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Archivio di Dicembre 2005

01.12.05

La locandina

Ho preparato una prima bozza della locandina dello spettacolo. Difficilmente sarà definitiva, ma potrebbe avvicinarsi molto. Il dipinto è di Chagall e si chiama Piccolo concerto (grazie a Isabella per il catalogo).

05.12.05

Il copione

Roberto ha stampato e rilegato il copione che ho trascritto e impaginato (disponibile a fianco in versione PDF) e ne ha portata una copia per tutti. Sembra di essere dei veri professionisti, ora. (Sembra).

Dopo il riscaldamento abbiamo fatto due nuovi esercizi. Il primo consisteva nel disporsi a coppie e, a turno, ripetere i gesti e i movimenti del compagno come se si fosse uno specchio. L'esercizio successivo, molto interessante, consisteva invece nel "modellare" il personaggio interpretato dal compagno, sistemandone la posizione, dandogli indicazioni sul modo di muoversi e camminare... facendo da "registi" per due minuti. Poi, a turno, Gianni ci ha fatto sfilare nelle vesti dei nostri personaggi, prima secondo le direzioni appena acquisite dai compagni, e subito dopo secondo le proprie personali idee. Per alcuni le due versioni non erano molto diverse; per altri c'erano differenze anche importanti. È stato molto interessante vedere lo stesso personaggio secondo due punti di vista diversi. Di volta in volta Gianni ha spiegato quali aspetti delle due versioni fossero da privilegiare e quali da scartare.

Poi abbiamo provato la scena quinta del primo atto, con Irina, Grigorij e Katusa nel fienile che dormono (o cercano di dormire). Gianni ha dato le prime indicazioni, visto che la scena non era mai stata provata.

Abbiamo infine lavorato sulla scena prima, anche se (ancora una volta) non fino alla fine.

Mercoledì proveremo per la prima volta la scena conclusiva del primo atto (la sesta). Poi, nei giorni rimasti prima delle vacanze di Natale, continueremo a perfezionare il primo atto, a volte mettendolo in scena anche tutto intero. Col nuovo anno incominceremo a lavorare sul secondo atto.

07.12.05

Un tè a Campo Teatrale

Atmosfera un po' particolare stasera a Campo Teatrale, mancando quattro persone (tirata d'orecchie per Jale, Patrizia, Roberto e Katia: ma dove siete finiti?).

Sono passato a prendere Luke un po' prima per arrivare presto e avere il tempo di fare delle nuove interviste per il podcast di dicembre: hanno parlato al nostro microfono Rossella, Luca e Gianni. Li potremo ascoltare nei prossimi giorni (forse già domani).

Tra un'intervista e l'altra, raccolti intorno al grande tavolo di Campo, abbiamo bevuto insieme una piacevole tazza di tè (grazie Rossella!). Luca riempiva un modulo per prenotare la sala del Teatro del Gatto, e intanto io, Luke, Isa, Ale e Giorgio guardavamo le illustrazioni che Gianni ci mostrava da un vecchio libro: scenografie di lavori teatrali e anche una foto di Cechov e Stanislavski insieme. Mi è sembrato di essere a casa.

Terminato il tè, abbiamo fatto il consueto riscaldamento. Poi Gianni ci ha mostrato un nuovo esercizio: dopo avere appreso un certo numero di movimenti, abbiamo formato delle coppie; all'interno di ogni coppia, uno eseguiva un movimento e l'altro doveva subito reagire con il movimento complementare. Lo scopo dell'esercizio era quello di affinare le capacità di osservazione e ridurre i tempi di reazione, indispensabili per avere il controllo della situazione quando si è in scena.

Poi abbiamo provato la scena sesta. Mancando Patrizia, Isabella ha impersonato il mastro di posta. Nikita, un po' sognante, racconta episodi della sua giovinezza al buon Ilia Ilic. Poi sopraggiunge il mastro con qualcosa da mettere sotto i denti, e parte la discussione sul prezzo da pagare per la notte alla stazione.

