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Archivio di Gennaio 2006

09.01.06

La porta di Kiev

Gran rientro dopo le vacanze. Assenti Luke e Giorgio. Gianni ha osservato che, evidentemente, Luke e Jale sono d'accordo per non esserci mai insieme e rendere impossibile provare la prima scena :-)

Oggi abbiamo imparato un paio di nuovi esercizi di riscaldamento, che dovremo aggiungere tutte le sere a quelli che già conosciamo. Entrambi gli esercizi si svolgono a coppie. Nel primo, una persona sta distesa supina per terra e tira su le gambe dritte a 90 gradi; il compagno spinge giù le gambe dell'altro con forza, e quello deve frenarne la caduta ed evitare che arrivino a terra, facendo forza con gli addominali. Nel secondo esercizio, una persona, sempre supina, rannicchia le gambe al busto; il compagno, in ginocchio davanti all'altro, gli spinge lentamente le ginocchia ancora più vicine al busto, a ritmo di respirazione.

Dopo gli esercizi, abbiamo provato ancora alcuni dei quadri. Il primo incornicia Gusev che, nella prima scena, va dal mastro col suo pentolino per scaldare l'acqua e preparare un tè per Zinocka. Gusev sorride felice rivolto verso il pubblico.

Il secondo quadro è inserito all'arrivo di Katusa, Irina e Grigorij. Katusa inorridisce per la sporcizia del luogo, altezzosa, sguardo dall'alto verso il basso; Irina è rannicchiata per il freddo e prova sollievo, sguardo verso l'alto; Grigorij è intontito, occhi socchiusi, bocca aperta. Il mastro di posta, molto piegato e curvo, solleva la lanterna col braccio destro per fare luce e vedere bene in faccia gli sconosciuti ospiti.

Il terzo quadro provato oggi cattura la malinconia di Katusa quando Irina le chiede di Mosca.

Gianni ha stabilito con precisione le musiche che accompagneranno tutti i quadri. Inoltre, all'inizio del lavoro, anticipando il loro stato d'animo alla fine della storia, tutti i personaggi sfileranno uno a uno davanti al pubblico per salutare e creare un'aspettativa: perché un certo personaggio è allegro, triste, arrabbiato, deluso, ecc.? Forse il saluto sarà poi ripetuto anche alla fine. Abbiamo provato più volte ciascuno il proprio saluto, chiarendo le intenzioni e gli stati d'animo. La musica per questa scena è la Porta di Kiev: è a Kiev, infatti, che i personaggi sono tutti diretti, perché è lì che deve svolgersi il processo.

C'è stato anche il tempo di riprovare la scena cinque del primo atto.

Infine abbiamo fatto ancora un elenco di tutto il materiale che sarà necessario procurarsi per allestire la scena (i pannelli con la finestra, la branda con piumone e cuscino, un materasso per il giaciglio nella stalla, la ringhiera, il tavolo con gli sgabelli, il caminetto con la legna, la segatura...).

Con tutta probabilità, il weekend del 4/5 febbraio si svolgerà (grazie Roby!) nella casa vacanza dell'OTAF di Sommascona (fraz. di Olivone, nell’alta Valle di Blenio). Mercoledì tutti dovranno confermare la propria adesione.

11.01.06

Lo stivale di Patrizia

Gianni non è più sicuro che lo spettacolo inizierà con i saluti... ma con tutta probabilità almeno finirà con i saluti. E per renderli più interessanti, stasera li abbiamo arricchiti con musica e coreografia di gruppo. Si entra tutti in riga, quattro passi tutti insieme da fare invidia alla cerimonia del cambio della guardia, poi cerchio e rotazione, infine doppia elica per fare da cornice, di volta in volta, al saluto del personaggio di turno. Non è per niente chiaro? Certo che no: bisognerà vedere lo spettacolo, per capire :-)

Oggi tutti presenti (urrà)! Anche Luke e George hanno potuto provare il saluto del loro personaggio. Poi, finalmente, dopo tanta attesa... abbiamo provato la prima scena! No, non tutta... ci mancherebbe! Solo la prima parte... quella già provata in passato. Gianni ha continuato ad arricchirla, aggiungendo nuovi particolari. All'inizio, anche Zajcev regge una lanterna, ma al contrario di quella del mastro (che lo precede), la sua è spenta, e lui cerca di accenderla. Arrivato in camera, e finalmente solo, Zajcev inizia il suo monologo, e sul testo un colpo in testa e saluti a casa si toglie il cappello e lo lancia sul letto.

