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«Portare a compimento dal punto di vista drammaturgico un atto incompiuto e per giunta di un autore come Anton Cechov è una bella sfida», scrive Gianni Lamanna, regista di "La notte prima del processo" e autore della parte mancante del testo. «La prima e unica scena dello scrittore russo è però a mio avviso sufficiente a coglierne lo spirito e le intenzioni, vista la mole di informazioni nascoste tra le righe».

Gli attori e le improvvisazioni

Dopo solo pochi incontri con il gruppo di attori, Gianni aveva già chiaro quali personaggi aggiungere e a chi affidarne l'interpretazione. In seguito sono state le improvvisazioni create con gli attori stessi a suggerire il prosieguo della storia e un certo numero di finali, tra cui poi è stato scelto quello definitivo. «Uno parte sempre con un'idea propria», spiega Gianni, «poi, incontrando delle persone, capisce qual è il da farsi e modifica la traiettoria strada facendo».

Ironia e immaginazione

«Quello che si vede quando uno spettacolo va in scena tradisce solo una parte del faticoso lavoro che ci sta dietro», afferma Gianni ripensando alla lunga preparazione della "Notte", che ha affrontato con passione e grande immaginazione. Riuscendo spesso a sorprendere gli attori del gruppo con le sue proposte, Gianni ha costruito un lavoro che, pur rispettando lo spirito del testo originale, contiene elementi di ironia e di modernità che lo rendono fresco e gustoso.

I quadri di Mussorgsky

Una scelta registica che caratterizza profondamente tutto il lavoro è quella di scandirne i tempi con brani da Quadri di un'esposizione di Mussorgsky, riprodotti in corrispondenza di altrettanti "fermo immagine" viventi sulla scena. I quadri danno risalto allo stato d'animo preponderante di un certo momento, trasportando immediatamente lo spettatore — con la potenza della musica — in un luogo e in un tempo fisicamente lontani ma che ciascuno può scoprire, dentro di sé, sorprendentemente vicini.

 

- La Notte Prima Del Processo -