Sono emersi altri suggerimenti per arricchire il personaggio di Nikita: da sempre parco e ligio al dovere, durante la notte alla stazione Nikita riscopre un po' il gusto di lasciarsi andare e sentirsi libero. Allora beve la vodka offerta da Ilia Ilic (anche se di solito non beve), si abbandona ai ricordi, e pensa a come sarebbe stata la sua vita se avesse fatto scelte diverse.

Ilia Ilic, più terreno, pensa al processo e alla sua carriera, e beve nonostante la gastrite.

08.12.05

Il podcast di dicembre

È arrivato il secondo numero del podcast del Saggiattore!

Clicca qui per scaricare il podcast di dicembre

In questa puntata: Rossella, Luca e Gianni parlano al nostro microfono. In particolare: Rossella racconta dei nuovi corsi di Campo Teatrale Chiasso; Luca anticipa qualcosa sulle future iniziative; e Gianni parla di Progetto Studio e del lavoro coi ragazzi della Notte prima del processo.

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Per il prossimo numero vorrei registrare qualcosa durante le prove. A risentirci in gennaio!

12.12.05

Il primo atto

Il primo atto prende forma. Stasera abbiamo provato, di seguito, le scene due, tre, quattro, cinque e sei (anche se con qualche buco, mancando Patrizia e Roberto).

Abbiamo vissuto per la prima volta la presenza contemporanea in scena di quasi tutti i personaggi, pur se divisi in tre gruppetti separati. Nella seconda scena arrivano Irina, Katusa e Grigorij, mentre Zajcev è nella sua stanza (e quindi in scena). Nella terza scena, mentre Zinocka e Zajcev s'infilano insieme a letto, i tre raggiungono la stalla e si sistemano alla meglio sul giaciglio. Nella quarta scena arrivano Ilia Ilic e Nikita: a questo punto in scena c'è una gran folla, essendo Zinocka sempre a letto con Zajcev, e Irina, Katusa e Grigorij sul loro giaciglio. Mentre Ilia Ilic e Nikita parlano, gli altri sono in ombra e portano avanti le loro azioni in silenzio. Nella quinta scena l'attenzione si sposta di nuovo su Irina, Katusa e Grigorij - per poi tornare su Nikita e Ilia Ilic nella sesta.

Gianni vuole che quelli che rimangono in scena in ombra, mentre l'azione principale si svolge altrove, siano comunque "presenti" in ogni momento, e che il livello di energia sia sempre il massimo. Le varie parti del lavoro, e i vari gruppi in scena, non devono risultare isolati, ma al contrario devono essere fusi insieme, in modo che la storia e l'azione scenica abbiano coesione. Lo spettatore deve avere una visione globale su tutto l'insieme, e questo funziona solo se tutti rimangono concentrati anche quando non sono protagonisti.

Durante le prove è emersa ancora l'importanza degli oggetti in scena e il loro potere evocativo. Per esempio, Katusa potrebbe avere un fazzoletto di pizzo mentre rievoca con Irina i bei momenti passati a Parigi.

Gianni ci ha raccomandato di vedere i film Oci ciornie (1987) e Partitura incompiuta per pianola meccanica (1977), entrambi del regista russo Nikita Mikhalkov. Se non altro ora sappiamo da dove arrivano i nomi di alcuni personaggi della Notte.

14.12.05

La prua della nave

Questa sera non ero a lezione. In occasione dell'annuale cena natalizia con tutti i colleghi del lavoro, ho fatto un piccolo strappo alla regola. Per fortuna Luke si è spontaneamente offerto di raccontare l'incontro di stasera al mio posto...

Neanche questa sera a Campo è mancato il consueto tè con i biscotti: ormai sembra stia diventando una gradita abitudine. (Assenti alla lezione: Vcz, Patrizia e Katia).

Subito dopo il tè ci siamo fiondati in sala prove per un breve riscaldamento. Poi Gianni ci ha fatto fare un nuovo esercizio con il bastone. Ci siamo messi in fila indiana dal fondo della sala e lui, a distanza, ci lanciava il bastone verticalmente; uno alla volta dovevamo riuscire a prenderlo, passarlo da una mano all'altra e poi rilanciarlo - e tutto questo molto velocemente. Lo stesso esercizio si è ripetuto più volte, prima usando la mano destra, poi la sinistra, e infine lanciando il bastone orizzontalmente: lanciare prendere cambiare e poi via!

