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Archivio di Febbraio 2006

01.02.06

La lezione prima del ritiro

Oggi, assente solo Katia, abbiamo ricapitolato i piani per il weekend a Sommascona, ormai imminente. Dal punto di vista del cibo, a ognuno è stato affidato il compito di procurare un certo insieme di vivande e accessori. Stoviglie e affini non saranno necessari, in quanto la casa che ci accoglierà è dotata di tutta l'attrezzatura (ho sentito parlare anche di una macchina del caffè, slurp, io adoro il caffè). Solo sarà necessario far giungere sul posto un certo numero di set per la raclette (Roby si è incaricato di procurare il formaggio, ovviamente in quantità spropositate).

L'incontro è fissato alle 9:30 a Chiasso. Alle 9:45 a Sorengo si uniranno i luganesi (io, Luke, Isa, Roby e Katia). Dovremmo essere a destinazione prima delle 11, se tutto va bene.

Gianni ha spiegato che la nostra missione, nel corso di questo ritiro, è quella di risolvere definitivamente tutti i personaggi, chiarendone l'emotività e le motivazioni. Ormai tutti conosciamo quali sono le azioni dei nostri personaggi (almeno per il primo atto), oltre a conoscere ovviamente il testo che devono pronunciare. Conosciamo cioè la meccanica dei personaggi. Nel corso del weekend, dovremo cercare le cause interiori che determinano questa meccanica, sia nelle sue parti esplicite che in quelle "clandestine".

In altre parole, dovremo creare la vita interiore di ciascun personaggio, spiegando prima di tutto per noi stessi il perché uno dica o faccia una certa cosa, in modo da avere tutti gli strumenti necessari a creare delle figure coerenti, le cui azioni discendano come logica conseguenza da un certo modo di pensare e un certo modo di essere.

Gianni ha paragonato il testo di un lavoro teatrale al corpo di una persona, che rispetto all'anima è un fardello necessario... ma pur sempre un fardello. Ora che (presumibilmente) il testo lo conosciamo bene, è tempo di superarlo e concentrarsi invece sull'emotività dei personaggi... sulla loro anima.

Abbiamo provato ancora il trailer dello spettacolo, da presentare a Festa d'Attore, completandolo. Dopo la parte iniziale, in cui i vari personaggi sovrappongono momenti diversi del lavoro, Zajcev si porta al centro della scena con una pistola, finge di volersi sparare ma poi esplode un colpo in aria e ride beffardo. Allora Irina, Gusev e Katusa svengono; Zinocka scappa via; e gli altri assumono ciascuno un'espressione che rivela il loro stato d'animo a conclusione della storia.

Infine abbiamo lavorato sulla scena due del secondo atto, sistemando testo e movimenti.

Il Saggiattore torna domenica col resoconto del weekend!

04.02.06

Il podcast di gennaio

Il terzo numero del podcast del Saggiattore è pronto!

Clicca qui per scaricare il podcast di gennaio

In questa puntata: i microfoni del Saggiattore entrano in sala prove. Vi presentiamo una registrazione esclusiva di alcuni momenti delle prove della Notte prima del processo.

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I numeri precedenti sono sempre disponibili:

06.02.06

Sommascona

È stato un lungo weekend. Ci sarebbe da scrivere molte pagine, ma sarò costretto ad essere (abbastanza) sintetico... anche perché non ho tanto tempo: la lezione di stasera incombe!

Il viaggio.
Come d'accordo ci siamo ritrovati con Isa, Katia e Luke all'OTAF di Sorengo, dove ci aspettava Roberto con un furgone. Abbiamo caricato tutto l'occorrente (anzi: molto di più) e ci siamo diretti a Pazzallo all'appuntamento con gli altri (un po' in ritardo, in effetti, ma c'è voluto tempo per caricare tutto). Eravamo pronti per partire, quando ci siamo accorti che il portello laterale del furgone non si chiudeva! Nonostante tutti i tentativi, non c'è stato verso di sistemarlo. Allora siamo tornati a Sorengo, abbiamo scaricato tutto... e poi abbiamo caricato ancora tutto su un altro furgone. Finalmente siamo riusciti a partire anche noi, seguiti da Rossella (che aveva in macchina anche Gianni), mentre gli altri si erano già messi in viaggio.

In viaggio abbiamo ascoltato il podcast del Saggiattore (edizione di gennaio). Poi Luke ci ha fatto ascoltare un pezzo delle registrazioni che usa per memorizzare il testo, in cui interpreta tutti i personaggi della scena! Infine ci siamo assestati su un CD degli U2 (il preferito di Isa).

A destinazione!
Siamo arrivati a Sommascona un po' più tardi del previsto... e infatti la povera Patrizia era lì sul prato ricoperto di neve che ci aspettava da più di un'ora! Appena Roberto ha aperto la porta della casa, la poverina si è precipitata in bagno. Poco dopo sono sopraggiunti anche Ale e Giorgio. Rossella e Gianni, invece, hanno sbagliato strada e sono arrivati più tardi.

Ci siamo subito installati nella moderna e confortevole struttura e... abbiamo preparato il pranzo! Era ormai troppo tardi per pensare di lavorare (anche solo brevemente) prima di mangiare. Quello che doveva essere solo un veloce pranzo al sacco si è rivelato un gustoso banchetto!

L'inizio dei lavori.
Nel primo pomeriggio ci siamo cambiati e abbiamo preparato la sala scelta da Roberto per le prove (con vista incantevole sul prato e sui monti attraverso le diverse vetrate). Dopo il consueto riscaldamento, Gianni ci ha proposto degli esercizi di destrezza e velocità: dei passi da eseguire in rapida successione, pianta-tacco-punta, pianta-tacco-punta, spostandosi da un'estremità all'altra dello spazioso ambiente; in seguito ai passi andavano intervallati anche dei battiti di mano... insomma quasi tango! (L'esercizio è rapidamente diventato praticamente impossibile da eseguire).