Più tardi, arrabbiato perché Zinocka è andata a chiamare Gusev, comincia a togliersi gli stivali, ma all'arrivo di Gusev ne ha tolto solo uno. E siccome Gusev non la finisce più di parlare, Zajcev decide di togliersi l'altro sul pianerottolo, e finisce per tenerlo in mano davanti al suo interlocutore per il resto della conversazione. Poi, quando Gusev finalmente si congeda col suo insetticida (nota: ne serviranno due bottiglie), Zajcev rientra in camera e lancia per aria lo stivale (per poi schivarlo quando cade giù). In mancanza di calzature più adatte, la scena è stata provata con gli stivaletti di Patrizia.

Il nostro regista ci ha incitato a provare le situazioni per conto nostro a casa, per fare in modo che nuove proposte possano arrivare da noi stessi. I personaggi e le scene vanno arricchiti di particolari, altrimenti lo spettacolo è povero, e non c'è tempo per fare tutto questo lavoro durante gli incontri. Inoltre, sarà necessario fare più attenzione alle indicazioni e ricordare bene le decisioni prese per i movimenti e i tempi delle scene provate... il tempo comincia a stringere, e non abbiamo ancora cominciato a lavorare sul secondo atto.

Gianni ha introdotto alcune modifiche nella scenografia, e ne ha discusso con Roberto (che ha anche fatto uno schizzo). Forse avremo qualcosa già lunedì... e inoltre Roby ha promesso dei disegni per il Saggiattore!

La settimana prossima porterò un CD con canti tradizionali russi per Patrizia: in certi momenti, infatti, il mastro canticchierà sottovoce. Sempre la settimana prossima vorrei registrare il podcast di gennaio... restate sintonizzati!

16.01.06

Il domino

Anche stasera tutti presenti. Avendo tutti dato la propria adesione, è confermato il weekend di lavoro a Sommascona! Stasera già si parlava dei preparativi: e cioè di cosa si prepara per pranzo, cosa si prepara per cena, ecc. Alessandro ha proposto i pizzoccheri... l'idea mi pare interessante.

Gianni ci ha portato un libro di illustrazioni di scene di vita rurale della Russia dei primi del novecento, cioè proprio i luoghi e il tempo in cui è ambientato il nostro lavoro. Almeno abbiamo un'idea dell'aspetto che dovremmo cercare di avere.

Luke ha portato un paio di camicie alla coreana, nel senso che erano camicie normali ma poi gli ha strappato via il collo... e Gianni ha deciso che indosserò una di queste camicie (la taglia non è proprio giusta, per la verità... potrei forse indossare un cuscino sotto la camicia, visto che i personaggi illustrati nel libro erano tutti piuttosto corpulenti). Dovrò procurarmi un panciotto da indossare sulla camicia, e poi ovviamente un paio di pantaloni piuttosto larghi (neri, grigi o marroni).

Abbiamo provato una nuova parte dei ringraziamenti: disposti su due file, quelli davanti fanno due passi, poi allargano le gambe; quelli dietro passano sotto e sbucano davanti, inginocchiati; gli altri fanno un saltello e superano ancora; infine quelli dietro si alzano e allargano le braccia. Se questi passi faranno poi parte o meno dei saluti finali... chi può dirlo?

Poi Gianni ha lavorato ancora con Jale, Luke e Roberto alla prima scena, arrivando finalmente fino in fondo. Durante le prove sono venute fuori molte nuove idee che hanno arricchito la scena in più punti. Spesso una certa azione nasce spontanea come conseguenza di un'altra. Gianni dice che è come il gioco del domino: un pezzo cade perché spinto dal precedente. Così l'azione scenica si snoda come un susseguirsi di cause e conseguenze, e ciò che è conseguenza di un'azione diventa causa della successiva.

Prima di concludere, abbiamo anche rivisto brevemente la scena seconda. Gianni ha detto che con questa scena siamo più avanti, e che si può già lavorare su dettagli, visto che a grandi linee l'azione è definita (e inoltre gli attori sanno il testo a memoria).

Per la prossima lezione il programma è di riprovare la scena due e poi anche la tre; lunedì prossimo, invece, rivedremo tutta la prima. Si spera di poter partire con il secondo atto già da mercoledì 25.

18.01.06

Le tette di Natascha

Abbiamo incominciato la serata con le prove dei ringraziamenti finali. Finalmente abbiamo montato insieme le varie parti, e il risultato comincia a prendere forma. Gianni ha perfino chiamato in sala Luca e Rossella per un'anteprima; i due hanno assistito in silenzio, non si capisce bene se soltanto sorpresi o anche un po' preoccupati...

Come previsto, dopo aver allestito gli ambienti con i soliti mezzi di fortuna, abbiamo lavorato ancora sulla seconda scena - e poi abbiamo visto anche la terza. Contrariamente alle previsioni, abbiamo fatto in tempo a provare anche tutte le altre, fino alla fine del primo atto. Lunedì lavoreremo ancora sulla prima scena, come già programmato, e poi finalmente saremo in grado di incominciare il lavoro sul secondo atto.