Poi abbiamo ripetuto l'esercizio dei movimenti complementari, ma con qualche piccola aggiunta: usando anche la testa (uno in su e l'altro in giù) e le braccia... tutto questo mentre si eseguivano i movimenti che conoscevamo già.

Dopo gli esercizi, abbiamo finalmente visto la prima scena dall'inizio alla fine (Isabella interpretava il mastro visto che Patrizia era assente), rifinendo le parti già provate. Gusev più curvo, grottesco, indeciso nel parlare; Zinocka dapprima timida e riservata ma poi più sensuale e provocante; Zajcev più spensierato e frizzante durante i suoi monologhi.

Abbiamo anche cominciato a ideare e definire i movimenti per le parti mai provate prima, e le difficoltà non sono mancate. Abbiamo deciso i tempi e lo spazio da utilizzare. Gianni prendeva ogni tipo di spunto (anche il più insignificante) e lo fissava ingrandendolo: ad un certo punto Zajcev diventava quasi un animale nel linguaggio del corpo (ma solo per pochi secondi) e risultava molto comico agli occhi del pubblico (a un certo punto Zajcev si trasformava addirittura in un gallo).

Gianni ci ha spiegato che la prima scena è molto importante, è come la prua della nave e deve avere subito un effetto frizzante sul pubblico. Le scene successive sono meno comiche e grottesche, quindi è molto importante l'impatto che questa scena deve avere all'inizio - ed è altrettanto importante che durante questa scena si mantenga un alto livello di presenza e di concentrazione. Il pubblico non deve ridere sempre - ma non deve neanche rattristarsi se Zajcev fa un monologo in cui è triste, perchè nella scena non ci starebbe proprio.

Avendo dedicato praticamente tutta la lezione a definire la prima scena, e non avendo avuto il tempo di riprovarla dall'inizio alla fine, Gianni ci ha informato che lunedì vuole rivederla, seguita in sequenza dalla seconda e dalla terza.

Luke (stanco e sfinito).

19.12.05

La forza dell'immaginazione

A grande richiesta tornano le foto, che (a quanto pare) sono molto mancate. Piace anche a me arricchire il diario con delle immagini, ma ho sempre paura di disturbare le prove aggirandomi sempre furtivo con la macchina fotografica... Per giunta, non usando il flash, le foto sono sempre buie o mosse!

Rossella ci ha spiegato che, dopo la lezione di mercoledì prossimo, ci sarà vacanza fino al 9 gennaio. Forse però ci si vedrà la sera del 27 per una festicciola di Natale, insieme ai ragazzi degli altri corsi.

Con Gianni abbiamo provato un esercizio del tutto nuovo, sempre finalizzato allo sviluppo della concentrazione e della capacità di tenere sotto controllo contemporaneamente più cose. Il malcapitato di turno doveva eseguire a specchio i movimenti proposti dal compagno A; rispondere alle domande (anche complicate) del compagno B; annunciare a voce alta tutte le volte che il compagno C toccava con l'estremità di un bastone una parte del suo corpo; e infine anche rilevare i colpi di una pallina che NON vedeva contro il muro. Tutte queste attività andavano eseguite contemporaneamente, tenendo quindi viva l'attenzione su tanti piani diversi.

Dopo l'esercizio abbiamo provato ancora la scena due, quella dell'arrivo di Irina, Grigorij e Katusa. Gianni ha rifinito ancora alcuni movimenti, specialmente quelli del mastro, essendo Patrizia presente per la prima volta dopo diverse lezioni.

Poi abbiamo riprovato la scena quattro, anche stavolta con il vero mastro in scena. Si delinea sempre con maggiore precisione il carattere del mastro, a cui Patrizia ha già dato un volto molto ben definito. Gianni ha detto che si tratta del personaggio più "avanti" in assoluto, probabilmente già molto vicino alla sua versione definitiva.