Gianni ci ha poi presentato, attraverso una simpatica favoletta ("Pierino esce di casa ed incontra quattro animaletti..."), quattro diversi tipi di voce, collegati a diversi risuonatori. Così l'uccellino ha una voce acuta e sottile la cui provenienza si colloca idealmente nel centro della testa; il gatto emette un suono nasale; l'oca produce tonalità gracchianti (che arrivano dalla gola); e infine il lupo suona basso e soffiante. In qualche modo subentra anche il nonno di Pierino, con voce non troppo lontana da quella del lupo, ma più sofferente e con consonanti alterate per l'assenza di denti!

Ci è stato allora chiesto di trovare, ciascuno per il proprio personaggio, una voce coerente con la sua indole e la sua età, basata sui quattro colori descritti sopra. Gianni ci ha anche lasciato qualche minuto per iniziare subito la ricerca.

Le domande.
Poi ci siamo seduti in cerchio. A turno, Gianni ha rivolto a ciascuno di noi una domanda diversa a cui ha voluto che rispondessimo subito. Un esercizio della memoria.

  • Isa: qual è stata la prima volta che hai mangiato un frutto appena colto dall'albero? (mandarino in Sicilia).
  • Katia: hai mai preparato qualcosa da mangiare che non sia venuto bene? (un sugo imperfetto).
  • Jale: con quale giocattolo giocavi di più da piccola? (bambola nera).
  • Ale: un incidente che hai scampato? (in macchina con un amico).
  • Giorgio: una persona conosciuta durante l'ultima vacanza? (ragazza romana in Turchia).
  • Luke: un romanzo che ti ha colpito molto? (La lingua perduta delle gru, di David Leavitt).
  • Roby: hai mai preso una medicina per forza? (sciroppo per la tosse).
  • Vcz: una morte improvvisa? (mamma del compagno di classe).
  • Patrizia: un episodio che potrebbe essere un romanzo (viaggio a Roma al raduno del papa).

A ciascuno Gianni ha dato il compito di riflettere su un aspetto della risposta data per recuperare un dettaglio ben preciso. Poi finalmente è stata l'ora di una breve pausa, e ci siamo tutti ristorati con una tazza di tè bollente.


Le prove.
Nella parte rimasta del pomeriggio abbiamo lavorato sul secondo atto. Abbiamo rivisto e perfezionato le prime scene, ma soprattutto abbiamo cominciato a montare quelle che non avevamo ancora mai affrontato.

Nella scena 3, Gusev insiste perché Zajcev accetti del denaro per avere visitato Zinocka. Quando Gusev finalmente cede e lascia la sua camera, Zajcev pronuncia un breve monologo. Una donna così... quella aveva il fuoco nelle vene, altroché!

Nella scena 4, Gusev raggiunge Zinocka al pian terreno e fa la conoscenza di Nikita e Ilia Ilic. Cominciano a venir fuori le prime strane combinazioni, ma ancora non ci si rende conto di essere tutti legati da un unico destino.

Nella scena 5 fanno il loro ingresso anche Irina e Katusa, seguite dopo un po' da Grigorij. Questa scena è fondamentale, perché l'intreccio parzialmente si scioglie: gli ospiti della stazione si accorgono di essere diretti allo stesso processo. Inoltre Nikita e Ilia Ilic comprendono che Zinocka ha trascorso una notte movimentata e non certo in compagnia di suo marito.

All'inizio della scena 6 Zajcev fa la sua apparizione sul pianerottolo e la situazione precipita. Qui però ci siamo fermati e ci siamo spostati in cucina per preparare la cena. Nel frattempo erano arrivati anche Luca e alcuni dei suoi allievi.

Cena e dopocena.
In cucina abbiamo affettato il formaggio per la raclette e preparato tutti i contorni. In pentola già bollivano le patate (che si sono poi rivelate leggermente in sovrannumero). La cena è stata piacevole ed abbondante. Dal mio lato del tavolo si è discusso con Patrizia, Roberto, Katia e Isabella di gelosia, amori e matrimoni (non si può mica parlare sempre di stazioni di posta e processi, dopotutto).

Dopo cena, Gianni ha voluto lavorare ancora un po'. Allora siamo tornati in sala prove e abbiamo lavorato nuovamente sulle voci. A turno abbiamo letto una pagina da un romanzo che Gianni sta leggendo, ciascuno con la voce che ha trovato nel corso della giornata per il proprio personaggio. Poi Gianni ci ha chiesto a quale tipo di voce ciascuno si sentisse più vicino (uccellino, gatto, oca, lupo). A Luke, che ha espresso le sue perplessità sul fatto di riuscire a interpretare un personaggio così diverso da lui, Gianni ha suggerito di essere, al contrario, il più possibile se stesso. Katia ha inaugurato, con la nuova voce, una Katusa completamente rinnovata, molto più fresca e frizzante. Per Nikita io ho scelto una voce un po' nasale, e l'abitudine di scandire e sillabare le parole più importanti di una frase.

Terminata la lettura... sorpresa! Opportunamente istruiti, gli altri ragazzi sono entrati in sala con torte e candeline per festeggiare il compleanno di Alessandro. A seguire, musica per tutti. E mentre qualcuno ballava, altri giocavano a biliardino o a ping pong, o mangiavano ancora una fetta di torta, o un goccio di buon nocino. A un certo punto una fetta di torta caduta per terra è diventata un'arma e si è andata a spiaccicare in faccia a diverse persone!

