamato al telefono e ringraziato con un fragoroso applauso!
Prima di pranzo, io, Roby, Gianni, Luke e Patrizia abbiamo visitato la vecchia casa dei bambini gracili, che sorge proprio davanti alla moderna struttura dell'OTAF. Abbiamo trovato un tavolo che è proprio perfetto per la nostra scena e lo abbiamo portato via. Mentre eravamo dentro, Luke ha suggerito che sarebbe bello usare la casa come set per una versione cinematografica del lavoro. L'idea ha entusiasmato tutti, e chissà che prima o poi non diventi realtà.
La domenica pomeriggio.
Prima di partire abbiamo lavorato ancora diverse ore. Siamo riusciti a provare l'intero lavoro, dall'inizio alla fine, pur se con qualche interruzione e qualche momento di stanchezza (memorabili le spudorate pennichelle di Roby e Katia quando non erano in scena).
Infine abbiamo dato una sistemata alla casa, disfatto i letti e raccolto le lenzuola, rimesso in ordine la sala prove e la cucina, raccolto vestiti e materiale nei borsoni... e siamo ripartiti. Nel furgone abbiamo commentato le due giornate e ci siamo fatti qualche bella risata.
Da non dimenticare: le terribili barzellette di Gianni e le avventure di Gordon; il jingle di Radio Grafia di Ale; gli annunci con tanto di pling plong al microfono; il cucchiaio di legno grande come una racchetta da tennis; gli acuti di Anna Petrovna; la danza del ventre di Jale; le chiacchiere in pigiama sul divanetto; la partitella a ping pong alle due di notte... e la storica foto di gruppo di "quelli della notte prima del processo".