Infine a Roberto è stato chiesto di interpretare Gusev in tre situazioni immaginarie: in coda all'ufficio postale; in sede di esame per l'ottenimento di una promozione; e nell'anticamera di uno studio medico, in attesa dei risultati di alcuni esami di Zinocka. In tutte le situazioni, Gusev doveva raccontare di sua moglie, della sua (presunta) malattia e delle cure del dott. Cerpacov. Gianni ha spiegato che questo espediente serve per perlustrare le proprie esperienze e le proprie memorie, e trovare in qualcuna di esse delle motivazioni che diano un senso e una forza al proprio personaggio. Il pubblico non vedrà mai da cosa certi atteggiamenti e certe caratteristiche di un personaggio realmente arrivino, ma per l'attore questo cammino è comunque indispensabile.

21.12.05

I quattro stati d'animo

Oggi abbiamo affiancato ai consueti esercizi di riscaldamento dei nuovi esercizi di rilassamento. A turno siamo diventati massaggiatore e paziente... peccato che, in mancanza di lettini adeguati, ci si sia dovuti sdraiare sul nudo pavimento. Solo Katia ha tirato fuori una magnifica coperta e vi si è adagiata sopra; e a giudicare dall'espressione beata sul suo viso, deve avere raggiunto un notevole grado di benessere.

Rilassàti e rigeneràti, abbiamo affrontato la nuova "fatica" proposta da Gianni: un percorso con quattro tappe, da raggiungere una dopo l'altra con passo calmo e regolare, interpretando il proprio personaggio e declamando delle battute a scelta. Ciascun segmento del percorso doveva essere caratterizzato da uno stato d'animo diverso: allegria, rabbia, paura e infine angoscia e turbamento. Lo stato d'animo doveva però influenzare solo la voce, tenendo inalterato il passo e, per quanto possibile, tutto il movimento del corpo.

Dopo aver eseguito tutti l'esercizio, Gianni ci ha chiesto di raccontare le nostre impressioni. È venuto fuori che è molto difficile lasciare neutro il corpo e interpretare uno stato d'animo solo con la voce; che è automatico, invece, associare agli stati d'animo dei movimenti ben precisi, spesso anche didascalici; che alcuni sentimenti sono più interiori, come la paura, e sono ancora più difficili da affidare alla sola voce; e che non è facile mettere in pratica istruzioni complicate e allo stesso tempo restare "personaggio" e non tornare ad essere soltanto se stessi.

Gianni ci ha dato qualche suggerimento per eseguire meglio questo tipo di esercizio: per cercare dentro di sè uno stato d'animo, a volte aiuta pensare a stati d'animo opposti, e "ricavare" quello che davvero si cerca dalla assenza del suo opposto. Per esempio, è difficile gioire di una situazione gioiosa ormai trascorsa, mentre è facile gioire per una situazione triste che appartiene al passato ed è ormai superata. Inoltre, per rimanere presenti e sentire più forti le emozioni, è utile dare concretezza anche agli spazi e renderli veri e familiari: in altre parole, il segmento tra due tappe successive va associato mentalmente a un posto reale, a cui sono associati ricordi e sensazioni.

Dopo la discussione abbiamo provato le scene cinque e sei del primo atto. Katia ha fatto delle proposte basate su nuovi usi del fazzoletto di pizzo di Katusa o su movimenti diversi (per esempio ha provato a mettersi giù a dormire mentre Irina racconta di Kastanka, per mostrare il suo disinteresse).

Personalmente trovo Katusa piuttosto diversa da come me l'immaginavo. Katia mette in scena una donna che appare malinconica e un po' stanca, mentre io vedo Katusa molto più frizzante e piena di energia... secondo me, quando Katusa parla di Mosca, dovrebbero brillarle gli occhi vivaci di emozione, invece che luccicare per la malinconia dei ricordi.

Durante le prove della sesta scena, Patrizia ha preso familiarità con i movimenti già stabiliti del mastro. Inoltre, abbiamo costruito una piccola gag da inserire nel momento in cui si discute del prezzo da pagare per il pernottamento.

Le lezioni sono sospese fino al 9 gennaio. Con gli amici di Campo però ci si vede martedì 27 alle 19:30 per una festicciola in allegria. Per intanto... BUON NATALE A TUTTI!

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