La serata sembrava conclusa... ma una simpatica appendice è nata quando ci si è ritrovati in parecchi al primo piano, sui divanetti dell'atrio, qualcuno già in pigiama e ciabatte, a raccontarsi le impressioni della giornata (o altre amene stupidaggini). Quando ho finalmente incontrato il mio letto dovevano ormai essere quasi le tre.

Il risveglio.
Alle 8:15 sono sgusciato fuori dalle coperte e sono andato a fare la doccia. Nel locale docce ho incontrato Roberto che aveva avuto la stessa idea. Dopo la doccia, scesi al pianterreno, abbiamo trovato Patrizia in cucina che già armeggiava per preparare la colazione. Alle nove in punto io e Roberto abbiamo dato il buongiorno a tutti in filodiffusione con La porta di Kiev di Mussorgsky (ripetuto quattro o cinque volte). Pian pianino sono scesi tutti, più o meno svegli!

Dopo colazione siamo tornati in sala prove e abbiamo montato anche la scena conclusiva. L'ultima parte del lavoro è ricchissima di azione, ed essendo presenti in scena quasi tutti i personaggi, gli incastri sono tanti e le interazioni delicate. Abbiamo provato e riprovato i vari passaggi in modo da perfezionarli e memorizzarli. Alcuni avevano anche dei costumi praticamente definitivi: Anna Petrovna, Irina, Katusa e Zajcev. In particolare, mi è sembrato che Anna Petrovna fosse molto convincente, e ho scattato un paio di belle foto.

Le lasagne e la vecchia casa.
A pranzo abbiamo fatto fuori diverse teglie di lasagne buonissime, preparate con grande generosità dalla mamma di Isabella, che poi abbiamo chiamato al telefono e ringraziato con un fragoroso applauso!

Prima di pranzo, io, Roby, Gianni, Luke e Patrizia abbiamo visitato la vecchia casa dei bambini gracili, che sorge proprio davanti alla moderna struttura dell'OTAF. Abbiamo trovato un tavolo che è proprio perfetto per la nostra scena e lo abbiamo portato via. Mentre eravamo dentro, Luke ha suggerito che sarebbe bello usare la casa come set per una versione cinematografica del lavoro. L'idea ha entusiasmato tutti, e chissà che prima o poi non diventi realtà.



La domenica pomeriggio.
Prima di partire abbiamo lavorato ancora diverse ore. Siamo riusciti a provare l'intero lavoro, dall'inizio alla fine, pur se con qualche interruzione e qualche momento di stanchezza (memorabili le spudorate pennichelle di Roby e Katia quando non erano in scena).

Infine abbiamo dato una sistemata alla casa, disfatto i letti e raccolto le lenzuola, rimesso in ordine la sala prove e la cucina, raccolto vestiti e materiale nei borsoni... e siamo ripartiti. Nel furgone abbiamo commentato le due giornate e ci siamo fatti qualche bella risata.

Da non dimenticare: le terribili barzellette di Gianni e le avventure di Gordon; il jingle di Radio Grafia di Ale; gli annunci con tanto di pling plong al microfono; il cucchiaio di legno grande come una racchetta da tennis; gli acuti di Anna Petrovna; la danza del ventre di Jale; le chiacchiere in pigiama sul divanetto; la partitella a ping pong alle due di notte... e la storica foto di gruppo di "quelli della notte prima del processo".

Riflessioni.

Stasera, assenti Ale, Jale e Katia, ci siamo concessi una serata un po' più riposante del solito, anche per riprenderci dagli sforzi del weekend. Roberto ha portato le locandine del ciclo di seminari che si aprirà tra breve, e Rossella ne ha dati un po' a tutti in modo da cominciare a diffonderli.

In sala prove ci siamo subito seduti in cerchio. Abbiamo parlato ancora della possibilità di ricavare anche un film da questo lavoro, pensando sempre alla vecchia casa di Sommascona come set. Isabella però ha osservato che è preferibile, per ora, concentrarsi bene sulle tre serate in teatro che ormai non sono più tanto lontane... e poi si vedrà.

Gianni ci ha chiesto di esprimere il nostro parere sul lavoro, ora che finalmente lo abbiamo montato tutto, e di immaginare che impressioni il pubblico porterà a casa. È venuto fuori che il nucleo del lavoro sta nell'incrociarsi di vicende e persone diverse, accomunate dal loro rapporto con Zajcev. Tutte queste persone continuano però a vivere le proprie vite, ignorando quelle degli altri. Quando Katusa sviene, non viene soccorsa. Quando sembra che Zajcev sia spacciato, Nikita se la ride e si ubriaca, ignorando cinicamente il dramma familiare che si consuma nella stessa stanza.

Isabella ha aggiunto che, secondo lei, certi personaggi stanno forse diventando troppo caricaturali per essere coerenti con lo stile di Cechov. Per Gianni, non è ancora caricatura, ma si tratta solo del colore necessario a dare vita al lavoro. Anna Petrovna, tuttavia, tornerà alla sua voce originale, per evitare di assomigliare troppo a Nikita. Irina dovrà abbassare il tono, specie nel monologo finale, e fare in modo di renderne il ritmo piuttosto vario.