Durante le prove della sesta scena, Gianni ha voluto che cambiassi una delle mie battute da le lunghe trecce bionde in le lunghe tette bionde, come fosse un lapsus di Nikita pensando a Natascha, ragazza di cui evidentemente in gioventù si è invaghito. Sarà anche un momento divertente, ma Patrizia ha giustamente osservato che Cechov non avrebbe scritto una battuta simile. Anche a me sembra che non sia in linea con lo stile del resto del lavoro, e mi auguro che si torni alla versione originale.

23.01.06

Madre Coraggio

Gianni ci ha parlato di Madre Coraggio e i suoi figli, in scena fino al 26 febbraio al Teatro Strehler di Milano. A suo modo di vedere, lo spettacolo, pur essendo caratterizzato da un allestimento molto ricco, è piuttosto piatto e non comunica grandi emozioni. Il regista, il canadese Robert Carsen, non avrebbe saputo dare profondità al lavoro, e avrebbe sprecato molte occasioni di usare il testo di Brecht per comunicare a livelli meno superficiali di quello legato al significato più ovvio della vicenda. Gianni dice che le prove si sono svolte in modo frammentario, con gli attori convocati separatamente in momenti diversi, e che è un peccato che attori di quel livello non siano stati diretti in modo migliore. Ci ha comunque consigliato di andare a vedere lo spettacolo... se non altro per poterne cogliere tutti i difetti.

Abbiamo ripreso le prove ancora una volta dalla prima scena. Il nostro regista ha interrotto pochissimo, volendo vedere la scena tutta intera. Jale-Zinocka indossava stasera una nuova vestaglia, dalla scorta inesauribile di Patrizia. All'inizio della serata, Jale ha lasciato cadere lo specchietto di Zinocka (che per fortuna non si è rotto), e abbiamo scoperto che in Turchia rompere qualcosa (anche uno specchio) porta bene, perché sono gli spiriti cattivi che si scontrano contro qualcosa e scappano via (o qualcosa del genere).

Il quadro della prima scena che raffigura Zajcev e Zinocka insieme prima che Gusev rientri con il tè ha subito una piccola modifica: ora Zajcev sbircia sotto la gonna di Zinocka e poi sorride compiaciuto verso il pubblico, mentre Zinocka appoggia l'orecchio al muro per sentire se suo marito è già di ritorno.

Roberto dice che ha registrato il testo su un CD e l'ha studiato ascoltandolo ripetutamente... ma deve ancora imparare l'ultima parte (coraggio Roby che dobbiamo passare al secondo atto). Anche io ho registrato tutto il testo del mio personaggio e lo ascolto sul mio iPod per ripassare le battute. Mi sembra una buona tecnica... senza contare il divertimento di interpretare, anche solo per una volta, tutti i personaggi in scena!

Per il secondo atto, visto che la scena sarà sempre nella sala al pianterreno, abbiamo deciso di rimuovere la "stalla" e accorciare la zona del primo piano, in modo da dare più spazio all'area intorno al tavolo, che dovrà ospitare quasi tutti gli attori contemporaneamente.

Dopo la prima scena, abbiamo riprovato anche la seconda, la terza e la quarta. Durante le prove di quest'ultima, è saltato fuori che la cara Anna Petrovna è anche un po' sorda, e a Nikita tocca alzare la voce per farsi sentire quando chiede di avere qualcosa da mangiare.

Mentre si provava la seconda scena, invece, è successa una cosa interessante: a un certo punto Irina ha avuto una reazione così naturale che... Ale ha creduto che fosse Isa a reagire, e non il suo personaggio, e si è fermato per chiedere se c'era qualcosa che non andava. Insomma, per un attimo in scena c'era veramente Irina! Gianni ha commentato che se fosse così sempre, il nostro lavoro sarebbe finito.

Mercoledì riproveremo ancora alcune scene del primo atto. Da lunedì, invece, si passa al secondo.

Di ritorno a Lugano, in macchina con Luke ci siamo resi conto che siamo a metà cammino... e che tra poco più di due mesi si va in scena... brrr!!! Un filo di panico comincia a farsi strada!

Rossella ci ha distribuito il calendario di tutti i saggi di quest'anno, e le nostre date sono confermate: il 2 aprile, ore 17, all'Excelsior di Chiasso; il 9 aprile, ore 17, al teatro del Gatto di Ascona; e il 10 aprile alle 21, allo Studio Foce di Lugano. Il Progetto Pilota va in scena il 31 marzo; il 21 maggio ci saranno gli under 14; infine, il 3 e il 5 giugno chiuderanno i ragazzi del Laboratorio.