08.02.06

Il testo parallelo

Gianni ci ha proposto un nuovo esercizio di coordinamento, una specie di percorso che abbiamo dovuto attraversare a turno: un ostacolo da saltare, poi un'asta sotto cui passare strisciando per terra, poi due coppie di compagni che si lanciavano un bastone ritmicamente da superare studiando il momento giusto per non entrare in collisione col bastone, e infine una pallina lanciata in aria da un altro compagno, da afferrare in volo. Sembrava di attraversare il primo quadro di uno di quei videogiochi degli anni ottanta. Chissà se passeremo al livello successivo :-)

Dopo gli esercizi abbiamo provato ancora il pezzo che presenteremo sabato a Festa d'Attore. In realtà io probabilmente non ci sarò, quindi Gianni ha eliminato la parte di Nikita. Mancando stasera Ale, che è ancora malato, ho invece interpretato Grigorij (oh oh oh, è proprio simpatica Anna Petrovna!). Poi abbiamo chiamato Luca e Rossella, che hanno assistito alla prova. Luca dovrà occuparsi di far partire la musica, perché nemmeno Gianni sarà presente sabato sera.

Grande novità di stasera: abbiamo iniziato uno studio dei singoli personaggi. Per prima è toccato a Jale andare in scena e cercare, con l'aiuto di Gianni, le motivazioni dietro l'urlo che segue il colpo di pistola. Lo stato d'animo di Zinocka è di rabbia, di disperazione e anche di rimorso (per avere appena rinnegato Zajcev, mentendo a Gusev). Gianni ha suggerito a Jale di provare ad aiutarsi rievocando l'episodio della bambola nera scomparsa che ci aveva raccontato a Sommascona, e facendo riaffiorare quel sentimento di perdita e di smarrimento.

Poi è stato il turno di Isabella, che ha pronunciato ancora il discorso finale di Irina su suo fratello, quando lo crede morto. Qui Gianni ha spiegato che è necessario fare un lavoro sulla respirazione e sulle pause. Isa è riuscita a modificare la voce e a mettere in sequenza diversi stati d'animo, fino ad arrivare alle lacrime. Anche a Isabella Gianni ha suggerito di rievocare l'episodio raccontato durante il ritiro dello scorso weekend (il frutto raccolto dall'albero e subito mangiato), usando l'episodio come fosse un testo parallelo noto solo a lei, che il pubblico non indovinerà mai.

Di seguito Katia ha provato con Giorgio il dialogo tra Katusa e Ilia Ilic. Anche Katia ha provato a recitarlo tenendo a mente l'episodio del sugo venuto male raccontato sabato scorso. Poi abbiamo esaminato anche il monologo che Katusa pronuncia quando è da sola nella stalla con Irina, e Gianni ha messo in evidenza la lunga sequenza di stati d'animo che il personaggio attraversa durante il racconto.

Infine il regista ha dato rapide indicazioni anche a Luke (trovare la relazione tra il romanzo di Leavitt, la sua famiglia e il personaggio di Zajcev) e a Roberto (specie riguardo alla sua fiducia in Zina, che è tutto ciò che ha al di fuori del lavoro, e di come con lei sia protettivo e paterno).

11.02.06

Bobby sulla Regione

Dopo la conferenza stampa tenuta ieri nella sede di Campo Teatrale a Chiasso, stamattina sono apparsi sul Corriere del Ticino, su la Regione Ticino e sul Giornale del Popolo dei pezzi sul ciclo di seminari che prenderà il via il 18 febbraio prossimo. Il ciclo si chiama Percorsi al confine: laboratori teatrali tra Italia e Svizzera, tra anima e corpo.

I seminari previsti sono quattro:

  • Il corpo poetico. Il corpo, l'integrazione, la diversità. Con Antonio Viganò, 18 e 19 febbraio.
  • La voce creativa. Il corpo voce / la voce corpo. Con Antonello Cassinotti, 22 e 23 aprile.
  • La parola che incanta. Imparare a raccontarsi. Con Lucilla Giagnoni, 6 e 7 maggio.
  • Lo spazio dell'attore. Lo spazio tra espressività e respiro. Con Claudio Orlandini, 27 e 28 maggio.

Per ulteriori informazioni si possono scaricare il volantino e la locandina.

Ecco invece i pezzi apparsi sui giornali stamattina (cliccare per ingrandire).

Corriere del TicinoGiornale del Popolo


la Regione Ticino

La foto pubblicata da la Regione è tratta da Bobby da morire, messo in scena come saggio finale del laboratorio dell'anno scorso... incorniciati da sinistra siamo ben visibili Luke, Anis ed io :-)

L'anniversario

Io non ne avevo idea, ma Luke mi informa che esattamente tre anni fa, l'11 febbraio 2003, seguivamo la nostra prima lezione a Campo Teatrale. L'insegnante era Luca Stetur. Mi è sembrato giusto ricordarlo qui, visto che tutto è cominciato proprio quel giorno.

Avevo letto della scuola da qualche parte su Internet, ed avevo già tentato invano di iscrivermi in ottobre, ma poi avevo dovuto rimandare non so più per che ragione. Ricordo che c'era stato uno scambio di e-mail con Rossella, che ovviamente ancora non conoscevo. Sembra che sia successo in un'altra vita... e invece sono solo tre anni. Esattamente tre anni.

12.02.06

Festa d'Attore

Ieri sera ha avuto luogo l'annuale Festa d'Attore. Purtroppo non ho potuto partecipare, ma Luke mi ha fatto avere un breve resoconto, che pubblico di seguito. Grazie Luke!

Come ogni anno Campo Teatrale ha organizzato il raduno scolastico chiamato Festa d’Attore, dedicato esclusivamente a maestri e allievi dell'associazione.

Essendo Festa d’Attore un momento di incontro tra allievi e insegnanti di tutti i corsi, non sono mancati saluti e presentazioni (di solito ogni classe ha dei giorni precisi e quindi non ci si vede molto spesso tutti insieme). È stato un piacere anche rivedere ex-allievi degli anni scorsi passati a salutare. Tutti hanno approfittato allegramente del buffet ricco di leccornie dolci e salate (ottimi i tramezzini e i panini al prosciutto) e di bibite alcoliche e analcoliche.

A un certo punto i vari gruppi hanno cominciato freneticamente a prepararsi per la presentazione della propria scena; tantissimi bambini e under 18 (ma anche tanti allievi adulti), non sapendo dove cambiarsi, facevano la fila davanti al bagno e poi entravano anche in gruppo. Gli spettacoli sono durati due ore circa, suddivisi in tre tranche intervallate da pause per rifocillarsi.

Ottimi tutti gli allievi; da encomiare soprattutto i bambini di Rossella che, con il loro spettacolo, hanno dato subito vita a una serie di risate che non finivano più - con tanti complimenti da parte di tutti ai poveri bambini un po' intimoriti.

Durante il nostro momento (e cioè la scena di Progetto Studio) c’è stato un momento di panico generale: tutti pronti e vestiti ed entrati nei nostri personaggi facciamo la nostra entrata in scena… quando Luca ci viene incontro e ci chiede mi date il CD delle musiche? Ci siamo guardati tutti per tre secondi e poi è scattato il panico! Ma essendo noi attori di un certo livello abbiamo usato questo panico come forza e abbiamo cominciato a camminare nello spazio come i nostri personaggi (è comunque un'ipotesi), e tutto questo mentre Luca cercava disperatamente questo CD - che evidentemente nessuno aveva. [Nota di Vcz: ma non doveva portarlo Roby?].

Alla fine Luca è rientrato in sala e ci ha detto che avremmo dovuto accontentarci di un pezzo qualunque... e così abbiamo cominciato. Io avevo un appuntamento musicale ben preciso, un momento in cui dovevo alzarmi e andare in centro e sparare un colpo di pistola... ma sentendo una musica completamente diversa non sapevo quando alzarmi! Per fortuna, a un certo punto Luca ha fatto sfumare la musica e allora ho capito che era il momento di andare avanti.

Alla fine è andata bene comunque. Da seri professionisti abbiamo affrontato tutti gli ostacoli con calma e senza perdere la concentrazione. Qualche errore c'è stato, ma più che altro si è trattato di dettagli dimenticati che lo spettatore non può aver notato (per esempio Katia è svenuta subito invece di svenire dopo vari secondi).

Purtroppo non sono riuscito a rimanere per l’intera festa. Dopo la presentazione delle scene sono dovuto scappare visto che erano già le undici meno venti. Che cosa sia successo dopo non lo so: spero di leggerlo nei commenti. [Nota di Vcz: lo spero anche io]. 

Luke.

Le foto delle prove

Ho pubblicato una nuova galleria di foto. Si tratta di immagini che risalgono al mese di gennaio e ritraggono vari momenti delle prove del primo atto.

Buona visione!

13.02.06

Il banchetto di Erode

Stasera abbiamo trovato Jale a presidiare la sede di Campo. Isabella ha portato dei dolcetti alla ricotta superbi, preparati da sua mamma che ormai consideriamo la nostra benefattrice. Insomma, per creare ci vogliono energie, no? (Specialmente nel mio caso, visto che arrivo sempre a Campo dopo essere stato in piscina).

Solo quando i dolcetti erano finiti ci siamo messi al lavoro. Abbiamo iniziato con il gioco del lupo, della pecora e del cavolo (che sono diventati, per l'occasione, il bastone, la palla e il cappello, rispettivamente). Quattro fortunati sono stati incaricati di traghettarli (da una parte all'altra della sala) evitando incidenti (il bastone mangia la palla, la palla mangia il cappello), mentre gli altri controllavano che tutto fosse regolare. L'esito è stato un po' incerto: non è stato possibile stabilire se qualcuno abbia compiuto la missione nel rispetto di tutti i vincoli... e nemmeno se tutti abbiano capito l'esercizio. (Io per esempio non ce l'ho del tutto chiaro).

Poi Gianni ha proposto un simpatico episodio della vita di re Giorgio III: seduto sul trono in attesa dell'esecuzione dell'Alleluia di Händel, si piega da una parte per ascoltare qualcuno, poi si alza in piedi, fa un passo, e subito parte la musica. Ciascuno di noi ha dovuto interpretare questa situazione e poi dare una spiegazione. Sembrava un po' di fare il gioco della Settimana Enigmistica Cosa c'è sotto?.

  • Per Giorgio, qualcuno informa il re che è entrata la marchesa di vattelapesca, e lui si alza per vedere dove sia quella pettegola.
  • Per Ale, al re viene rivelato che dopo l'esecuzione sarà ucciso.
  • Vcz ipotizza che, mentre si piega, qualcuno metta sulla sedia del re un oggetto appuntito, e che quando lui prova a rimettersi seduto dritto, lo sente sul fondoschiena e scatta in piedi.
  • Per Patrizia, il re balza in piedi proprio per dare il via all'esecuzione.
  • Luke dice che il re si mette in piedi per nascondere un buco sui pantaloni.
  • Per Jale, quando il re si avvicina alla persona che ha di fianco, viene tramortito dal suo fiato alla cipolla e si mette in piedi esclamando: quanto kebab hai mangiato?
  • Katia sostiene che il re si mette in piedi per sfoggiare bene il nuovo vestito che gli ha comprato la mamma.
  • Secondo Roby, il re nota che sono arrivati degli ospiti e si alza per guardare bene.

Infine Gianni ha offerto la sua spiegazione: al re viene detto dalla mamma che lo spettacolo durerà due ore, e allora lui si alza per andare a fare la pipì prima che inizi. Peccato che, vedendo il re in piedi, l'orchestra pensi di dover iniziare e dà il via all'esecuzione. Da allora, ogni volta che si esegue l'Alleluia di Händel, tutti si alzano in piedi.