25.01.06

La processione del santo

Gianni ci ha comunicato gli orari di lavoro per il ritiro a Sommascona.

mattinapomeriggio
sabato 4 febbraio11:30 - 13:3015:00 - 19:00
domenica 5 febbraio9:00 - 14:0016:00 - 18:00

C'è di che stare allegri... sarà un weekend di duro lavoro. D'altra parte ne abbiamo proprio bisogno: il primo atto è tutto fuorché a posto, e con il secondo siamo ancora a zero. Gianni ha detto che lavoreremo anche in parallelo: un gruppo prova una scena mentre un altro gruppo ne prova un'altra. Lo spazio non dovrebbe mancare... ma lui come farà a seguire tutto?

Abbiamo discusso ancora di questioni logistiche (con quante macchine si andrà, a che ora ci si trova, cosa si mangia, come ci si divide per dormire, e altro).

Poi Gianni ci ha proposto un esercizio divertente (che ha poi confessato di avere inventato sul momento). In squadre da due, ben distanziati, ci si lanciava una pallina e un bastone, e poi si correva per scambiarsi di posto e ricominciare. Abbiamo messo in piedi un rapido torneo. Io e Patrizia abbiamo cominciato un po' male ma poi abbiamo ingranato e siamo finiti... terzi (in tutto c'erano quattro squadre).

Prima di preparare lo spazio per le prove, Gianni ci ha proposto un ulteriore esercizio: impersonare degli oggetti! Ci siamo cimentati in divertenti interpretazioni di una macchina per caffè, un posacenere e una candela. Poi Gianni ci ha raccontato di un suo provino di quasi venti anni fa, in cui interpretò un elicottero e un motoscafo... pare che il nostro regista abbia avuto il coraggio di ripresentarsi davanti alla stessa persona pochissimo tempo fa e le abbia proposto, con un vassoio dorato dietro la testa, la processione del santo, risvegliando in lei la memoria di quel provino di tanti anni fa (che memoria prodigiosa!).

Dopo aver allestito lo spazio, abbiamo riprovato le scene quattro, cinque e sei del primo atto, e infine abbiamo rivisto una parte della prima. Durante le prove della scena sei abbiamo ritoccato ancora la figura del mastro, che diventa sempre più divertente. Anche la scena uno comincia decisamente a prendere forma: durante le prove, Gianni ha preso tantissimi appunti e infine ha dichiarato che c'è molto lavoro da fare per arricchirla e sistemarla. A Sommascona ne vedremo delle belle!

30.01.06

La torta di Jale

Dunque la notizia più importante di stasera è che Jale è venuta a Campo accompagnata da una strepitosa torta (ne ho mangiate due fette). Tutti sperano (soprattutto il sottoscritto) che non rimanga un caso isolato.

Insieme a Luke ho registrato un po' di materiale per il podcast di gennaio - sì, lo so, sono un po' in ritardo, ma tra due o tre giorni sarà pronto per essere ascoltato. Naturalmente spero di raccogliere tonnellate di materiale interessante nel corso del weekend... quindi chissà che non ci scappi un podcast edizione speciale e magari anche una bella galleria fotografica!

Gianni ha parlato con Rossella riguardo alla serata di Festa d'Attore (che dovrebbe essere sabato 11 febbraio) e pare che ci sia il rischio che si debba preparare qualcosa anche noi... e infatti, pronti via!, abbiamo messo insieme una specie di trailer della Notte prima del processo, in cui si intrecciano e si sovrappongono diversi momenti del primo atto, tutti collegati tra loro, come se le diverse situazioni si passassero il testimone l'una con l'altra... per poi terminare, probabilmente, con l'esplosione di un colpo di pistola (suspense!).

Abbiamo provato ancora i saluti finali, tanto per non perdere l'allenamento (anche se, mancando Isabella, c'era un buco).

Gianni ci ha parlato ancora di ciò che rende valido uno spettacolo teatrale, e cioè i significati simbolici, ciò che si percepisce ma non si vede direttamente, le diverse chiavi di lettura, il fatto di comunicare con sensibilità diverse a livelli diversi. Inutile mettere in scena effetti grandiosi o preparare allestimenti costosi e sofisticati se poi non si offrono sensazioni e significati che lascino un segno e vengano ricordati.

Finalmente abbiamo cominciato anche a lavorare sul secondo atto, di cui Luke, Jale e Roby hanno provato la prima scena. Gusev si sveglia al mattino e si rende conto che Zinocka non è a letto con lui. Allora si alza e va nella stanza del dottore, dove i due si sono addormentati dopo una notte di passione. Poi abbiamo rapidamente dato un'occhiata ai primi movimenti della seconda scena, in cui Zinocka scende al pian terreno e trova Nikita e Ilia Ilic che dormono seduti al tavolo, puntellati uno contro l'altro.

Roberto ha portato un bel pentolino - quello che Gusev userà per far scaldare l'acqua per il tè.

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