Poi abbiamo proseguito il lavoro di analisi dei personaggi. Jale ha fatto presente che non riesce a pensare all'episodio della bambola quando urla per lo sparo (sostiene invece che gli viene in mente sua mamma).

Poi Gianni ha lavorato con Luke, analizzando con lui il primo monologo di Zajcev e assegnando a ogni parte uno stato d'animo preciso. Dopo avergli dato cinque minuti per prepararsi, Gianni ha voluto che Luke provasse subito ad eseguire le indicazioni. Ora Luke dovrà lavorare allo stesso modo sugli altri suoi monologhi, senza però l'aiuto del regista.

Isabella ha spiegato che, da quando Irina è diventata più matura, ha difficoltà a rendere credibile il suo stupore al circo. Gianni ha suggerito a Isa di rifarsi alle sue origini siciliane, perché la cultura siciliana non è molto lontana da quella russa che cerchiamo di mettere in scena.

A me e a Giorgio Gianni ha detto di lavorare sulla complicità dei nostri personaggi, che sono un po' come Stanlio e Ollio. Nonostante la grande sintonia, i due riescono tuttavia ancora a scoprire cose nuove di sè. Ho fatto presente al regista la mia difficoltà nella scena sei del primo atto, in cui racconto a Ilia Ilic della mia infanzia e di mio nonno: non capivo perché Nikita, dolorante e affaticato, abbia voglia di raccontare. Gianni ha risposto che a volte si cerca di non pensare al dolore per cercare un po' di sollievo, e abbandonarsi ai ricordi a volte aiuta a non pensare al presente. Poi ha voluto che provassi subito a interpretare l'inizio della scena secondo queste nuove indicazioni. Alla fine è venuta fuori la difficoltà aggiuntiva del quadro che congela l'inizio della scena, e che mi costringe a tenere dentro ferme le emozioni da buttar fuori a quadro ultimato.

Sembra che andremo avanti per un po' con questo lavoro sui personaggi, provando di volta in volta solo brevi porzioni di questa o quella scena. È importante che la recitazione non sia monocorde, ma è anche importante che gli stati d'animo e le variazioni di umore siano giustificate. In questo possono essere d'aiuto le azioni e gli oggetti in scena. Quando questi mancano, possiamo crearne di nuovi per aiutarci. Per spiegarsi meglio, Gianni ci ha regalato due minuti del suo Erode, che canta in aramaico implora Salomè di ballare per lui, e che cambia umore e intenzione in modo molto credibile e coinvolgente.

Infine Jale ha provato ancora il suo urlo, ma dovrà ancora lavorarci.

14.02.06

La nuova locandina

Ho mostrato ai ragazzi e a Gianni la nuova locandina, basata su una foto scattata a Sommascona durante il ritiro. È piaciuta e pare che sarà quella definitiva. Eccola in anteprima (cliccare per ingrandire).

15.02.06

La vecchia locomotiva

Inizierò col rivelare che, stamattina, Katia non ha rifatto il letto: il che, oltre ad essere raccapricciante di per sé, denota una situazione di profondo disequilibrio interiore che suscita qualche preoccupazione per la nostra cara amica. Speriamo solo che resti un episodio isolato.

Proprio Katia ha ricordato a tutti che sabato 25 marzo, nel fine settimana precedente a quello della prima, è il giorno che avevamo scelto per le prove "di emergenza", e ha proposto di vederci comunque in quella data (pur essendo Gianni impossibilitato a partecipare) per un paio di filate di rinforzo. La proposta è stata approvata all'unanimità. Ci si vedrà nel pomeriggio.

Parlando di week-end lavorativi, è anche saltato fuori che l'11 e il 12 marzo si lavorerà soltanto di pomeriggio, presumibilmente dalle 14 alle 20, che è un orario più comodo per tutti (lasciando libera la mattinata). La sera del sabato si potrebbe anche andare a mangiare una pizza tutti insieme.

Gianni ha avuto l'idea che la scena potrebbe essere girata di novanta gradi, con il pubblico sul lato del camino. Questo approccio darebbe al tutto una prospettiva più originale (si intende che gli attori continuerebbero a considerare come davanti il solito davanti). Inoltre i viaggiatori farebbero il loro ingresso passando dalla platea. A Isabella l'idea non è piaciuta molto. Comunque Gianni si è riservato di verificare se possa funzionare. Si è poi parlato di una futuristica (e improbabile) piattaforma rotante che permetta di variare l'orientamento. Per qualche ragione tutti hanno guardato Roby... e lui, senza fare una piega, ha detto: "Devo fare una telefonata... magari ne trovo una"!

Dopo il riscaldamento, abbiamo fatto una gara a squadre di due. Ogni squadra procedeva lungo una linea retta; ciascun membro passava sotto le gambe del compagno e poi si metteva in piedi e allargava le gambe, permettendo all'altro di fare lo stesso... e via così fino al traguardo, dove si trovava una pallina che andava infine lanciata verso un obiettivo. Arrivare secondi al traguardo e mancare l'obiettivo comportava una penalità sul punteggio. Infine vinceva chi aveva conservato il maggior numero di punti. Per un puro caso abbiamo vinto io e Katia (nonostante gli squilibri interiori di lei).

Dopo aver allestito la scena, abbiamo provato la seconda scena del primo atto. Poi Gianni ha lavorato con Roberto su uno dei suoi monologhi ("anche noi andiamo in città..."). Il regista ha paragonato Gusev a una locomotiva antica: vecchia ma del tutto funzionante, dai movimenti lenti ma precisi, magari ritmati, con tanto di sbuffo di vapore. Come una locomotiva, che in curva svolta prima dei vagoni, così la testa di Gusev punta una nuova direzione prima che il corpo segua.

Abbiamo poi provato anche la scena quarta del primo atto. Una novità è che Nikita prende uno dei bicchierini che trova sul tavolo e se lo ritrova in mano al ritorno di Anna Petrovna. Lei lo nota subito, conclude che Nikita ha sottratto del kvas dalla bottiglia e gli lancia un'occhiataccia. Ilia Ilic ha sfoggiato una nuova voce più calda e rotonda. Per Nikita ormai è aggiudicata la voce un po' nasale scoperta durante il ritiro a Sommascona.

Infine abbiamo rivisto la scena quinta. Anche qui si sono sentite le nuove voci di Irina e Katusa. È venuta fuori la difficoltà di controllare la voce mentre si ricordano tutte le azioni e si pensa anche al testo. Gianni ha spiegato che a questo punto della preparazione è normale; inoltre ha ricordato che è importante evitare che un dato personaggio si fossilizzi e che non rimanga che una mera ripetizione di parole e gesti. Se è vero che l'attore è mercenario ed esegue il suo lavoro a comando, d'altra parte abbandonarsi alla ripetizione è la morte del teatro, ed è specialmente grave per chi, come noi, lo fa per passione e non per procurarsi da vivere.

20.02.06

Il giardino del re

Stasera abbiamo iniziato con un paio di nuovi rapidi esercizi. Nel primo, un bastone veniva lanciato orizzontalmente verso l'alto (sic), e bisognava poi accompagnarne la caduta con un piede, sollevato il più possibile e poi abbassato anticipando la corsa del bastone. Nel secondo, qualcuno teneva un bastone in posizione verticale, con un'estremità sul pavimento, e poi lasciava andare l'altra; un compagno doveva afferrare il bastone con un gesto semplice ed elegante, prevedendo la direzione della caduta.

Katia ha proposto una storiella di Gordon (Gordon con il raffreddore), e allora Gianni ci ha sollecitato tutti a fare lo stesso. I cinque suoni da usare sono:

  • HA!,
  • MPF!,
  • SH!, con il labbro inferiore in dentro,
  • K!, molto duro,
  • e infine BUONO!, con accento inglese.

Per darci la carica, Gianni si è poi subito esibito in Gordon e il biathlon e Gordon e il flipper. Isabella ha invece eseguito Gordon il tennista.

Poi Gianni ha creato uno spazio approssimativamente circolare, delimitandolo coi bastoni, e ha spiegato che all'interno c'è il giardino del re. Non si sa se si tratti di un re buono o cattivo; nel giardino può esserci qualunque cosa. Ciascuno di noi è dovuto entrare da solo nel giardino e improvvisare.

  • Isa è entrata per prima; si è guardata intorno, si è stiracchiata; poi ha raccolto un frutto da un albero e lo ha assaggiato. A un certo punto dev'essere passato il re, perché Isa ha fatto un inchino. Poi si è seduta a raccogliere i fiori. Infine si è distesa per schiacciare un riposino.
  • Patrizia si è fatta strada spostando la fitta vegetazione, e appena dentro ha esclamato ooh, evidentemente meravigliata. Poi si è imbattuta in un gattino e forse anche in un cane. Si è rotolata sull'erba. Infine si è goduta la pioggia calda... ma si è spaventata per l'eventualità di un fulmine.
  • Katia ha forzato l'ingresso e si è introdotta furtivamente; mostrando paura, si è mossa con circospezione. Poi ha auscultato il suolo e lo ha esplorato a quattro zampe. Infine sembra che abbia raccolto qualcosa di pesante.
  • Vincenzo si è fatto subito un giro sull'altalena (di cui si è sentito lo scricchiolio). Poi ha dato la caccia alle farfalle, ma ha dovuto interrompere ed è scappato, inseguito da qualcosa di spaventoso. Di colpo si è ritrovato in un supermercato (con tanto di pling plong e annunci vari) dove ha acquistato vari articoli (pagandoli regolarmente alla cassa). Infine ha steso una coperta e si è preparato per un picnic.
  • Ale, da buon lavoratore, si è messo subito a potare le siepi, dapprima con le cesoie, poi con la motosega. Successivamente ha vangato con cura le aiuole.
  • Giorgio si è guardato intorno, ha visto una fontanella e si è lungamente rinfrescato. Poi si è sdraiato a dormire.
  • Jale si è imbattuta in un mulo e, dopo averlo convinto a farsi accarezzare, gli ha somministrato una carota appena raccolta (di cui ha asportato il ciuffo) e poi (apparentemente) anche una mosca acchiappata in volo (?).
  • Roberto è entrato con un cagnolino al guinzaglio, e portandolo a spasso per il giardino ha incontrato un sacco di passanti, che ha tutti salutato con un educato buonasera.

Al termine, Gianni ci ha detto che (naturalmente) si aspettava di vedere tutt'altro, e che sperava che non ci saremmo lasciati condizionare così tanto dallo spazio. Le nostre idee sono risultate limitate e costrette, e le nostre azioni troppo familiari. Non abbiamo saputo sfruttare la libertà che il compito ci concedeva. Jale, per esempio, ha creato un solo spazio, quando avrebbe potuto cambiare situazione molte volte. Patrizia ha brevemente sconfinato dai confini imposti dai bastoni, violando il compito ma almeno creando una certa eccezionalità. Vcz ha arricchito le sue azioni con suoni onomatopeici che Gianni ha definito dadaisti (?).

Questo esercizio ci insegna che, in scena, dobbiamo rispettare tre criteri:

  • l'urgenza dell'azione, per cui non si può indugiare e non si può attendere troppo a lungo che qualcosa accada;
  • la libertà dell'azione rispetto allo spazio, da cui non ci si deve far condizionare;
  • e infine l'eccezionalità della situazione, per cui bisogna tener lontane le azioni familiari e comuni e mai ragionare in senso quotidiano.

Poi Gianni ha citato l'episodio biblico di Gesù nell'orto degli ulivi, che ha usato come esempio di vicenda simbolica, in cui i nudi fatti, a volte incongruenti, sono metafora di significati più profondi. A questo tipo di simbolismo dovremmo tendere noi tutti con i nostri personaggi, ciascuno dei quali vive, nel nostro lavoro, una piccola o grande tragedia personale.

Infine abbiamo provato parte del secondo atto, rinfrescandoci su testo e movimenti, alcuni dei quali abbiamo faticato un po' a recuperare.

22.02.06

L'attenzione divisa

Stasera Patrizia ci ha portato dolcetti di tre tipi diversi, tutti molto buoni... SLURP! Un gran sollievo per il mio povero stomaco vuoto.

Assente ancora Luke, che non si è del tutto ripreso dalla sua influenza. Di sicuro sarà di ritorno lunedì. Mancava anche Giorgio, che stasera è stato sostituito in scena nientemeno che da Gianni in persona.

Katia ha annunciato che, siccome il 2 aprile sarà il suo compleanno (il trentesimo, per giunta), aveva in mente di fare una festicciola a casa sua la sera del 7 aprile (noi andiamo in scena il 9 e il 10, quindi avremmo il tempo per riprenderci).

Per iniziare, Gianni ci ha proposto un esercizio di attenzione divisa: si doveva far passare un bastone da una mano all'altra, inclinando di volta in volta tutto il corpo dalla parte opposta; contemporaneamente, bisognava rispondere a una serie di domande poste da un compagno e contare quante volte un altro compagno lanciava una pallina per aria. L'esercizio dovrebbe aiutarci a essere in scena recitando il testo e, allo stesso tempo, eseguendo azioni e movimenti, interagendo con gli altri personaggi e mantenendo sempre vivo il ritmo.

Allestita la scena, abbiamo provato ripetutamente l'atto secondo, saltando le scene I e III (che senza Zajcev non si possono fare). Gianni vuole che la meccanica delle varie parti diventi così automatica da poterci poi concentrare sui dettagli.

Lunedì proveremo l'intero atto secondo, tutto di fila, e saremo in costume; mercoledì faremo lo stesso con l'atto primo.

Nel corso della serata, Gianni ha proposto diversi sketch di Gordon, tra cui Gordon e il neonato e Gordon e il sommergibile.

26.02.06

La Giagnoni a Campione

Mi informano (grazie Lella!) che Lucilla Giagnoni, curatrice di uno dei seminari del ciclo "Percorsi al Confine", sarà a Campione d'Italia il 30 marzo con Chimera, basato sull'omonimo romanzo di Sebastiano Vassalli, con la regia di Paola Rota. Lo spettacolo avrà luogo all'Auditorium “Monsignor Piero Baraggia” e inizierà alle 21. Il costo del biglietto è di 20 franchi.

Il lavoro è stato presentato anche all'ultima edizione del Festivaletteratura di Mantova. Ecco come veniva descritto:

“Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di Sant’Antonio Abate, mani ignote deposero... sulla grande ruota in legno... della Casa di Carità di San Michele fuori le mura a Novara, un neonato di sesso femminile, scuro d’occhi, di pelle e di capelli: per i gusti dell’epoca quasi un mostro”. Così inizia la storia di Antonia, la strega di Zardino, processata e condannata nel 1610, sullo sfondo di un paesaggio storico dominato dalla Controriforma e dall’Inquisizione.

È un'occasione preziosa per chi (come me) spera di partecipare al seminario (il 6 e 7 maggio) e non ha mai avuto modo di vedere la Giagnoni all'opera. Chi mi accompagna? :-)

27.02.06

Il sito della Notte

Il costume di Nikita si è finalmente stabilizzato: camicia con colletto rigirato all'interno, gilet del suocero, giacchetta di Elisa e cappotto della laurea. Accessori: fasciatura di Rossella, taccuino con matita da segnapunti di biliardo, cappello di Campo Teatrale.

Ho cominciato a scattare un po' di foto per il sito ufficiale dello spettacolo (oltre che per eventuali libriccini, opuscoli, album fotografici, eccetera). Intanto Isa ha cominciato a raccogliere delle brevi note biografiche di tutti gli attori, e si occuperà anche di scattare loro delle foto in abiti "civili".

Durante le prove della prima scena, inoltre, Katia ha scritto qualche appunto sulla preparazione del lavoro, sempre per una delle pagine del sito. Il dominio è già registrato - e ho anche uploadato una pagina temporanea, in attesa di completare le altre: http://www.lanotteprimadelprocesso.com/. I più attenti avranno notato che l'indirizzo è in bella mostra anche sulla locandina.

Luke ha registrato qualche minuto di materiale per il podcast di febbraio, che spero di pubblicare entro la fine della settimana. Avremo un'intervista a Gianni e Rossella e magari anche a Luca (se mercoledì ci dedica qualche istante); e una serie di episodi della vita di Gordon, interpretati da Gianni e da qualcuno dei compagni.

Come riscaldamento abbiamo lavorato coi bastoni, che dapprima rappresentavano degli alberi, e poi delle sbarre. In entrambi i casi, dovevamo spostarci intorno ai bastoni mantenendoli il più possibile immobili, proprio come dei mimi.

Infine Gianni ha lavorato con Luke e Jale sulla prima scena del primo atto, mentre Patrizia prendeva dettagliati appunti.

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